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Partite Iva apri e chiudi: cosa sono e quali sanzioni per gli evasori

18 Gennaio 2023 | Autore:
Partite Iva apri e chiudi: cosa sono e quali sanzioni per gli evasori

Controlli preventivi dell’Agenzia delle Entrate, esibizione della contabilità, cessazione d’ufficio, fideiussione, sanzioni: la stretta del Fisco contro l’evasione mordi e fuggi.

Negozi che aprono e poi nel giro di qualche mese cessano l’attività, lasciando a bocca asciutta clienti, fornitori e soprattutto il Fisco. Insomma, il soggetto riesce a chiudere una partita Iva che aveva aperto poco tempo prima e si rende irreperibile, così evitando, indebitamente, il pagamento delle imposte sui redditi e sul valore aggiunto. Dopo un po’ il giro ricomincia, riaprendo l’attività con un altro nome. E le tasse non vengono pagate mai, in una sorta di evasione “mordi e fuggi” che fino a poco tempo fa, purtroppo, ha funzionato, vista la lentezza degli accertamenti tributari che scattano a distanza di anni.

Per reagire a questa diffusa e pericolosa tendenza, la legge di Bilancio ha introdotto norme più severe contro le partite Iva apri e chiudi: vediamo cosa sono e quali sanzioni sono previste per gli evasori, considerando che le norme approvate in via definitiva sono entrate in vigore il 1° gennaio 2023, e l’Agenzia delle Entrate sta con gli occhi puntati per contrastare il fenomeno con i nuovi strumenti ispettivi di cui adesso si è dotata.

Partite Iva apri e chiudi: cosa sono

La legge di Bilancio 2023 interviene sulle norme in materia di inizio, variazione e cessazione delle attività soggette ad Iva, introducendo nuove previsioni [1] che agiscono come una vera e propria stretta per contrastare le partite Iva apri e chiudi di natura fraudolenta.

Le contromisure dell’Agenzia delle Entrate agiscono a livello preventivo: già in fase di attribuzione del numero di partita Iva gli Uffici eseguono riscontri automatizzati per individuare gli elementi di rischio, e possono effettuare accessi nel luogo di esercizio dell’attività.

Partite Iva apri e chiudi: adempimenti e controlli

Se da questi controlli emerge la potenziale pericolosità del richiedente la nuova partita Iva, l’Agenzia delle Entrate lo invita a presentarsi di persona in ufficio, esibendo le scritture contabili obbligatorie e ogni altro documento utile, in modo da verificare l’effettivo esercizio dell’attività economica dichiarata. La norma riguarda sia le imprese commerciali, società ed enti equiparati, sia gli esercenti arti e professioni, con riferimento alle rispettive scritture contabili di cui devono munirsi [2].

Partite Iva apri e chiudi: cessazione d’ufficio

In caso di esito negativo, cioè se il contribuente non si presenta – e quindi si integra la mancata esibizione delle scritture contabili – o se i controlli non risolvono le anomalie riscontrate, l’Agenzia delle Entrate dispone, con un apposito provvedimento, la cessazione d’ufficio della partita Iva, nonché l’eliminazione dalla banca dati dei soggetti che effettuano operazioni intracomunitarie (il cosiddetto archivio Vies) .

Partite Iva apri e chiudi: quando serve la fideiussione

A questo punto il contribuente che ha subito la cessazione d’ufficio può ancora richiedere l’apertura della partita Iva, ma è obbligato a rilasciare una garanzia, in forma di fideiussione assicurativa o bancaria, avente durata di 3 anni ed importo non inferiore a 50mila euro, ovvero pari – se superiore – all’ammontare delle somme dovute per violazioni fiscali commesse prima del provvedimento di cessazione.

In sostanza, chi vuole riaprire una partita Iva che gli è stata chiusa d’ufficio deve versare, a garanzia, almeno 50mila euro, e la cifra può essere più alta se nel frattempo erano state riscontrate violazioni tributarie.

Partite Iva apri e chiudi: sanzioni pecuniarie

La stretta contro le partite Iva apri e chiudi introdotta con la legge di Bilancio 2023 prevede anche una nuova sanzione pecuniaria [3] di importo pari a 3.000 euro, nei confronti del destinatario del provvedimento di cessazione della partita Iva ed irrogata contestualmente ad esso. Si tratta di una sanzione autonoma, per la quale non è possibile beneficiare del «cumulo giuridico» [4] con altre eventuali sanzioni applicate, in modo da abbattere l’importo complessivo.

Questa sanzione non si applica, invece, ai casi di chiusura della partita Iva da parte dell’Agenzia delle Entrate per riscontrata inattività nel triennio precedente, in quanto si tratta di un fenomeno del tutto diverso da quello delle partite Iva apri e chiudi [5].

Partite Iva apri e chiudi: responsabilità degli intermediari

Nella versione della manovra 2023 approvata in via definitiva è scomparso il riferimento alla responsabilità solidale degli intermediari che trasmettono, per conto del contribuente, la dichiarazione d’inizio attività ai fini Iva, quando si ravvisa il loro dolo o la colpa grave. Quindi i professionisti che effettuano gli adempimenti di apertura partita Iva per conto dei propri clienti non rischiano più di incorrere nella sanzione pecuniaria che abbiamo descritto, e non dovranno dimostrare, caso per caso, agli Uffici di essere incorsi in un errore incolpevole.


note

[1] Art. 35, co. 15-bis.1 e 15-bis.2, D.P.R. n 633/1972, modif. dall’art. 1, co. 148-150, L. n. 197/2022.

[2] Artt. 14 e 19 D.P.R. n. 600/1973.

[3] Art. 11, co. 7-quater, D.lgs. n. 471/1997.

[4] Art. 12 D.lgs. n. 471/1997.

[5] Art. 35, co. 15 quinquies D.P.R. n 633/1972.


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