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Moglie licenziata: ha diritto al mantenimento?

3 Gennaio 2023 | Autore:
Moglie licenziata: ha diritto al mantenimento?

La moglie che perde il lavoro per dimissioni volontarie o licenziamento per giusta causa può chiedere la revisione delle condizioni di separazione o di divorzio per un aumento degli alimenti?

Ipotizziamo il caso di un uomo e una donna che si siano separati. Poiché, al momento della separazione, entrambi lavoravano e percepivano lo stesso stipendio, il giudice ha negato alla moglie il mantenimento a carico del marito. Senonché, dopo qualche mese dal divorzio, lei viene licenziata per giusta causa. Così propone ricorso al tribunale per ottenere la revisione delle condizioni di divorzio e il riconoscimento di un assegno periodico mensile. Ne avrebbe diritto? La moglie licenziata ha diritto al mantenimento? La questione è stata sottoposta all’attenzione della Cassazione che ha fornito le seguenti spiegazioni [1].

Quando la moglie ha diritto al mantenimento?

La moglie ha diritto all’assegno di divorzio quando non è in grado di mantenersi da sola per ragioni indipendenti dalla propria volontà. Ciò succede, ad esempio, quando ha oltre 45 anni o è disabile o vive in un contesto lavorativo depresso ove, nonostante i tentativi, non è stato possibile recuperare un’occupazione.

Quando invece la donna è ancora giovane, è formata ed è sana, lo stato di disoccupazione non rileva: avendo ancora una potenzialità lavorativa, è tenuta a sfruttarla e quindi a trovare un lavoro, anche se non in linea con le proprie aspirazioni e formazione.

Quando si può ottenere la revisione delle condizioni di separazione o di divorzio?

La sentenza che stabilisce l’ammontare dell’assegno di mantenimento (dopo la separazione) o dell’assegno divorzile (dopo il divorzio) è suscettibile di essere rimessa in discussione nel momento in cui cambino le condizioni di fatto dei coniugi valutate dal giudice con la precedente sentenza. 

Si pensi al caso di una persona che, tenuta a versare il mantenimento alla moglie, venga licenziata e non abbia più tale disponibilità economica. O, al contrario, alla moglie che perda il posto di lavoro e non riesca più a mantenersi.

Deve quindi trattarsi di fatti sopravvenuti e imprevedibili che abbiano sostanzialmente alterato le condizioni economiche di almeno uno degli ex coniugi. Tale mutato assetto consente di ricorrere al giudice affinché riveda l’ammontare degli alimenti. Potrebbe ad esempio aumentarne l’importo, diminuirlo, cancellarlo del tutto o, infine, disporne il pagamento quando in passato lo aveva escluso. 

Se la moglie si dimette dal lavoro ha diritto al mantenimento?

Secondo la Cassazione [2], la moglie che si dimette volontariamente dal lavoro non ha diritto a chiedere l’assegno di mantenimento. Tale indicazione però merita di essere spiegata meglio. Non è tanto il fatto di perdere il lavoro che fa venir meno il diritto agli alimenti quanto l’eventuale residua capacità lavorativa ossia la possibilità di procurarsi i mezzi per vivere. 

Quindi, una cosa è che a dimettersi sia una donna con meno di 40 anni, facilmente reimpiegabile, un’altra è che si tratti di una donna in età prepensionabile o comunque le cui condizioni fisiche non le consentano più di lavorare. Nel primo caso, non v’è dubbio che la perdita volontaria del lavoro non consente di ottenere il mantenimento; al contrario, nel secondo caso, il mantenimento dovrà essere comunque erogato. 

Se la moglie viene licenziata ha diritto al mantenimento?

Lo stesso discorso appena fatto per le dimissioni volontarie vale per il licenziamento, anche se per giusta causa. Il licenziamento dettato da un grave comportamento doloso del dipendente (ad esempio, furto o assenza ingiustificata) non determina l’automatica cessazione del diritto al mantenimento. Secondo la Cassazione, bisogna infatti verificare le residue capacità lavorative dell’ex coniuge. Se questi è ancora in grado di lavorare non avrà diritto al mantenimento; viceversa, se la sua età o le sue condizioni di salute glielo impediscono, questi potrà fare richiesta di revisione delle condizioni economiche di separazione o divorzio. 

Se lei si fa licenziare ha diritto al mantenimento

La pronuncia della Cassazione porta quindi a concludere che, se una donna si fa licenziare ma non ha comunque la possibilità di trovare nuovi impieghi (si pensi a una persona con una invalidità del 60%), l’ex marito dovrà versarle il mantenimento.


note

[1] Cass. ord. n. 37577/2022.

[2] Cass. ord. n. 26594/2019.

Autore immagine: depositphotos.com


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