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Testamento: quando c’è circonvenzione di incapace?

3 Gennaio 2023 | Autore:
Testamento: quando c’è circonvenzione di incapace?

Pressioni psicologiche sul testatore: la circonvenzione di incapace non è esclusa in caso di testamento olografo o sottoscritto davanti al notaio.

Ben potrebbe succedere che una persona in condizioni di incapacità di intendere o volere, dovuta a una vera e propria infermità, o di semplice minorata condizione psichica sia soggetta alle pressioni di un’altra al momento della redazione del proprio testamento. In tali casi, secondo la Cassazione [1], si configura il reato di circonvenzione di incapace. Secondo i giudici, tale illecito può scattare tanto nel caso di testamento olografo che di testamento pubblico (quello cioè con il notaio). 

Qui di seguito cercheremo di spiegare meglio come si atteggia questo principio nella pratica. Spiegheremo quindi quando, in caso di testamento, c’è circonvenzione di incapace. Ma procediamo con ordine.

Le pressioni su chi fa testamento sono reato

Testamento e capacità di intendere e volere

Condizione necessaria affinché il testamento sia valido è che sia compiuto da un soggetto capace di intendere e volere. La capacità deve sussistere al momento della redazione del testamento. Sicché, se una persona normalmente sana di mente dovesse essere in una condizione di incapacità naturale proprio all’atto della redazione del testamento (ad esempio, stato di ubriachezza), l’atto sarebbe annullabile.

L’incapace non può validamente disporre per testamento nemmeno con l’ausilio di un legale rappresentante, essendo il testamento un atto personale. Il testamento redatto dall’incapace può essere impugnato.

L’interdetto per infermità di mente non può fare testamento. Al contrario, il beneficiario dell’amministrazione di sostegno può fare testamento: egli è pienamente capace di compiere tutti gli atti che non sono subordinati nel decreto di apertura dell’amministrazione all’assistenza o alla rappresentanza dell’amministratore.

Secondo la giurisprudenza, anche l’inabilitato può fare testamento.

Ultima ipotesi è quella dell’incapace naturale, colui cioè che, pur non essendo interdetto, non era capace di intendere e di volere, al momento del testamento, per qualsiasi causa, anche transitoria. Questa incapacità ricorre quando, per infermità o altra causa che turba il normale processo intellettivo o volitivo, il soggetto risulta privo in modo assoluto della coscienza del significato dei propri atti o dell’attitudine ad autodeterminarsi.

Annullamento del testamento per incapacità

L’annullamento del testamento per incapacità presuppone l’esistenza non di una semplice anomalia o alterazione delle facoltà psichiche e intellettive del testatore, ma la prova che, a causa di un’infermità transitoria o permanente oppure di altra causa perturbatrice, il soggetto fosse privo in modo assoluto, al momento della redazione del testamento, della coscienza dei propri atti o della capacità di autodeterminarsi.

Poiché ciascun soggetto si presume essere capace d’intendere e volere salvo prova contraria, spetta a chi intende impugnare un testamento fornire la dimostrazione rigorosa e specifica circa l’assoluta impossibilità del testatore di comprendere il significato delle proprie dichiarazioni e azioni nel momento in cui ha redatto il testamento.

Circonvenzione di incapace 

Se un terzo si approfitta dello stato di incapacità del testatore al fine di ottenere una disposizione in proprio favore, si configura il reato di circonvenzione di incapace previsto dall’articolo 643 del Codice penale. 

Secondo la giurisprudenza, l’induzione che porta al compimento di un testamento da parte di persona assoggettata alle pressioni di un’altra è sufficiente a integrare il reato di circonvenzione di incapace. Non è cioè necessario che vi sia incapacità di intendere e volere della vittima; è sufficiente anche una qualsiasi minorata condizione psichica, che ne riduca la capacità di critica o di resistere alle pressioni di determinate persone. Minorazione che può anche essere dovuta a fattori naturali quali il sopravanzare dell’età.

Secondo la Cassazione, il reato non si compie con il conseguimento del profitto da parte del reo bensì con l’adozione dell’atto di disposizione da parte dell’incapace che scaturisca dall’induzione dell’autore del reato. 

Per la circonvenzione di incapace non è necessario che siano stati utilizzati mezzi fraudolenti quali raggiri e artifici: ciò che rileva è la situazione di fatto in cui un soggetto si trovi dinanzi a un altro in situazione di inferiorità psichica e induca su di lui pressioni psicologiche.

Approfondimenti

Testamento e circonvenzione di incapace


note

[1] Cass. ord. n. 46552/2022.


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