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L’autonomia spacca la maggioranza

4 Gennaio 2023 | Autore:
L’autonomia spacca la maggioranza

Mentre Calderoli punta il dito contro la stampa accusandola di mettere in cattiva luce la riforma, da opposizione e maggioranza si solleva qualche obiezione.

La riforma proposta dal ministro Calderoli continua a far parlare di sé, agitando le acque della maggioranza, già mosse dall’opposizione. Se inizialmente ad opporsi alle novità avanzate era soprattutto la minoranza, ora qualche voce si solleva anche dalle fila dove siede il leghista Calderoli, che se la prende con la stampa, accusata di mettere in cattiva luce la riforma su cui il titolare degli Affari regionali sta lavorando, «basta con termini quali ‘spacca-Italia’», tuona l’uomo scelto da Salvini per la riforma bandiera del partito. Toni duri e minacce di querele, che molti vedono come un segnale di nervosismo, per le puntualizzazioni che arrivano non solo dall’opposizione, ma dalla stessa maggioranza, parole che dalle parti della Lega qualcuno legge come mosse ostruzionistiche.

Le opposizioni, intanto, per una volta sono concordi. «Calderoli è stufo di leggere che vuole spaccare l’Italia. Bene, ritiri il disegno di autonomia differenziata. E la Sorella d’Italia Giorgia Meloni che dice? Baratta l’uguaglianza dei diritti per il presidenzialismo?», scrive su Twitter il vicesegretario del Pd, Peppe Provenzano. Anche il M5s attacca Calderoli, con Vittoria Baldino, vicecapogruppo alla Camera che chiede al leghista di «abbandonare i progetti secessionisti che da sempre la sua forza politica persegue». Dal terzo polo la presidente di Azione, Mara Carfagna chiede al «ministro Calderoli di cercare un percorso condiviso sull’autonomia, per una riforma che riduca le disuguaglianze e non le accresca». Sul tema delle riforme, nel nodo ingarbugliato tra presidenzialismo e autonomia, si registrano poi gli intervenenti di autorevoli ministri dell’esecutivo Meloni. Sul dibattito pesa ancora la decisione di Calderoli di consegnare il ddl sull’Autonomia al consiglio dei ministri, bypassando il Parlamento e la conferenza Stato-Regioni.

Il primo a parlare è il vicepremier Antonio Tajani, numero due di Fi che ricorda come anche sulla riforma che riguarderà il capo dello Stato e la sua elezione «Casellati è al lavoro». Una riforma che potrebbe passare dalla Bicamerale, dice l’azzurro, assicurando che «non c’è alcuna contraddizione tra autonomia e svolta presidenziale». E quasi ponendole sullo stesso piano, cosa che allungherebbe così i tempi per attuare l’autonomia differenziata, che i leghisti vorrebbero varare entro l’estate. Tajani poi ricorda due punti che Fi vuole tenere fissi: «Noi siamo favorevoli all’autonomia differenziata, ma servono due risposte: quella sul ruolo di Roma capitale, mentre non devono esserci aumenti nelle differenze tra nord e sud». «In Cdm si discute, e si approva un progetto condiviso», avverte. Parole arrivate a margine della presentazione del candidato per la regione Lazio del centrodestra, Francesco Rocca, che alla prima uscita pubblica tocca anche lui il tema, declinandolo sui bisogni sanitari delle regioni («I nostri cittadini non devono essere costretti a emigrare per le cure sanitarie»).

A gettare acqua sul fuoco, invitando a tenere toni bassi, è il ministro per l’Agricoltura e la sovranità alimentare, Francesco Lollobrigida, anche lui presente all’evento romano che giustifica l’operato di Calderoli. «Non so perché si intende come una forzatura la proposta di un ministro che è lì per fare proposte nel più breve tempo possibile», dice ai cronisti: «Credo che si faccia il proprio dovere di accelerare processi in linea non solo col programma di centrodestra, ma anche con le enunciazioni di tante forze che non fanno parte del centrodestra».

Ma soprattutto da Fi si punta ad avere chiarimenti sulle risorse che saranno disponibili e sulla definizione dei Livelli essenziali delle prestazioni (Lep) su scuola, sanità, assistenza e trasporto, come sottolinea il presidente di Forza Italia della regione Calabria, Roberto Occhiuto: «Non ho pregiudizi verso l’autonomia differenziata – ha detto ai microfoni di radio radicale -. La Costituzione, nel titolo V, pone però alcuni obblighi allo Stato: quello di garantire i diritti sociali e civili con uniformità su tutto il territorio nazionale, a Crotone come a Treviso, così come quello di fare in modo che se la capacità fiscale dei territori non è sufficiente, intervenga e funzioni la perequazione». Parole simili le pronuncia il dem Francesco Boccia, responsabile enti locali del Pd per il quale «parlare di autonomia differenziata senza mai dire preventivamente quante e quali risorse saranno destinate al sud sarebbe l’ennesima presa in giro al Mezzogiorno».

In serata, infine, Fabio Rampelli, vicepresidente Fdi della Camera indica il percorso: «Per quello che ci riguarda i fatti sono semplici:

  • riforma costituzionale e legge ordinaria su Roma Capitale,
  • elezione diretta del Capo dello Stato,
  • rafforzamento dei poteri per Regioni e Comuni,
  • garanzia di livelli essenziali di prestazioni per tutti i servizi primari in tutti i territori della Penisola, eliminando il rischio di un’Italia a due velocità.

Un itinerario – assicura Rampelli – su cui marcerà la maggioranza di governo».



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