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Covid: quali varianti arrivano dalla Cina?

2 Gennaio 2023 | Autore:
Covid: quali varianti arrivano dalla Cina?

La «nuova» variante Gryphon ha portato a un picco di contagi, ma non ce n’è traccia tra i tamponi effettuati ai passeggeri provenienti dalla Cina. 

In questi ultimi giorni, sui social si è spesso sentito parlare di Gryphon, la variante del Covid discendente di Omicron che sembrerebbe aver fatto esplodere i contagi. Secondo le previsioni, Gryphon è destinata a soppiantare le altre varianti e sottovarianti più comuni, come la Cerberus (BQ.1.1): numerosi casi legati a questa mutazione, infatti, sono già stati rilevanti in diverse parti del mondo. Nonostante l’allarmismo, però, i primi casi si registrano già da questa estate e tra passeggeri provenienti dalla Cina di Gryphon non c’è traccia (per ora).

Ma quali sono le sottovarianti di Sars-CoV-2 volate dalla Cina all’Italia «a bordo» dei passeggeri atterrati in questi giorni a Malpensa dal gigante asiatico e risultati positivi al tampone? Al momento, i nomi dei mutanti rivelati dai primi sequenziamenti eseguiti in Lombardia sono vecchie conoscenze della famiglia Omicron. L’unico dato che potrebbe sorprendere è un’assenza: quella di Gryphon, XBB ‘e figli’, ricombinante di Omicron che viene monitorato per la sua immunoevasività, e finito alla ribalta delle cronache per il sospetto di una sua particolare diffusione in suolo cinese. Negli Usa, una discendente di questa famiglia, cioè XBB.1.5, viene già data al 40% dalle proiezioni dei Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie Cdc, più che raddoppiata in 7 giorni. Ma al momento non è presente in nessuno dei campioni dei passeggeri atterrati a Malpensa e finora sequenziati.

Secondo quanto apprende l’Adnkronos Salute, nel dettaglio, fra le sottovarianti identificate dai primi sequenziamenti compare BA.5.2, sottolignaggio di Omicron 5, che è presente nei campioni analizzati in misura leggermente superiore rispetto alle altre. E poi ci sono sequenze della sottovariante battezzata Cerberus sui social, cioè BQ.1.1, che è già la sottovariante di Omicron 5 più frequente in Italia ed è dominante in diversi Paesi dell’Ue. C’è poi BF.7, la cui presenza è stata segnalata in misura significativa in diverse città cinesi, e altre discendenti di Omicron 5, come BA.5.7 e BE.1.1.1.

Questa la fotografia scattata, fa sapere Guido Bertolaso, assessore lombardo al Welfare della Regione Lombardia, che sta seguendo da vicino in questi giorni le operazioni di screening e analisi avviate all’aeroporto di Malpensa per monitorare le sottovarianti Covid presenti nei viaggiatori dalla Cina. Sono tutti mutanti già circolati in Italia e già sotto sorveglianza, come hanno nuovamente chiarito sia Bertolaso che il governatore Attilio Fontana in una nota diffusa oggi, in cui hanno parlato di “notizie rassicuranti” dalle analisi completate finora.

Gryphon, cioè il ricombinante XBB, mutante di Sars-CoV-2 è sotto i riflettori in questi giorni anche a causa dell’allarme per la situazione Covid in Cina, ma è stabile in Italia ormai da ultimi mesi. Al momento le sequenze depositate nell’arco delle ultime sei settimane sono pari al 2% del totale, un valore sostanzialmente stabile rispetto al bollettino mensile sulle varianti di novembre, curato dall’Istituto superiore di sanità.

«Si continua a monitorare – scrive l’Iss – anche la circolazione di XBB», ricombinante dei sottolignaggi BA.2.10.1 e BA.2.75 ‘Centaurus’, e dei suoi discendenti. Questo mutante battezzato ‘Gryphon’ sui social è sotto i fari dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) da tempo. I primi campioni documentati nel mondo risalgono ad agosto 2022, e dovrebbe essere stata identificata inizialmente in India.

«Questi ricombinanti – spiega l’Iss – sono considerati da diverse settimane varianti di interesse, per la presenza di mutazioni associabili a capacità di immunoevasione. Al momento le sequenze presenti nella piattaforma» nel periodo dal 14 novembre al 25 dicembre 2022 «sono pari al 2% del totale, un valore sostanzialmente stabile rispetto al bollettino di novembre». Il bollettino mensile sulle varianti riporta una fotografia delle sequenze genomiche depositate settimanalmente dai laboratori regionali sulla piattaforma I-Co-Gen (Italian COVID-19 Genomic)-Iss.

Ma lo scienziato americano Eric Topol, direttore dello Scripps Research Translational Institute di La Jolla, California, la pensa diversamente. A novembre, secondo lui, la variante era rappresentata da una striscia quasi impercettibile sul grafico delle varianti di Sars-CoV-2 presenti negli Usa. Poi, lentamente è andata crescendo, ma nelle ultime 3 settimane il ritmo con cui è salita è diventato molto più veloce e, ora, «XBB.1.5 è più che raddoppiata negli Stati Uniti in 1 settimana». Affermando ciò, Eric Topol posta su Twitter un grafico in cui viene ‘mappata’ la distribuzione delle varianti presenti nel Paese. Si tratta di una previsione (a brevissimo termine, in quanto relativa alla settimana attuale). Il sottolignaggio della famiglia Gryphon è ora dato poco sopra al 40% (40,5%), rileva Topol, e ha «superato tutte le varianti», Cerberus (la singola BQ.1.1) compresa.



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