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Incidente stradale: per il risarcimento non si può più fare subito causa

14 gennaio 2015


Incidente stradale: per il risarcimento non si può più fare subito causa

> Diritto e Fisco Pubblicato il 14 gennaio 2015



Dopo la diffida e prima della citazione diventa obbligatorio intraprendere una negoziazione assistita dall’avvocato.

Dal prossimo 9 febbraio cambia la procedura per ottenere il risarcimento del danno in caso di sinistri stradali. Infatti, con l’entrata in vigore della recente riforma del processo civile [1], una volta inviata la diffida all’assicurazione e attesi i termini legali per il risarcimento (60 giorni per danni a cose; 90 giorni per danni a persone) non si potrà più agire direttamente in giudizio, notificando l’atto di citazione. Al contrario, bisognerà prima intraprendere un percorso con finalità conciliative, chiamato “negoziazione assistita”.

La negoziazione assistita (di cui abbiamo parlato più volte in queste pagine: una per tutte, leggi “Convenzione di negoziazione assistita dall’avvocato”) altro non è che un tentativo di risolvere la vertenza fuori dalle aule del tribunale, stipulando un accordo con l’aiuto dei rispettivi avvocati: accordo che, poi, avrà l’effetto – in tutto e per tutto – di una sentenza. Una sorta di mix tra la procedura di mediazione e l’arbitrato. In buona sostanza, chi voglia far causa ad una compagnia assicurativa per questioni inerenti ai danni da circolazione di veicoli e natanti, prima dovrà – attraverso il proprio legale di fiducia – inviare alla controparte un invito a stipulare una “convenzione di negoziazione assistita” (“assistita”, appunto, dagli avvocati) allo scopo di dirimere la controversia in via amichevole (ossia, come dicono i tecnici, “in sede stragiudiziale”, senza cioè la presenza di un giudice). Se non lo farà, l’eventuale citazione depositata in tribunale sarà dichiarata, dal giudice, non oltre la prima udienza [2], “improcedibile”: in buona sostanza, il giudizio non potrà essere continuato.

Dunque, la convenzione di negoziazione assistita implica la sottoscrizione, da parte dei soggetti coinvolti nella controversia (l’assicurazione e il danneggiato/infortunato) di un accordo con cui convengono di cooperare in buona fede e con lealtà per risolvere bonariamente la lite insorta, con l’ausilio e l’assistenza di avvocati.

Il rischio dell’indifferenza delle assicurazioni

La legge prevede che la parte danneggiata (o meglio, il suo avvocato), dopo aver spedito la richiesta di negoziazione assistita alla controparte, debba aspettare la sua risposta entro massimo 30 giorni. Se non arriva alcun riscontro, egli sarà libero di procedere in tribunale. Questo vuol dire che agli iniziali 60 o 90 giorni di attesa (rispettivamente necessari per i danni a cose o a persone) se ne dovranno aggiungere almeno altri 30 (se si esclude il tempo necessario per redigere la lettera, la spedizione e la ricezione della stessa).

Il rischio di fondo, tuttavia – certamente non considerato dal legislatore – è che si ripeta l’infelice esito già testato con il precedente (e poi abrogato) obbligo di mediazione presso gli organismi (condizione rimasta oggi per altre controversie, ma non per i sinistri stradali). Difatti l’esperienza ha dimostrato la totale indifferenza delle assicurazioni agli inviti a presentarsi dinanzi ai mediatori: le compagnie, piuttosto che presentarsi all’incontro conciliativo, hanno inteso tale condizione di procedibilità solo come un ulteriore “vantaggio” per poter allungare i tempi dei pagamenti.

Oggi, dunque, si ripete lo stesso errore. Che probabilmente servirà anche ad aumentare i costi per i cittadini (probabilmente la missiva in quesitone costituirà un’ulteriore voce nella parcella dell’avvocato).

Che succede se l’assicurazione risponde all’invito

Se, invece, la controparte aderisce all’invito, si firma della convenzione e si apre una fase conciliativa (ossia la vera e propria negoziazione assistita).

A questo punto si apriranno due strade.

– se le parti non raggiungano nessun accordo, verrà redatta la dichiarazione di mancato accordo, che gli avvocati designati certificheranno. A questo punto, ognuno è libero di decidere se agire in giudizio o meno;

– se, invece, l’accordo viene raggiunto, esso va sottoscritto dalle parti e dai rispettivi legali. Esso varrà come titolo esecutivo ossia come una vera e propria sentenza. Gli avvocati che hanno assistito le parti in questa procedura, non potranno impugnare l’accordo formalizzato, se non commettendo un illecito deontologico.

Per conoscere ogni dettaglio della procedura di negoziazione assistita, leggi le nostre guide:

NEGOZIAZIONE ASSISTITA: PROCEDURA E OBBLIGHI DELL’AVVOCATO

CONVENZIONE DI NEGOZIAZIONE ASSISTITA DALL’AVVOCATO

note

[1] D.L. 132/2014 convertito in L. n. 162/2014: la nuova procedura di negoziazione assistita obbligatoria diventa efficace dopo 90 giorni dall’entrata in vigore della legge di conversione; poiché quest’ultima è entrata in vigore l’11.11.2014, la negoziazione in materia di infortunistica stradale diventa obbligatoria per tutte le cause successive al 9.02.2015.

[2] L’assenza di una previa negoziazione assistita può essere rilevata dalla controparte o dal giudice, d’ufficio, non oltre la prima udienza. Dopodiché si sana.

Autore immagine: 123rf com

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