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Risarcimento: il fondo di garanzia copre anche se il responsabile non fugge

13 Gennaio 2015
Risarcimento: il fondo di garanzia copre anche se il responsabile non fugge

Incidenti stradali: è sufficiente che l’investitore rimanga ignoto per ragioni non imputabili alla mancata diligenza dell’infortunato.

Quando si parla di “Fondo di Garanzia per le vittime della strada” si pensa sempre al caso tipico dell’auto pirata che scappa immediatamente dopo il sinistro stradale per non farsi riconoscere. Ma non è questo l’unico caso in cui il Fondo risarcisce. Ben potrebbe infatti trattarsi di un’ipotesi tutt’altro che “truffaldina”. Si pensi, infatti, al caso in cui il danneggiante resta ignoto solo perché il danneggiato, in concomitanza con l’urto, crede di non essersi fatto male e allora evita di prendere i dati dell’altro conducente. Salvo poi scoprire, dopo qualche ora, di aver subìto un danno non indifferente alla persona.

Dunque, non è necessario che il pirata della strada si sia dato alla fuga per far scattare la copertura risarcitoria da parte del fondo. Tutte le volte in cui non sia possibile, per qualsiasi ragione – purché non dovuta alla negligenza dell’infortunato – identificare il responsabile del sinistro il risarcimento del Fondo è dovuto.

Lo ha detto la Cassazione con una sentenza di questa mattina [1].

L’episodio che ha dato luogo alla controversia è il seguente. Il responsabile del sinistro si era fermato per pochi secondi sul luogo dell’incidente, onde soccorrere la vittima. Ma quest’ultima, di primo impatto, lo aveva rassicurato sulle proprie condizioni (“sto bene”). Così l’investitore, senza farselo ripetere un’altra volta, era andato via, senza lasciare i propri dati (perché non richiesti). Successivamente il danneggiato aveva accusato dolori, avanzando richiesta di pagamento al Fondo, stante l’ignoto nome del responsabile.

Secondo la Suprema Corte sono risarcibili i sinistri causati da veicoli non identificati identificabili con l’uso dell’ordinaria diligenza e non si può fare una colpa al danneggiato se non ha detto subito “sto male” per trattenere sul posto l’automobilista, fermatosi sul luogo del sinistro.

Saranno poi i certificati sanitari a stabilire se è verosimile che la vittima abbia accusato i fastidi dopo tanto tempo, ritenendo, in prima battuta, in buona fede, di non aver bisogno di aiuto almeno nell’immediatezza.


note

[1] Cass. sent. n. 274/15.

Autore immagine: 123rf com


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