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Perché Putin ha ordinato il cessate il fuoco

5 Gennaio 2023 | Autore:
Perché Putin ha ordinato il cessate il fuoco

Il capo del Cremlino ha acconsentito a disporre un cessate il fuoco di un giorno e mezzo in occasione del Natale ortodosso.

Parlare di pace non sarebbe corretto: Ucraina e Russia purtroppo sono ancor ben distanti da un cessato il fuoco definitivo. Si può piuttosto dire che il presidente russo Vladimir Putin ha acconsentito a dimostrare un briciolo di umanità disponendo uno stop per una manciata di ore, in vista del Natale ortodosso. Come se non essere bombardati il giorno di Natale potesse in qualche modo consolare o far dimenticare per quanto successo negli ultimi dieci mesi.

Il presidente russo, Vladimir Putin, ha accolto l’appello del patriarca Kirill e ha ordinato un cessate il fuoco in Ucraina in occasione del Natale ortodosso. Come riporta l’agenzia di stampa Tass, citando una nota del Cremlino, il leader russo ha dato istruzione al ministro della Difesa di cessare le ostilità «lungo l’intera linea di contatto nella zona dell’operazione militare speciale» dalle 12 del 6 gennaio alle 24 del giorno successivo.

«Sulla base del fatto che un gran numero di cittadini che si professano ortodossi vive nelle aree delle ostilità, chiediamo alla parte ucraina di dichiarare un cessate il fuoco e dare loro l’opportunità di partecipare alle funzioni della vigilia di Natale, così come nel giorno della natività di Cristo», si legge nella nota.

In precedenza, Putin aveva avuto un colloquio con il suo omologo turco, Recep Tayyip Erdogan, il quale aveva auspicato un «cessate il fuoco unilaterale» da parte russa per sostenere gli sforzi per giungere a una pace in Ucraina.

La risposta di Putin è stata che la Russia è aperta al dialogo con l’Ucraina ma che Kiev dovrebbe accettare le «nuove realtà territoriali»: la richiesta è, ancora una volta, sempre la stessa, chiaramente inaccettabile. Nella telefonata fra i due presidenti, Putin ha ribadito l’apertura della Russia a un dialogo serio, a condizione che le autorità di Kiev soddisfino questi requisiti ben noti e ripetutamente espressi.

La Russia ha annesso le regioni ucraine di Donetsk, Luhansk, Kherson e Zaporizhzhia a settembre. Il Cremlino ha sempre insistito sul fatto che qualsiasi proposta per porre fine al conflitto in Ucraina deve tenere conto di quelle che chiama «realtà odierne», ovvero le quattro regioni ucraine che si sono unite alla Russia attraverso i referendum.



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