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Lavoro: tutte le novità per il 2023

2 Gennaio 2023 | Autore:
Lavoro: tutte le novità per il 2023

Dal taglio del cuneo fiscale, alle modifiche introdotte al Reddito di cittadinanza fino allo smart working: ecco cosa cambia.

Un nuovo anno è iniziato e, anche se in molti sono ancora fermi per via dello stop natalizio, grazie alla Manovra di bilancio e al decreto Milleproroghe, il mondo del lavoro, anche se solo in parte, è destinato a cambiare durante questo 2023. Sono diversi gli aspetti toccati dalle nuove misure varate, vediamo insieme cosa cambia per ciascuno.

Reddito di cittadinanza: la Manovra ha confermato le novità annunciate nelle scorse settimane. Per i beneficiari «occupabili» nel 2023 il Rdc potrà essere goduto per un massimo di sette mensilità e sarà necessario frequentare un corso di formazione di almeno sei mesi, pena la decadenza. In ogni caso il beneficio decadrà dopo il rifiuto della prima offerta (anche se non «congrua») e, per i giovani dai 18 ai 29 anni, il sussidio verrà corrisposto solo a patto che abbiano concluso la scuola dell’obbligo. Inoltre, se il Rdc è utilizzato per pagare l’affitto, la quota ad esso destinata verrà corrisposta direttamente ai proprietari.

Smart working: per i lavoratori fragili, sia del comportato pubblico che di quello privato, la possibilità di svolgere le proprie mansioni da casa è stata prorogata fino al 31 marzo, mentre lo smart working non è più previsto per i genitori di figli under 14.

Taglio del cuneo fiscale e decontribuzioni: La Legge di Bilancio conferma il taglio contributivo del 2% per redditi fino a 35mila euro e allarga la platea per il taglio del cuneo fiscale al 3% estendendola ai redditi fino a 25mila euro dai precedenti 20mila. Inoltre nel pacchetto lavoro è stata inserita anche l’estensione da 6mila a 8mila euro del tetto per le decontribuzioni dei giovani, dei percettori di Rdc e delle donne fragili.

Cassa integrazione: come riporta il Sole24Ore, il Governo con la Legge di bilancio 2023 ha destinato 179 milioni milioni di euro per finanziare gli ammortizzatori sociali nel 2023. Di questi:

  • 70 milioni sono per le imprese in un’area di crisi industriale complessa;
  • 50 milioni sono per prorogare l’integrazione salariale per crisi aziendale, necessaria per la gestione degli esuberi di personale;
  • 19 milioni sono per i lavoratori delle imprese del gruppo Ilva;
  • 30 milioni sono per rifinanziare l’indennità onnicomprensiva di trenta euro per ciascun dipendente da impresa adibita alla pesca marittima;
  • 10 milioni sono destinati ai lavoratori dipendenti di imprese operanti nel settore dei call center

Il Governo ha, infine, anche previsto 150 milioni per il 2023, utili ad introdurre un’indennità di discontinuità per i lavoratori del settore dello spettacolo.

Per quanto riguarda le aziende rientranti nel campo di applicazione del Fondo di solidarietà per il settore del trasporto aereo e del sistema aeroportuale, il decreto Milleproroghe ha previsto che le domande di accesso alla prestazione integrativa del trattamento di Cassa integrazione guadagni straordinaria, che dovevano essere , presentate tra il 1° gennaio e il 30 settembre 2022, saranno valide anche se pervenute oltre il termine stabilito.

Nulla osta per stranieri: per quanto riguarda il rilascio dei nulla osta al lavoro per i cittadini stranieri extracomunitari, grazie al decreto Milleproroghe sono state estese al 2023 le disposizioni per semplificarlo. È previsto, inoltre3, che quest’ anno possano entrare in Italia 82.705 lavoratori stranieri.



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