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Giustizia: quali sono le priorità del Ministro Nordio

28 Dicembre 2022 | Autore:
Giustizia: quali sono le priorità del Ministro Nordio

Dall’abuso d’ufficio, al traffico di influenze fino ad arrivare all’ormai nota separazione delle carriere: ecco di cosa si occuperà il Guardasigilli.

Ora che il 2023 si avvicina sempre più e che l’incubo dell’approvazione della Manovra di Bilancio è giunto quasi al termine, il Governo può iniziare a pensare ai primi passi da muovere il prossimo anno. Protagonista di questi ultimi giorni, in cui il tema della giustizia e delle carceri è tornato a far parlare di sé, il ministro Carlo Nordio tramite il suo Viceministro ha fatto sapere quali sono le priorità del suo Ministero.

«Sento affermare spesso che sulla giustizia il presidente Berlusconi e il ministro Nordio dicono le stesse cose. Non potrebbe essere altrimenti, perché entrambi, e non solo loro, sostengono quel garantismo che è iscritto nella nostra Costituzione e che si basa sui principi del processo giusto e di ragionevole durata». Così questa mattina a Radio Anch’Io il viceministro alla Giustizia Francesco Paolo Sisto, che ha poi annunciato quali saranno i prossimi interventi del Governo in tema giustizia.

«Uno dei primi temi che affronteremo è l’abuso di ufficio per liberare gli amministratori dalla paralisi della firma a fronte paura di andare comunque sotto processo. C’è poi la questione del traffico di influenze, una norma troppo ampia in cui oggi si può infilare troppo e spesso di tutto, e quella riguardante la possibilità di appello da parte dei pm avverso le sentenze di assoluzione . Quanto, infine, alla separazione delle carriere, non vogliamo mai un pm dipendente dall’esecutivo, ma assolutamente autonomo e indipendente. Qualcuno mi deve spiegare perché tra avvocato e giudice non deve esserci la stessa distanza che intercorre tra pm e giudice», ha concluso.

Negli ultimi giorni, a causa di quanto successo al carcere minorile Beccaria, dal quale il giorno di Natale sono evasi sette minorenni, il ministro Nordio si è più volte espresso anche in merito agli interventi da attuare all’interno delle carceri italiane.

«Ho chiesto subito al sottosegretario Andrea Ostellari di verificare di persona la situazione dell’istituto, dove immediatamente sono andati anche vertici del Dipartimento della giustizia minorile e di comunità», continua. Il guardasigilli ricorda alcuni interventi sul fronte del personale e dell’edilizia penitenziaria: «Nei prossimi mesi finalmente anche il Beccaria avrà un direttore a tempo pieno: dopo 25 anni dall’ultimo concorso, stanno terminando la formazione i 57 nuovi direttori di carceri entrati a settembre. Ed è stato creato anche un ruolo specifico per i dirigenti penitenziari della giustizia minorile. Stanno poi per essere coperti i vuoti di organico della dirigenza penitenziaria di esecuzione penale esterna, visto che i nuovi assunti stanno terminando la formazione. Inoltre, le mille assunzioni ottenute per la polizia penitenziaria avranno riflessi positivi anche per gli istituti minorili. Sul fronte dell’edilizia, oltre alla recente ripresa dei lavori proprio al Beccaria, presto sarà pronto il nuovo istituto di Rovigo ed è stata poi recentemente ristrutturata una palazzina a Castel Marmo» ha annunciato Nordio.

Oltre a questi interventi, il Guardasigilli punta l’attenzione anche sull’importanza della «giustizia riparativa che dà ottimi risultati per i minori e sui tantissimi protocolli messi a punto dal ministero, per prenderci cura nei modi più efficaci possibili dei ragazzi entrati nei circuiti penali».

Nei fatti del Beccaria, c’è però anche un aspetto positivo, che il Guardasigilli vuole sottolineare: «Trovo significativo che i familiari di almeno un ragazzo scappato l’abbiano spinto a costituirsi: è anche un segno di fiducia nelle nostre istituzioni e nei nostri validissimi operatori. Da qui – continua il ministro Nordio – dobbiamo riprendere il nostro lavoro. Come ho detto già in altre occasioni, il contrasto alla devianza giovanile chiama in causa le istituzioni della giustizia, ma anche della scuola, della salute, della cultura, insieme al mondo dell’associazionismo e del terzo settore».

«È mia intenzione proporre il prima possibile l’istituzione di un tavolo interministeriale, che coinvolga tutte le istituzioni e il terzo settore, per continuare ad osservare in modo costante il fenomeno della devianza giovanile e individuare soluzioni efficaci anche in termini di prevenzione», conclude.



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