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Spray al peperoncino: quali limiti?

3 Gennaio 2023 | Autore:
Spray al peperoncino: quali limiti?

Spray urticante contro un uomo: quando è vietato e costituisce reato di lesioni personali. 

Come noto, la necessità di difendersi da eventuali aggressioni non consente comunque di uscire di casa con «armi proprie» (come pistole, tirapugni o pugnali) o «armi improprie» (come coltelli da cucina, catene o bastoni telescopici). È tuttavia ammesso lo spray al peperoncino a patto che vengano rispettati alcuni presupposti. Diversamente, in caso di uso improprio, si può risponderne penalmente. Vediamo dunque quali sono questi limiti per l’uso dello spray al peperoncino.

Chi può usare lo spray al peperoncino?

Qualsiasi persona può acquistare e usare lo spray al peperoncino (anche detto “spray urticante”) a patto però che abbia 16 anni e sia capace di intendere e di volere. 

Non bisogna essere in possesso di un particolare certificato o autorizzazione. Lo spray può essere acquistato da chiunque purché ciò avvenga nei negozi autorizzati e la bomboletta risponda alle caratteristiche ministeriali che a breve indicheremo. 

Quali sono gli spray al peperoncino consentiti?

Il Decreto Ministeriale n. 103 del 12 maggio 2011 definisce gli standard di sicurezza che devono rispettare gli spray al peperoncino. In particolare: 

  • la bomboletta non deve contenere più di 20 ml di liquido;
  • il getto non deve superare i 3 metri;
  • la miscela nebulizzante deve essere a base di Oleoresin Capsicum (sostanza urticante ricavata dalla pianta Cayenna);
  • la concentrazione massima di sostanza urticante non deve essere superiore al 2,5%;
  • la bomboletta deve essere sigillata al momento della vendita;
  • l’etichetta deve contenere l’indicazione degli effetti del prodotto e segnalare che la vendita è consentita esclusivamente a persone maggiori di 16 anni;
  • la miscela non deve contenere sostanze infiammabili, corrosive, tossiche, cancerogene e aggressivi chimici.

Per essere sicuri che la bomboletta risponda a tali caratteristiche è possibile acquistarla presso una farmacia. Di norma, gli spray che rispettano i limiti di legge riportano, sulla propria etichetta, gli estremi del decreto ministeriale 103 del 2011 che abbiamo appena citato.

Quando si può usare lo spray al peperoncino?

Benché consentito, lo spray al peperoncino resta pur sempre un’arma. Pertanto, può essere usato solo in situazione di grave necessità e per finalità di difesa. Il che significa che non si può “sparare” la sostanza urticante:

  • per una difesa preventiva senza che vi sia un concreto e attuale rischio: si pensi a una donna che, dinanzi ai complimenti di un uomo per strada, utilizzi lo spray pur senza che questi abbia manifestato alcuna cattiva intenzione;
  • quando il pericolo è già terminato: si pensi a una donna che, dopo aver gridato «aiuto», abbia messo in fuga il malintenzionato e, ciò nonostante, utilizzi lo spray. In tal caso, il suo impiego risponderebbe più a finalità di vendetta che non di difesa;
  • quando non sussiste alcuna situazione di pericolo: si pensi a una persona che, avendo una discussione animata con un’altra, utilizzi lo spray per attaccarla. In un caso giudiziario [1], una donna è finita sotto processo perché si era rifiutata di lasciare la propria stanza in albergo e aveva perciò utilizzato uno spray urticante a base di capsicum nei confronti del titolare dell’hotel che ne stava prendendo i bagagli per liberare la camera;
  • quando c’è la possibilità di trovare una diversa soluzione meno lesiva: si pensi a una donna che, in pieno giorno e in mezzo a una piazza, utilizzi lo spray nei confronti di un uomo che l’abbia palpata pur potendo gridare “aiuto” o allontanarsi velocemente perdendosi tra la folla. 

Insomma, l’uso dello spray al peperoncino è valido solo quando sussiste la necessità di una legittima difesa: pertanto, il pericolo deve essere attuale, l’offesa ingiusta e la difesa “proporzionata all’offesa”. Ciò significa che è lecito utilizzarlo solo se si è in pericolo di essere aggrediti o minacciati fisicamente e se non ci sono altre opzioni per allontanare o neutralizzare la minaccia.

Cosa si rischia per l’uso improprio dello spray al peperoncino?

L’uso dello spray al peperoncino che non rispetti le condizioni appena viste costituisce reato. In particolare, può trattarsi del reato di “getto pericoloso di cose” previsto dall’art. 674 cod. pen. o di “lesioni personali” previsto dall’art. 582 cod. pen.

Il reato di lesioni personali scatta anche in caso di assenza di una certificazione medica che dimostri un danno permanente alla vittima dello spray. Il fatto che questa perda momentaneamente la vista per poi recuperarla dopo un lavaggio del volto consente, pur in assenza di un certificato del “Pronto Soccorso”, di individuare la presenza di un’alterazione della funzionalità dell’organo che è condizione per parlare del reato di lesioni personali.  


note

[1] Cass. pen., sez. V, ud. 18 ottobre 2022 (dep. 16 dicembre 2022), n. 47765.

Cass. pen., sez. V, ud. 18 ottobre 2022 (dep. 16 dicembre 2022), n. 47765

Presidente Palla – Relatore Catena

Ritenuto in fatto

1. Con la sentenza impugnata la Corte di Appello di Firenze, in riforma della sentenza con cui il Tribunale di Pistoia in composizione monocratica aveva condannato a pena di giustizia D.B. per i reati di cui agli artt. 699,582 e 585 c.p., in (OMISSIS) il (OMISSIS) , dichiarava non doversi procedere nei confronti dell’imputata in relazione al reato di cui all’art. 699 c.p., in quanto estinto per prescrizione, con rideterminazione della pena.

2. D.B. ricorre, in data 30/08/2021, a mezzo del difensore di fiducia, avv.to Stefano Caroli, deducendo tre motivi, di seguito enunciati nei limiti di cui all’art. 173 disp. att. c.p.p., comma 1:

2.1 violazione di legge, in riferimento agli artt. 582 e 585 c.p., ai sensi dell’art. 606 c.p.p., lett. b), quanto alla mancanza di certificazione medica attestante una condizione di malattia, anche alla luce delle dichiarazioni della persona offesa, che aveva riferito di un semplice bruciore agli occhi;

2.2 violazione di legge, in riferimento all’art. 131 bis c.p., ai sensi dell’art. 606 c.p.p., lett. b), non avendo la motivazione sul punto considerati i presupposti applicativi della norma, pur avendo definito il contesto in cui si era consumato il reato come “privo di pericoli”, ed avendo, in ogni caso, omesso di considerare le dichiarazioni della persona offesa;

2.3 violazione di legge, in riferimento all’art. 62 bis c.p., ai sensi dell’art. 606 c.p.p., lett. b), quanto alla mancata concessione delle circostanze attenuanti generiche, alla luce dell’incensuratezza della ricorrente e della sua condotta processuale.

Considerato in diritto

Il ricorso di D.B. è infondato e va, pertanto, rigettato.

Quanto al primo motivo di ricorso, va considerato che l’assenza di certificazione medica non consente, nel caso di specie, di escludere la sussistenza delle lesioni cagionate al C. , che era stato colpito dall’imputata con uno spray urticante a base di capsicum, attingendolo agli occhi.

Il C. , infatti, come risulta espressamente dalla sentenza di primo grado, aveva momentaneamente perso la vista e solo in seguito, dopo aver fatto una doccia, l’aveva recuperata, essendo, peraltro, stato costretto a portare gli occhiali scuri per la perdurante irritazione.

Tale versione, corroborata dai testi presenti al fatto e non messa in discussione dalla difesa, consente, pur in assenza di un certificato medico, non essendosi il C. recato al pronto soccorso, di individuare la presenza di un’alterazione della funzionalità dell’organo, ancorché transitoria, consistente nella perdita della vista e nel permanere dell’irritazione, il che, senza alcun dubbio, ha comportato una perdita di funzionalità dell’organo con compromissione temporanea dello stesso ed un conseguente, ancorché rapido, processo riabilitativo (Sez. 1, n. 31008 del 25/09/2020, Burgio Gioacchino Emanuele, Rv. 279795; Sez. 5, n. 33492 del 14/05/2019, Gattuso Maria Teresa, Rv. 276930).

Non vi è dubbio, infatti, che il reato di lesioni personali possa essere dimostrato, per il principio del libero convincimento del giudice e per l’assenza di una gerarchia tra i mezzi di prova, sulla base delle sole dichiarazioni della persona offesa, di cui sia stata positivamente valutata l’attendibilità, anche in mancanza di un referto medico che attesti la malattia derivata dalla condotta lesiva (Sez. 3, n. 43614 del 19/10/2021, F., Rv. 282088).

Quanto alla sussistenza della causa di non punibilità di cui all’art. 131 bis c.p., la motivazione della Corte di merito ha considerato la gratuità del gesto, in un contesto in cui la D. non si era affatto trovata in pericolo – posto che l’intervento del C. , che si era limitato a portare fuori della camera di albergo le valigie dell’imputata, era stato causato dalla condotta della predetta, che si rifiutava di lasciare la camera dell’albergo -, unitamente alla potenzialità lesiva dello spray urticante utilizzato, relativamente al quale il capo di imputazione precisa che la bomboletta era priva dei requisiti di cui al D.M. 12 maggio 2011, n. 103; trattasi di motivazione nient’affatto illogica e, come tale, incensurabile in questa sede processuale.

Parimenti logica ed inattaccabile risulta la motivazione della Corte di merito in tema di diniego delle circostanze attenuanti generiche, atteso che il fatto – come descritto – non risulta affatto di minima offensività e che l’imputata, all’epoca dei fatti, aveva trentatre anni, per cui la deduzione della giovane età risulta del tutto generica in riferimento alla sproporzione ed alla gratuità del gesto.

Dal rigetto del ricorso discende la condanna della ricorrente, ai sensi dell’art. 616 c.p.p., alla condanna al pagamento delle spese processuali.

P.Q.M.

Rigetto il ricorso e condanna la ricorrente al pagamento delle spese processuali.


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