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Niente Tari se il servizio di raccolta non funziona

3 Gennaio 2023 | Autore:
Niente Tari se il servizio di raccolta non funziona

Una recente sentenza ha disposto la restituzione dell’80% della Tari a favore di alcuni residenti che vivono in un quartiere pieno di rifiuti.

Pagheresti mai una borsa senza ritirarla prima di uscire dal negozio? Allo stesso modo, daresti mai dei soldi a un commerciante che non dispone di alcuna merce? La risposta difficilmente sarà sì, perché logica vuole che chi paga voglia vedersi corrisposto un bene o un servizio, altrimenti sta facendo beneficenza. E dunque è lecito chiedersi: è giusto pagare per un servizio che non viene reso? Anche in questo caso, la risposta più ovvia è «no». Per questo motivo la giurisprudenza, applicando la legge, ha più volte affermato la possibilità per il cittadino di non pagare la tassa per il servizio non reso, oppure di richiedere la restituzione di quanto già versato, nel caso in cui riesca a provare le lacune del Comune (sul tema può interessarti Come avere uno sconto sulla Tari).

Sta facendo discutere una recente sentenza della Corte di Giustizia tributaria di Roma, che – in linea con quanto in passato affermato dalla Cassazione – ha stabilito l’obbligo per il Comune di Roma di restituire l’80% della Tariffa Rifiuti (la famosa Tari) ad alcuni residenti.

La situazione rifiuti di alcuni quartieri della Capitale è, purtroppo, nota a tutti: fatti di cronaca e di indignazione popolare nel corso degli anni hanno ben raccontato la drammaticità di una città incapace di gestire la propria sporcizia anche a causa di inefficienze istituzionali e strutturali.

Nel 2020, la Commissione Tributaria aveva già disposto un rimborso del 20% della tassa pagata tra il 2017 e il 2018 dai residenti del quartiere Settebagni di Roma, che avevano chiesto il risarcimento di almeno parte di quanto versato per un servizio inesistente, in virtù della catastrofica e inefficace gestione dei rifiuti nella zona (abbiamo ben in mente tutti le fotografie e i video dei cassonetti strabordanti di rifiuti, quasi fossero piccole discariche a cielo aperto). Il Campidoglio aveva impugnato la sentenza ma ora, con la recente pronuncia n. 5913/2022 della Corte di Giustizia tributaria di Roma, è arrivata una stangata ancor più importante. I giudici hanno aumentato il rimborso, disponendo così la restituzione dell’80% della Tari a circa una quarantina di residenti, per un valore totale di circa 20mila euro.

Il Comune di Roma avrà ora a disposizione 120 giorni per pagare il dovuto, mentre questa decisione si appresta a fare da apripista per altre battaglie simili. Oltre alla pronuncia, che in realtà per quanto importante segue un orientamento della giurisprudenza che va consolidandosi, il processo è apparso innovativo per la valenza probatoria di un’app, risultata essere determinante, tramite la quale erano stati fotografati i disservizi del quartiere, le cui fotografie geolocalizzate erano poi state archiviate in un server certificato Iso, che risultava così inalterabile e pertanto utilizzabile come prova.



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