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Migranti, il monito dell’Ue all’Italia

5 Gennaio 2023 | Autore:
Migranti, il monito dell’Ue all’Italia

Con riferimento al Decreto sicurezza approvato dal Governo, l’Ue ha ricordato all’Italia l’obbligo di rispettare il diritto internazionale.

Continua a far discutere il nuovo decreto sicurezza approvato dal Consiglio dei Ministri del Governo Meloni che, tra le altre cose, pone numerose limitazioni e vincoli all’attività delle Ong in nave e, in generale, a chi opera salvataggi dei migranti in acqua (leggi Decreto sicurezza: come il Governo limita le Ong).

«Non spetta all’Ue esaminare nello specifico il contenuto di questo decreto. Indipendentemente da cosa l’Italia stia facendo con il decreto, i Paesi membri devono rispettare il diritto internazionale e la legge del mare». La portavoce della Commissione europea Anita Hipper ha risposto così durante il briefing ai giornalisti che le chiedevano un commento sul decreto sulle Ong approvato dal governo italiano. «La nostra posizione – ha ribadito – è che salvare vite in mare è un dovere morale, un obbligo morale».

Quanto alla possibilità, prevista dal decreto, di un primo screening dei richiedenti asilo a bordo delle navi, la portavoce ha ricordato che «i cittadini di Paesi terzi presenti nel territorio degli Stati membri, compreso il territorio marino, possono richiedere asilo».

Infine, Hipper ha chiarito che Bruxelles «è in contatto con le autorità italiane e questo mese avremo una riunione del gruppo di contatto Sar, ricerca e soccorso».

Ad appellarsi all’Unione Europea sono state le organizzazioni civili impegnate in attività di ricerca e soccorso (Sar) nel Mediterraneo centrale che, in un documento cOng iunti, hanno affermato «Nel complesso il decreto legge italiano contraddice il diritto marittimo internazionale, i diritti umani e il diritto europeo e dovrebbe, quindi, suscitare una forte reazione da parte della Commissione europea, del Parlamento europeo, degli Stati membri e delle istituzioni europee».

«Noi, organizzazioni civili impegnate nelle operazioni Sar nel Mediterraneo centrale – aggiungono -, esortiamo il governo italiano a ritirare immediatamente il decreto legge appena emanato. Chiediamo, inoltre, a tutti i membri del Parlamento italiano di opporsi al decreto, impedendone così la conversione in legge. Non abbiamo bisogno di un altro quadro politico che ostacoli le attività di salvataggio Sar, ma che gli Stati membri dell’Ue garantiscano che gli attori civili Sar possano operare, rispettando finalmente le leggi internazionali e marittime esistenti».



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