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Che spetta alla moglie tradita?

3 Gennaio 2023 | Autore:
Che spetta alla moglie tradita?

Conseguenze dell’addebito: infedeltà coniugale, diritto al mantenimento e al risarcimento dei danni. 

Secondo le statistiche, tradiscono di più gli uomini che le donne. Secondo uno studio proveniente dagli Stati Uniti, in una coppia è più incline al tradimento chi, col proprio reddito, mantiene anche l’altro coniuge. Al di là dei numeri, sotto un aspetto giuridico, il tradimento costituisce una violazione degli obblighi di matrimonio imposti dal Codice civile. Si tratta quindi di un illecito a cui, tuttavia, contrariamente a quanto si crede, sono collegate solo due sanzioni: la perdita del diritto al mantenimento e la perdita della qualità di erede legittimario. 

In questo breve articolo spiegheremo, più nel dettaglio, cosa spetta alla moglie tradita sebbene il medesimo discorso possa essere fatto anche all’inverso, ossia qualora sia il marito a scoprire l’infedeltà della donna. Ma procediamo con ordine. 

Quando si può chiedere la separazione?

In linea generale, ciascun coniuge può chiedere la separazione dall’altro in qualsiasi momento, senza bisogno di dover trovare, nel comportamento di quest’ultimo, una giustificazione. Si può chiedere la separazione anche se non ci si ama più o si litiga spesso. 

La legge non impone l’amore eterno: sicché, scoprirsi non più innamorati del proprio coniuge non è una colpa.

Il fatto che uno dei due coniugi non voglia “firmare” la separazione non è condizionante: l’altro può ugualmente chiederla al giudice e procedere da solo (con la cosiddetta “separazione giudiziale”).

Come anticipato, si può chiedere la separazione anche se l’altro coniuge non ha alcuna colpa. Ma se invece questi ha violato le regole del matrimonio, si può chiedere il cosiddetto “addebito” ossia l’imputazione di responsabilità a carico del coniuge colpevole. Vediamo, più nel dettaglio, cosa comporta l’addebito.

Cos’è e cosa comporta l’addebito?

Quando la separazione non avviene in via consensuale, uno dei due coniugi può presentare al giudice le prove della violazione, da parte dell’altro, dei doveri del matrimonio. In particolare, tali doveri consistono nella fedeltà, convivenza, reciproco rispetto, contribuzione ai bisogni della famiglia.

Se il giudice accerta che uno dei coniugi ha violato tali regole, con la sentenza che dichiara la separazione pronuncia anche il cosiddetto addebito ossia imputa la responsabilità per la fine del matrimonio al coniuge colpevole.

Vediamo ora cosa comporta l’addebito. Il coniuge che subisce l’addebito perde il diritto a chiedere il mantenimento, anche se le proprie condizioni economiche sono precarie (si pensi a una donna disoccupata). Inoltre, perde anche la qualità di erede legittimario dell’altro coniuge; a quest’ultimo riguardo bisogna ricordare che se un coniuge muore dopo la separazione, l’altro gli è ancora erede (la qualità di erede si perde infatti solo col divorzio), tranne appunto qualora questi abbia subito l’addebito.

Quando non c’è addebito?

La violazione dei doveri del matrimonio non comporta addebito se il coniuge colpevole riesce a dimostrare che l’unione era già precedentemente in crisi e che pertanto il proprio comportamento non è stato la causa della disgregazione della famiglia ma la conseguenza di un fatto pregresso. Così, ad esempio, il coniuge che tradisce l’altro può giustificarsi sostenendo che tra i due erano cessati tutti i rapporti e che non vi era più alcun legame, che si litigava spesso, che si viveva separatamente, ecc.

Cosa comporta il tradimento?

Il tradimento comporta l’addebito in quanto costituisce violazione del dovere di fedeltà.

L’unico modo per evitare l’addebito, come anticipato al precedente paragrafo, è dimostrare che, prima di esso, il matrimonio era già in crisi per cause differenti (ad esempio, un precedente tradimento dell’altro coniuge).

Il coniuge che tradisce non può quindi pretendere il mantenimento né può rivendicare diritti ereditari.

Il coniuge tradito non può chiedere il risarcimento del danno, a meno che il tradimento non sia avvenuto in pubblico, ossia sia stato reso noto alla collettività, con conseguente lesione dell’onore e della reputazione dell’altro coniuge.

Cosa spetta alla moglie tradita?

Alla moglie tradita non spetta nulla. Sembra strano da dire ma è proprio così. Difatti, non perché è stata tradita le spetta il mantenimento. Ha diritto al mantenimento solo se sussistono altre condizioni: ossia la differenza di reddito con l’altro coniuge e l’essere in condizioni di non potersi mantenere da sé. Il mantenimento spetta anche alla moglie che ha rinunciato ad occasioni lavorative per badare alla famiglia, contribuendo così all’accrescimento della ricchezza familiare e dell’ex. 

Dunque, la donna potrà avere diritto al mantenimento anche se il marito è stato fedele. Non perché è stata tradita quindi potrà richiedere il mantenimento quando, di norma, non le sarebbe spettato.

Come anticipato, la moglie tradita può chiedere il risarcimento del danno solo qualora il tradimento sia stato reso noto a terzi, con lesione del proprio onore. 

Cosa spetta al marito tradito?

Il marito tradito che produca un reddito superiore alla moglie può evitare di versare a quest’ultima il mantenimento. Come anticipato, infatti, l’addebito comporta la perdita del diritto all’assegno di mantenimento o all’assegno divorzile. 



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