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Autostrade: d’ora in poi viaggiare in auto costa di più

2 Gennaio 2023 | Autore:
Autostrade: d’ora in poi viaggiare in auto costa di più

Dal 1° gennaio, sono aumentati del 2% i costi dei pedaggi dei caselli autostradali: il prossimo aumento è previsto per luglio 2023.

Viaggiare in auto non conviene più: tra l’aumento del prezzo della benzina – dovuto ai rincari e all’eliminazione dello sconto sulle accise – e l’aumento dei pedaggi dei caselli autostradali, un viaggio andata e ritorno da Milano a Genova, ad esempio, conviene farselo in treno piuttosto che in macchina: si risparmiano tempo e denaro. E così vale per buona parte d’Italia: le autostrade costano di più e il prezzo del pedaggio è destinato ad aumentare ancora questa estate.

A partire dal 1° gennaio 2023, entra in vigore un decreto del Ministero che dispone l’aumento dei pedaggi dei caselli autostradali, in crescita come il tasso di inflazione. Si tratta di un aumento «dovuto» che, tuttavia, è stato calmierato dal Ministero stesso. Gli aumenti avverranno con gradualità, saranno inferiori a quelli teoricamente previsti e non riguarderanno il 50% di tutte le tratte.

Il ministero delle Infrastrutture, in un comunicato, ha reso noto che «in Italia le arterie di competenza di Autostrade per l’Italia rischiavano un aumento che sfiorava il 5% che è stato scongiurato: dal primo gennaio si fermerà al 2%, con aggiunta di un altro 1,34% solo dal primo luglio 2023».

Il Mit ha spiegato che sono stati scongiurati gli aumenti nella stragrande maggioranza delle società autostradali italiane, 50% delle arterie senza incrementi, aggiornamenti delle tariffe graduali e con tagli rispetto alle previsioni. Il risultato, a detta del Governo, è che gli italiani potranno beneficiare di una situazione migliore rispetto ad altri Paesi europei.

Per capire meglio la situazione basti pensare che, ad esempio, in Spagna per undici tratte autostradali è previsto un incremento del 4% (rispetto alla richiesta media di +8,4%). In Francia è previsto invece una lievitazione media delle tariffe del 4,75% dal primo febbraio 2023, che si aggiunge al +2% del 2022. In Italia, invece, l’auto del 5% è stato scongiurato. In questo modo, nel nostro Paese, gli incrementi sulle tratte interessate è inferiore all’inflazione.

È confermato lo stop agli aumenti sulle Autostrade A24 /A25 Roma L’Aquila Teramo e Diramazione Torano Pescara: il Mit sta facendo approfondimenti per una eventuale riduzione. Nel nostro Paese, gli incrementi sulle tratte interessate è inferiore all’inflazione.

Non si registrano inasprimenti per le società con aggiornamento del piano economico in corso (Autostrada Brescia Verona Vicenza Padova S.p.A., Milano Serravalle, Società Autostrada Ligure Toscana p.A. – Tronco Autocisa, Società Autostrade Valdostane S.p.A., Tangenziale di Napoli S.p.A., Autostrada dei Fiori S.p.A. – A6, Società Italiana Traforo Autostradale del Frejus S.p.A., Società Autostrada Tirrenica p.A., Raccordo Autostradale Valle d’Aosta S.p.A, Concessioni Autostradali Venete S.p.A.), zero incrementi per le società con concessione scaduta (Autostrada del Brennero S.p.A, Società Autostrada Ligure Toscana p.A. – A12 Tronco Ligure Toscano -, Autovie Venete S.p.A., SATAP S.p.A. – Tronco Torino, Alessandria, Piacenza, Autostrada dei Fiori S.p.A., Società per Azioni Autostrada Torino-Ivrea-Valle D’Aosta), inalterate la BreBeMi, la Pedemontana Lombarda, la Strada dei Parchi Spa, il consorzio per le autostrade siciliane.



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