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Collaborazioni rese in favore delle società sportive dilettantistiche

11 gennaio 2015 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 11 gennaio 2015



Le collaborazioni prestate in favore di società sportive dilettantistiche godono di una disciplina particolare: non è necessario un progetto, i relativi compensi rientrano tra i “redditi diversi” da quelli derivanti da rapporto di lavoro e non costituiscono reddito tassabile fino all’importo di € 7.500,00 annui.

L’associazione sportiva, per la realizzazione dei propri programmi, può servirsi delle prestazioni di alcuni operatori, a titolo gratuito o oneroso (verso corrispettivo). I rapporti di lavoro a titolo oneroso possono essere di tipo subordinato oppure autonomo.

In particolare, rapporti di collaborazione di carattere autonomo resi in favore di società sportive dilettantistiche godono di una disciplina ed un regime fiscale particolare.

A differenza infatti delle tradizionali collaborazioni coordinate e continuative a progetto, che, per essere legittime, devono rispettare precisi requisiti di forma e sostanza, i rapporti e le attività di collaborazione coordinata e continuativa comunque rese e utilizzate ai fini istituzionali in favore delle associazioni e società sportive dilettantistiche affiliate alle federazioni sportive nazionali, alle discipline sportive associate e agli enti di promozione sportiva riconosciute dal CONI [1], godono di particolari regole, vantaggiose sia per il lavoratore che per il datore.

Si tratta di quelle collaborazioni caratterizzate da [2]:

– la continuità nel tempo,

– la coordinazione,

– l’inserimento del collaboratore nell’organizzazione economica del committente,

– l’assenza del vincolo della subordinazione,

– la natura non professionale: sono pertanto escluse le prestazioni rientranti nell’oggetto dell’arte o della professione (ad esempio i rapporti con i calciatori di una società calcistica dilettantistica).

Si tratta, ad esempio, delle collaborazioni tra associazione e addetto alla segreteria, alla raccolta di iscrizioni, alla tenuta della cassa e/o della contabilità, direttori sportivi, assistenti bagnanti delle piscine e collaboratori addetti alla manutenzione degli impianti e/o alla pulizie della struttura.

Il contratto di collaborazione

Il contratto di lavoro non necessita di particolari requisiti di forma e sostanza: non è richiesta l’indicazione di un progetto specifico, non è nemmeno richiesta la sottoscrizione tra le parti di un contratto scritto.

Il datore deve unicamente provvedere a comunicare al Centro per l’impiego l’inizio della collaborazione con il lavoratore e la sua cessazione.

Il compenso spettante al collaboratore può liberamente essere concordato tra le parti, garantendo comunque al collaboratore una remunerazione proporzionata al lavoro prestato.

Il regime fiscale dei compensi pagati da associazioni sportive dilettantistiche

I compensi pagati nell’esercizio diretto di attività sportive dilettantistiche rientrano per espressa previsione di legge [3] nel concetto di “redditi diversi” da quelli derivanti da rapporto di lavoro, qualora vengano corrisposti dal CONI, dalle Federazioni sportive nazionali, dall’Unione nazionale per l’incremento delle razze equine (UNIRE), dagli enti di promozione sportiva, da qualunque organismo, comunque denominato, che persegua finalità sportive dilettantistiche e che sia da essi riconosciuto.

Inoltre, sempre per legge [4], i compensi pagati al collaboratore nel corso dell’anno solare (dal 1 gennaio al 31 dicembre), se inferiori ad € 7.500,00 (rimborsi spese esclusi) non concorrono a formare reddito del percipiente con riguardo alla tassazione ai fini IRPEF: in sostanza se rappresentano l’unico compenso percepito, non devono essere indicati nella dichiarazione dei redditi e quindi non verranno tassati.

note

[1] Art. 1, co. 3, D.Lgs. 276/2003.

[2] Circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 21/E del 22 aprile 2003.

[3] Art. 67, co. 1, lettera m), secondo periodo, del TUIR: sono considerati redditi diversi da quelli derivanti da rapporto di lavoro i compensi spettanti alle collaborazioni coordinate e continuative di carattere amministrativo-gestionale di natura non professionale, rese in favore di associazioni e società sportive dilettantistiche, di cori, bande e filodrammatiche da parte del direttore e dei collaboratori tecnici (art. 90, comma 3, Legge 289 del 2002 e art. 1, comma 253, Legge 311 del 2004), nonché di Federazioni Sportive Nazionali e Enti di Promozione Sportiva (art. 35 Legge 14/2009).

[4] Art. 11 del TUIR.

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1 Commento

  1. Buongiorno in merito ai contratti di collaborazione sportiva rientrano nel contratto anche gli addetti alle pulizie. Ovunque dicono che fuori regola grazie mi piacerebbe avere nel dettaglio una normativa nei dettagli.

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