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Lavoro a termine: si va verso la semplificazione

4 Gennaio 2023 | Autore:
Lavoro a termine: si va verso la semplificazione

Il Governo ha intenzione di approvare un decreto entro la fine di gennaio per semplificare le assunzioni a tempo determinato. 

Il problema del precariato in Italia attanaglia molti lavoratori, spesso giovani e con poca esperienza. Inserirsi nel mondo del lavoro, oppure trovare un impiego nuovo, comporta frequentemente un imbarazzante susseguirsi di stage con rimborso spese, lavori a termine di pochi mesi, contratti a chiamata o a progetto, collaborazioni o obbligate aperture di partita Iva. L’idea del posto fisso nel nostro Paese è sempre più un miraggio, assieme ai diritti e alla stabilità che ciò comporta.

Per questo sta mettendo in fibrillazione quella che parrebbe essere la prossima scelta del Governo: rivedere le norme del decreto dignità (approvato Governo Conte I). Nello specifico, come riportato da Il Messaggero, l’Esecutivo si sta muovendo per cancellare le causali previste per le assunzioni con contratto a tempo determinato fino a 24 mesi, così che possa ulteriormente essere esteso di altri 12 mesi grazie ad accordi sindacali – sia aziendali che nazionali – o in base a quanto deciso nei contratti collettivi, arrivando così ad un massimo di 3 anni.

Il Decreto Dignità voluto dal Movimento 5 Stelle aveva imposto stringenti causali per sottoscrivere contratti a termine superiori a 12 mesi da parte delle imprese.

Ora l’intenzione del Governo sembrerebbe essere quella di apportare modifiche sostanziali alla materia attraverso un decreto ad hoc, da approvare entro la fine del mese. Con le nuove regole ipotizzate i contratti a tempo determinato potranno essere stipulati tra l’azienda e il lavoratore senza dover introdurre alcuna causale. Fino ad oggi, invece, era necessario indicare:

  • esigenze temporanee e oggettive estranee all’attività ordinaria;
  • sostituzione di lavoratori;
  • incrementi temporanei e significativi dell’attività.

L’intenzione del Governo sarebbe quella di portare un apposito decreto in consiglio dei ministri entro la fine di gennaio. La regola generale sarà che fino a 24 mesi i contratti a tempo determinato potranno essere stipulati tra l’azienda e il lavoratore senza la necessità di introdurre una causale.

Inoltre, a prevedere l’eventuale estensione oltre i 12 mesi potranno essere gli stessi accordi inseriti eventualmente nei contratti collettivi nazionali, territoriali e aziendali.



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