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Equitalia: discordanza tra la copia della relata di notifica e l’originale

12 gennaio 2015


Equitalia: discordanza tra la copia della relata di notifica e l’originale

> Diritto e Fisco Pubblicato il 12 gennaio 2015



Procedimento di notifica e consegna della cartella esattoriale di pagamento: nel caso di mancata corrispondenza prevale la copia in mano al contribuente.

Non molti sanno che conservare la cartella di Equitalia ha un’importanza particolarmente elevata non solo per via del fatto che, grazie ad essa, si possono controllare i termini per pagare o impugnare, ma anche perché la copia in mano al contribuente prevale, in determinati casi, rispetto a quella conservata dall’Agente della Riscossione. È ciò che succede in caso di discordanza della relata di notifica – per come trascritta dal soggetto notificatore – tra l’originale in possesso dell’ufficio e la copia consegnata al destinatario.

Ma vediamo meglio di cosa si tratta partendo da principio.

Come avviene la notifica

Equitalia notifica le cartelle di pagamento con varie modalità, ma tutte devono garantire la materiale consegna del plico al destinatario.

In generale la notifica può avvenire con consegna a mani proprie (del destinatario o del domiciliatario) o, in caso di assenza del contribuente, nelle mani di un soggetto delegato o familiare convivente; oppure tramite posta ordinaria o PEC.

Cos’è la relata di notifica

Chi effettua la notifica deve certificare la propria attività redigendo la cosiddetta relata di notifica (o anche relazione di notifica), da lui stesso datata e sottoscritta, apposta in calce all’originale e alla copia dell’atto (salvo la notifica avvenga tramite posta, secondo almeno alcune sentenze della Cassazione).

La relata indica a chi è consegnata la copia (destinatario, domiciliatario o persona diversa, ufficio postale da cui viene spedita la copia) e le sue qualità (coniuge, figlio, altro convivente, addetto alla casa, all’ufficio, all’azienda, portiere, vicino, legale rappresentante, ecc.); luogo della consegna oppure le ricerche, anche anagrafiche, effettuate dal notificatore; i motivi dell’eventuale mancata consegna e le notizie raccolte sulla reperibilità del destinatario.

Le risultanze della relata non possono essere né interpretate, né integrate successivamente [1].

L’eventuale discordanza

Veniamo ora al punto critico. Ossia il caso di indicazioni differenti sulle relative di notifiche. Dobbiamo, a riguardo, distinguere. In caso di discordanza:

– tra la copia della relata in possesso del contribuente e quella in possesso di Equitalia: prevale la prima [2];

sulla data: anche in questo caso fa fede sempre e comunque quella apposta sull’atto notificato al contribuente.

L’omessa compilazione della relata di notifica non rende la notifica stessa inesistente, ma nulla. La differenza è sostanziale. La nullità, infatti, può essere sanata qualora il contribuente proponga ricorso [3].

Viceversa, l’omessa sottoscrizione rende la notifica inesistente e non sanabile [4].

Spetta al contribuente che lo contesti dimostrare la non autenticità della sottoscrizione della relata di notifica da parte dell’agente notificatore o l’insussistenza della qualità di agente notificatore.

 

A quanto ammontano le spese di notifica?

– per le notifiche a mezzo di raccomandata a.r.: euro 5,18;

– per quelle tramite messi o spedizione diretta: euro 8,75;

– per quelle eseguite all’estero: euro 8,35 (salvo diversamente stabilito nelle convenzioni internazionali).

note

[1] Cass. sent. n. 11315 del 29.08.2000.

[2] Cass. sent. n. 4358/2001.

[3] Cass. sent. n. 6613 del 15.03.2013.

[4] Cass. sent. n. 24442/2008.

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