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Il governo rinnoverà il taglio delle accise sui carburanti?

6 Gennaio 2023
Il governo rinnoverà il taglio delle accise sui carburanti?

Prezzi record di benzina e diesel: quali sono le intenzioni del Governo sulle accise?

Salgono ancora i prezzi della benzina e del gasolio, rispettivamente a 1,83 e 1,89 € per litro, valori superiori di circa 20 centesimi rispetto ai minimi di fine anno: prezzi tuttavia inferiori di quasi 40 centesimi, il 25% in meno, dei picchi toccati a marzo 2022 ad inizio della guerra. Questo effetto si verifica perché, al 1° gennaio, il Governo Meloni non ha inteso rinnovare il taglio delle accise deciso dal precedente esecutivo. 

Siamo tornati così ai livelli di accisa precedenti la crisi, per la benzina 0,728 € per litro che con l’IVA al 22%, applicata sia sull’accisa che sul prezzo industriale, comporta una tassazione di poco superiore a 1 €, il 60% del prezzo finale. Una sproporzione su cui inevitabilmente crescono da sempre le facili promesse della politica per ridurre le tasse.

Il prezzo del petrolio scende ma il carburante sale: perché

Secondo il ministro dell’ambiente, intervistato dal quotidiano «La Stampa» la ragione di questa discrasia tra la discesa del prezzo del petrolio e la ricrescita dei prezzi dei carburanti sta in una evidente speculazione delle compagnie petrolifere. Speculazione su cui – dice il ministro – il governo potrebbe intervenire se, in futuro, il prezzo dovesse salire ancora.

Ci sarà di nuovo il taglio delle accise su benzina e diesel?

Tutti si chiedono: il governo farà marcia indietro sul taglio delle accise? Ci ripenserà? Cosa dobbiamo aspettarci per il futuro? La risposta, almeno al momento, è purtroppo negativa. Non c’è al momento alcuna intenzione di ridurre il prezzo della benzina con qualche intervento normativo. Probabilmente ci potrà essere un nuovo intervento solo quando calerà il debito, cosa che certo non avverrà nell’immediato.

Mancano le coperture

La ragione principale per cui la squadra di Meloni non ha voluto rinnovare il taglio delle accise, lasciando che i prezzi di benzina e diesel schizzassero, sta nella mancanza di coperture finanziarie. Mentre il governo Draghi ha potuto finanziare il taglio delle accise attraverso l’utilizzo dell’extra gettito derivante proprio dall’aumento del prezzo della benzina, questa possibilità è ora del tutto preclusa dato che, con la nota di aggiornamento al Def dello scorso settembre, l’esecutivo uscente ha incorporato quell’extragettito nei tendenziali, trasformando quelle maggiori entrate in incassi ordinari e quindi non dirottabili a copertura degli sconti.

No a sconti per tutti

C’è poi un tema di indirizzo sulla politica degli aiuti adottato anche sulla base delle recenti indicazioni dettate da Bruxelles e dall’Ufficio di bilancio: stop a bonus generalizzati e spazio piuttosto a interventi di sostegno selettivi. E in quest’ottica, all’interno del governo, viene considerata in qualche modo coerente la mancata proroga del taglio delle accise sulla benzina e sul gasolio che premia alla pompa sia chi possiede una Panda sia chi invece può girare con un Suv o con una fuoriserie.

I nuovi prezzi dei carburanti

Il prezzo della benzina (con self service) ai distributori Agip-Eni era di 1,63 euro al litro nel bollettino del 30 dicembre, quando era ancora in vigore lo sconto sulle accise, e di 1,82 nel resoconto pubblicato ieri, a sconto scaduto. Sul diesel il confronto è tra 1,69 e 1,88. Per Esso, sempre al self service, i valori sono 1,63 contro 1,81 per la benzina e 1,69 contro 1,87 per il diesel. Per Ip 1,62 contro 1,80 per la benzina e 1,68 contro 1,87 per il diesel. Per Q8 1,62 contro 1,81 per la benzina e 1,68 contro 1,87 per il diesel. Per Tamoil 1,62 contro 1,81 per la benzina e 1,68 contro 1,86 per il diesel. In modalità servito, la rilevazione di QE segnala nel monitoraggio di ieri oltre 2 euro la benzina con Agip-Eni e il diesel con Agip-Eni, Esso, Ip, Q8.



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