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Lo sai che? Così aumenta della tassazione del TFR

Lo sai che? Pubblicato il 14 gennaio 2015

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> Lo sai che? Pubblicato il 14 gennaio 2015

Con la Legge di stabilità approvata lo scorso Dicembre il Governo ha voluto aumentare le tasse su fondi pensioni e TFR. In questo modo vedrà aumentare la tassazione sia chi ha deciso di investire la propria liquidazione nei fondi pensione sia chi ha lasciato il TFR in azienda sia anche chi ha optato per il TFR in busta paga.

 

Tutti i lavoratori saranno colpiti dall’aumento del prelievo fiscale sul trattamento di fine rapporto. E ciò vale sia per quelli che opteranno per il nuovo regime dell’anticipo in busta paga (in tal caso, come detto in “TFR in busta paga, ma attenti alla tassazione”, il TFR sarà trattato alla stregua del normale reddito e, quindi, con tassazione ordinaria ai fini Irpef); sia per quanti preferiranno l’accantonamento in azienda (l’aliquota sulla rivalutazione, in tal caso, passa dall’11,5% al 17%), sia nel caso in cui sarà destinato ai fondi pensione (anche questi toccati dall’aumento dell’imposizione fiscale dall’11 al 20%).

In particolare, la Legge di Stabilità [1] ha innalzato dall’11 al 17% l’imposta sostitutiva dovuta sulla rivalutazione del TFR maturato a partire dal primo gennaio 2001 [2]. Ma gli effetti maggiormente penalizzanti arriveranno per chi sceglierà di monetizzare il TFR direttamente in busta paga.

La nuova aliquota di tassazione entrerà in vigore con le rivalutazioni decorrenti dal 1° gennaio 2015, quindi calcolate sul TFR accantonato al 31 dicembre 2014.

Questo vuol dire che il TFR maturato nel 2014 per il quale il prossimo 16 febbraio 2015 scade il termine per versare l’imposta sostitutiva continueranno a scontare l’aliquota all’11%. Le prime rivalutazioni con aliquota 17% riguarderanno i rapporti lavorativi che cesseranno nel corso del 2015, per i quali i sostituti calcoleranno la quota di TFR 2015 con la nuova aliquota maggiorata.

Ma gli aumenti di imposta non finiscono qui. Infatti, la nuova opzione per il riconoscimento del TFR in busta paga per il periodo compreso tra marzo 2015 e giugno 2018, prevista dalla Legge di stabilità, comporta la trasformazione del TFR in una sorta di integrazione della retribuzione, con conseguente applicazione della tassazione ordinaria [3].

La tassazione ordinaria al posto di quella separata prevista per il TFR potrà penalizzare l’incremento del netto in busta paga in quanto comporta l’applicazione dell’aliquota marginale Irpef (cioè quella corrispondente all’ultimo scaglione in cui si colloca il maggior reddito erogato) al posto della minore aliquota media calcolata in base al periodo di maturazione del TFR.

Inoltre, dopo la riforma della tassazione del TFR, la quota maturata dal 1° gennaio 2001 è comunque oggetto di riliquidazione da parte dell’Agenzia delle Entrate in base all’aliquota media del quinquennio precedente l’anno in cui è maturato il diritto alla percezione del TFR, l’effettiva misura dell’incremento del prelievo fiscale dovuto al passaggio dalla tassazione separata a quella ordinaria dipenderà dall’andamento dei redditi degli ultimi 5 anni.

Ma l’effetto più penalizzante del TFR in busta paga è dovuto dal fatto che l’integrazione della retribuzione comporterà un aumento del reddito complessivo, con conseguente riduzione delle detrazioni per lavoro dipendente e carichi di famiglia, posto che la legge esclude l’integrazione del TFR dal solo computo del credito d’imposta degli 80 euro mensili.

Si tratta, di tutta evidenza, di misure che rischiano di ridurre molto significativamente il “tesoretto” pensionistico futuro di ogni lavoratore.

Cosa cambia per i contribuenti

La nuova Legge di stabilità mira a fare cassa. Nessuno è escluso, dal momento che coinvolge un po’ tutti i lavoratori. Ed infatti, sintetizzando:

– Chi ha deciso di investire la sua liquidazione (il TFR) nei fondi pensione, vedrà la tassazione sui rendimenti aumentare dall’11% del 2013 fino al 20%;

– chi invece ha lasciato il TFR in azienda, vedrà aumentare la tassazione sulla rivalutazione dall’11 al 17%;

– chi deciderà di avere il TFR in busta paga, invece, vedrà quest’ultimo tassato con un’aliquota che sarà quella marginale Irpef, al minimo pari al 23%, senza le agevolazioni attualmente previste.

note

[1] Legge n. 190/2014 pubblicata in G.U. il 29 dicembre 2014, art. 1 comma 623.

[2] Secondo quanto disciplinato dall’art. 11 del D.Lgs n. 47/2000.

[3] Sulla base della disciplina prevista dall’art. 51 del T.U. Imposte sui Redditi (Legge 22 dicembre 1986, n. 917 e ss. modifiche).

Autore immagine: 123rf com


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