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Distanze tra edifici: senza un parapetto non c’è la veduta

13 gennaio 2015


Distanze tra edifici: senza un parapetto non c’è la veduta

> Diritto e Fisco Pubblicato il 13 gennaio 2015



Necessaria la possibilità di affacciarsi e guardare di fronte sulla proprietà del vicino.

Non viola le norme sulle distanze minime legali tra costruzioni il condomino che trasforma il solaio in un terrazzo senza parapetto. Secondo infatti una recente sentenza della Cassazione [1], l’opera non costituisce “nuova veduta” e, quindi, non va demolita.

La vicenda

La pronuncia in esame ha accolto parzialmente il ricorso dei proprietari di un immobile (una villetta dove era stata realizzata l’opera), parte di un più ampio complesso edilizio, ribaltando la sentenza della Corte d’Appello la quale aveva ritenuto che la semplice trasformazione di un solaio impraticabile in terrazzo, fosse di per sé sufficiente a integrare una veduta sulla proprietà del vicino, considerando irrilevanti sia la mancanza del parapetto sul lato a confine con il fondo, sia la presenza, sullo stesso lato, di una recinzione o siepe removibile in qualsiasi momento.

Le conclusioni della Corte

La Corte ha rigettato l’avversa tesi secondo cui la semplice trasformazione di un solaio impraticabile in terrazzo, sia di per sé sufficiente a integrare una veduta sulla proprietà del vicino, anche se manca un parapetto sul lato a confine con il fondo (nel caso di specie era presente una recinzione o siepe removibile in qualsiasi momento).

Affinché possano configurarsi gli estremi di una veduta – e, come tale, tenuta al rispetto delle distanze tra gli edifici – è necessaria la possibilità di affacciarsi e guardare di fronte, sulla proprietà del vicino, obliquamente e lateralmente, grazie alla presenza di un parapetto che consenta l’esercizio di tali facoltà in condizioni di sufficiente comodità e sicurezza.

note

[1] Cass. sent. n. 26049/2014.

Autore immagine: 123rf com

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1 Commento

  1. Alla luce di questa sentenza e di queste valutazioni mi chiedo se i 20 palazzi di 9 piani costruiti da Mezzaroma in via Dario Niccodemi al quartiere Talenti di Roma, siano a norma. Questi palazzi, praticamente dei cilindri, difatti, si sfiorano ad una distanza che obbligatoriamente, su alcuni archi di cerchio, permettono di intromettersi nelle proprietà dei vicini e dirimpettai. Ovvero di guardare da vicino cosa accade negli appartamenti altrui.

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