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Bollette, aggiornate le tariffe del gas: il prezzo sale ancora

3 Gennaio 2023 | Autore:
Bollette, aggiornate le tariffe del gas: il prezzo sale ancora

Secondo le stime di Arera, la bolletta del gas delle famiglie ancora in tutela a gennaio cresce del 23,3% rispetto al mese precedente.

Nella giornata di oggi, Arera ha aggiornato le tariffe del gas per i clienti sul mercato tutelato, applicando il nuovo metodo di aggiornamento su base mensile annunciato lo scorso ottobre. Per le famiglie, però, le buone notizie non sono ancora pronte ad arrivare, a differenza di quelle cattive. Secondo Arera il prezzo della bolletta del gas, al contrario del mercato dell’energia, cresce del +23,3% rispetto al mese precedente. Sono, infatti, in aumento le bollette del gas per le famiglie ancora in tutela. In base all’andamento medio del mercato all’ingrosso italiano nel mese di dicembre e per i consumi dello stesso mese, per la famiglia tipo in tutela si registra una crescita del +23,3% della bolletta, rispetto al mese di novembre. Lo rende noto Arera in un comunicato precisando che pesano le quotazioni elevate nelle prime settimane del mese di dicembre 2022.

Per il mese di dicembre, che nelle prime settimane ha registrato quotazioni gas ancora particolarmente elevate (con punte di circa 135 euro/Mwh) prima delle riduzioni di fine mese, il prezzo della materia prima gas (CMEMm), per i clienti con contratti in condizioni di tutela, è quindi fissato in 116,6 euro/MWh, pari alla media dei prezzi rilevati quotidianamente durante tutto il mese appena trascorso.

Se l’Arera avesse utilizzato il vecchio metodo di aggiornamento della tutela gas (trimestrale ex-ante anziché mensile ex-post) durante tutto l’ultimo trimestre del 2022 si sarebbe applicata una Cmem di oltre 240 euro/MWh. Il metodo adottato dall’autorità ha consentito, invece, di applicare una Cmemm di 78 euro/MWh in ottobre e di 91,2euro/MWh in novembre. Come previsto dalla ‘Legge Bilancio’, per il I trimestre 2023, Arera ha già azzerato gli oneri generali di sistema anche per il gas. Confermata anche la componente negativa UG2 per i consumi gas fino a 5.000 smc/anno e la riduzione Iva sul gas al 5%.

La spesa per il gas della famiglia tipo nell’anno scorrevole (compreso tra il 1° gennaio 2022 e il 30 dicembre 2022) è di circa 1.866 euro, pari al +64,8% rispetto ai 12 mesi equivalenti dell’anno precedente.

Tale andamento, secondo Federconsumatori, dimostra come le tariffe tardino ancora a beneficiare della riduzione sul mercato all’ingrosso. Un fenomeno che interessa anche il mercato libero, sul quale sarebbe necessario un attento monitoraggio per contrastare i fenomeni speculativi in atto: molte aziende, infatti, pur acquistando gas ed energia elettrica a prezzi più favorevoli, sembrerebbero continuare a rivenderli agli utenti a prezzi esorbitanti.

L’aumento della bolletta del gas, inoltre, contribuirà ulteriormente alla crescita generalizzata dei prezzi, che risulta già insostenibile per molte famiglie: l’Osservatorio Nazionale Federconsumatori ha calcolato, infatti, che nel 2023, ogni nucleo dovrà affrontare per le altre spese aumenti di +2384 euro.

Per questo è necessario un intervento più incisivo del Governo per aiutare le famiglie a sostenere tali costi: un intervento che vada oltre le misure, ancora insufficienti, previste in manovra.

Nel dettaglio, per Federconsumatori è necessario e urgente procedere con diverse azioni:

  • ampliare la platea dei beneficiari dei bonus energia, gas e anche di quello idrico (che forse per una svista in manovra si son dimenticati di inserire), innalzando ulteriormente le soglie Isee fino almeno a 20mila euro per tutti i nuclei familiari e ancora più alta per le famiglie numerose, aumentando in forma progressiva gli importi erogati;
  • disporre il fermo ai distacchi per morosità incolpevole e una garanzia per la rateizzazione lunga delle bollette, nonché un Fondo contro la povertà energetica;
  • introdurre una riforma strutturale della bolletta, che preveda una riduzione stabile degli oneri fiscali e parafiscali, attualmente sterilizzati solo per il primo trimestre 2023.

Le risorse per attuare queste misure possono e devono essere ricavate anche dal rafforzamento degli strumenti di supertassazione degli extraprofitti realizzati sia dalle grandi imprese energetiche (in tal senso quella prevista in manovra appare del tutto inadeguata), sia dalle grandi aziende che operano in settori quali quello farmaceutico, finanziario, creditizio e dell’e-commerce. In quest’ottica è prioritario, inoltre, avviare una riforma fiscale che tassi di più le rendite e i grossi patrimoni e di meno il lavoro e le pensioni, nonché una seria e determinata lotta all’evasione fiscale.



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