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Come si tutela un personaggio di fantasia?

3 Gennaio 2023 | Autore:
Come si tutela un personaggio di fantasia?

Sherlock Holmes, Lupin, Zorro e Topolino: in che modo il diritto d’autore protegge i personaggi che sono frutto dell’ingegno del loro creatore?

L’arte conosce un solo limite: la creatività dell’artista. Lo sa bene la legge che ha deciso, con un importante apparato di norme, di tutelare tutte le opere dell’ingegno, in qualsiasi campo esse si manifestino. L’ombrello che offre riparo alle idee creative nel campo culturale e scientifico prende il nome di diritto d’autore. Con questo articolo ci soffermeremo su un aspetto in particolare: come si tutela un personaggio di fantasia?

A questa domanda ha fornito recentemente risposta la Corte di Cassazione, ponendo fine a un’annosa vicenda che era sorta a seguito dell’utilizzo, all’interno di una nota pubblicità di un’acqua frizzante, della figura di Zorro, notissimo protagonista di numerose avventure, sia televisive che cinematografiche. Vediamo qual è stato il parere della Suprema Corte e come si tutela un personaggio di fantasia.

Che cos’è il diritto d’autore?

Il diritto d’autore (chiamato anche “copyright”) è l’insieme delle norme che tutelano le opere dell’ingegno, cioè le idee creative nel campo sia culturale che scientifico.

Per la precisione, sono protette dal diritto d’autore tutte le opere dell’ingegno di carattere creativo che appartengono alla letteratura, alla musica, alle arti figurative, all’architettura, al teatro ed alla cinematografia, qualunque ne sia il modo o la forma di espressione [1].

Ad esempio, sono tutelate dal diritto d’autore:

  • le opere letterarie, drammatiche, scientifiche, didattiche, religiose, tanto in forma scritta quanto orale;
  • le opere e le composizioni musicali, con o senza parole, le opere drammatico-musicali e le variazioni musicali costituenti di per sé opera originale;
  • le opere della scultura, della pittura, del disegno, dell’incisione e delle arti figurative similari, compresa la scenografia;
  • i disegni e le opere dell’architettura;
  • le opere cinematografiche;
  • i software, limitatamente al linguaggio di programmazione (cioè, a com’è scritto).

Cosa garantisce il diritto d’autore?

Il diritto d’autore consente di:

  • rivendicare in ogni momento la paternità di un’opera contro chi abusivamente se ne appropria (cosiddetto “diritto morale d’autore”);
  • avere il monopolio sullo sfruttamento economico dell’opera (cosiddetto “diritto patrimoniale d’autore”).

Mentre il diritto morale d’autore è imprescrittibile e non può mai essere ceduto, il diritto patrimoniale “scade” 70 anni dopo la morte dell’autore e può essere alienato ad altri soggetti, come ad esempio agli editori e alle case discografiche.

Personaggio di fantasia: cosa dice la legge?

I personaggi di fantasia che provengono dal mondo dell’arte sono innumerevoli: solamente per fare qualche esempio, si pensi a Sherlock Holmes, a Lupin, a Topolino, a Batman e a tutta una serie praticamente infinita di altri protagonisti di avventure fantastiche.

Ebbene, la Corte di Cassazione [2], a proposito di una controversia sorta per il presunto utilizzo del personaggio immaginario di Zorro all’interno di una pubblicità televisiva italiana, ha stabilito che la tutela del personaggio di fantasia è indipendente dalla protezione accordata all’opera (quale quella letteraria, teatrale, cinematografica, televisiva, radiofonica, musicale, ma anche fumettistica o del videogioco) in cui il personaggio stesso si colloca.

In altre parole, il diritto d’autore tutela i personaggi di fantasia come creazione dell’ingegno distinta e separata dal resto dell’opera in cui sono inseriti, con la conseguenza che anche un solo personaggio di fantasia, se ben delineato nei suoi elementi tipici, è meritevole della protezione offerta dalla legge. Ciò significa che personaggi come Zorro, Sherlock Holmes e Lupin sono tutelati al di là dell’opera in cui sono stati presentati.

Secondo la Suprema Corte, emblematico a tal proposito è il riconoscimento di tutela accordato ai personaggi di Walt Disney, realizzati originariamente nel campo dei disegni, tra le creazioni intellettive dotate di caratteristiche figurative e normative che li rendono riconoscibili come creazioni tipiche. Ciò è stato ritenuto sufficiente perché esse fossero protette come tali nelle varie forme di utilizzazione economica rese possibili dalla riproduzione in qualunque modalità figurativa contro ogni atto che, per via di identità o affinità espressiva, realizzi una ripetizione dell’idea dell’autore (cioè, un plagio).

Da tanto deriva che nessuno potrà utilizzare il personaggio di fantasia ideato da un altro autore senza il consenso di questi.

Come tutelare un personaggio di fantasia?

Per quanto possa sembrare strano, per tutelare un personaggio di fantasia non occorre fare nulla: secondo la legge [3], infatti, il titolo originario dell’acquisto del diritto di autore è costituito dalla creazione dell’opera, quale particolare espressione del lavoro intellettuale.

In altre parole, la protezione dell’opera dell’ingegno sorge contestualmente alla creazione stessa, purché abbia tratti distintivi tali da potersi dire compiuta.

Mickey Mouse (cioè, Topolino) è stato protetto dal copyright sin da quando è stato ideato sotto forma di mero disegno, prim’ancora, quindi, che comparisse in un cartone animato.

Da tanto deriva che non occorre alcuna formale registrazione o iscrizione (come avviene, invece, per il marchio) perché l’autore possa essere tutelato dal copyright.

Va però detto che, in questi casi, se l’autore cioè decide di non adottare alcuna precauzione, sarà più difficile proteggersi dal plagio, allorquando bisognerà dimostrare l’anteriorità della propria opera rispetto a quella successiva che è solo una copia.

Ad esempio, chi si iscrive alla Siae potrà più facilmente tutelare il prodotto del proprio ingegno, sia perché potrà facilmente provare di aver ideato per primo il personaggio, sia perché la Siae vigilerà su tutti i possibili plagi, intervenendo per sanzionarli.

A questo tipo di tutela si può aggiungere una registrazione come marchio del nome del personaggio, che gioca spesso un ruolo fondamentale anche per il fatto che il marchio può essere rinnovato di dieci anni in dieci anni senza che si perdano i diritti di sfruttamento economico.


note

[1] Art. 1, l. n. 633/41.

[2] Cass., sent. n. 38165 del 30 dicembre 2022.

[3] Art. 6, l. n. 633/41; Art. 2576 cod. civ.

Autore immagine: pixabay.com


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