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Lo sai che? Vietato spostare il lavoratore in altro ufficio per ritorsione

Lo sai che? Pubblicato il 11 gennaio 2015

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> Lo sai che? Pubblicato il 11 gennaio 2015

Anche nel pubblico impiego vale il divieto di trasferimento per contrasto con i propri superiori gerarchici.

 

Sia che si tratti di impiego nel settore privato che pubblico, il datore di lavoro non può trasferire il dipendente in un altro ufficio solo perché quest’ultimo ha avuto dei forti contrasti con i suoi superiori gerarchici. Il trasferimento per ritorsione è, infatti, vietato dal nostro ordinamento che consente l’adibizione del dipendente ad altro ufficio solo in ipotesi tassative e con particolari garanzie.

Secondo una recentissima sentenza della Cassazione [1], tale regola – da sempre affermata nel settore privato – vale anche nel pubblico impiego.

Nel caso di specie non ha retto la motivazione ufficiale della “rotazione degli incarichi” fornita dal Comune: la sostanza era un’incompatibilità con il Sindaco, da parte del ragioniere, che ne aveva contestato alcune scelte. Ma il trasferimento ai servizi demografici è stato annullato dal giudice.

Insomma: il dipendente scomodo non può essere trasferito neanche dalla pubblica amministrazione.

note

[1] Cass. sent. n. 56/2015 dell’8.01.2015.

Autore immagine: 123rf com


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