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Furto: come si denuncia?

7 Gennaio 2023 | Autore:
Furto: come si denuncia?

Riforma Cartabia: come cambia la procedibilità del reato di furto a seconda delle diverse tipologie? Per quali occorre la querela di pare?

I reati si dividono in due grandi categorie: quelli procedibili d’ufficio, che possono essere denunciati da chiunque, e quelli procedibili a querela, per i quali occorre necessariamente che la segnalazione provenga dalla vittima. Il furto si pone esattamente a metà, visto che alcune ipotesi sono perseguibili a querela mentre altre, ritenute più gravi, solo d’ufficio. Ecco perché è importante sapere come si denuncia un furto.

Questo argomento è diventato ancora più urgente e attuale per via della cosiddetta riforma Cartabia [1] entrata in vigore nel 2023, grazie alla quale ora la maggior parte dei furti aggravati sono perseguibili solamente a querela di parte.

Scopo della riforma è stato quello di alleggerire il numero dei procedimenti pendenti, rendendo punibili solo su istanza di parte condotte che, talvolta, sono davvero di scarsa importanza. L’altra faccia della medaglia sta però nel rischio di veder meno tutelate le vittime, i quali dovranno tempestivamente attivarsi per avere giustizia. Vediamo allora come si denunciano i furti a seguito della riforma Cartabia.

Furto: quante tipologie ci sono?

Il Codice penale prevede diverse tipologie di furto, riconducibili sostanzialmente a tre grandi categorie:

  • il furto semplice, che ricorre quando il ladro agisce senza ricorrere a particolari stratagemmi e in assenza di condizioni oltremodo favorevoli alla sua azione criminosa. Ad esempio, è furto semplice quello del ladro che porta via il portafogli lasciato completamente incustodito dal suo proprietario;
  • il furto aggravato, che sussiste quando il ladro agisce facendo uso di astuzie o stratagemmi, della forza o dell’ausilio di altre persone, ovvero avvantaggiandosi di particolari condizioni di luogo e di tempo. Si pensi al furto con destrezza o con scasso, al furto commesso da più persone o tenendo con sé armi, ovvero a quello realizzato su cose esposte al pubblico (il taccheggio in un supermercato, ecc.);
  • il furto in abitazione, commesso violando il domicilio della vittima, e il furto con scippo, ottenuto strappando di dosso alla vittima il suo bene.

Per ciascuna di queste categorie la legge prevede un trattamento sanzionatorio diverso e anche differenti modalità di procedibilità, che rendono diversa la maniera di sporgere denuncia per ciascuna tipologia.

Furto semplice: come si denuncia?

Il furto semplice è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni [2]. È un reato procedibile a querela: ciò significa che la persona offesa, entro tre mesi da quando si è accorta del delitto, dovrà segnalare il fatto alle autorità competenti, altrimenti contro il colpevole non potrà essere fatto nulla.

In altre parole, solo la vittima è legittimata a sporgere querela, non potendosi sostituire a lei qualcun altro. La conseguenza è che, se si tratta del furto di un oggetto di poco valore, la persona derubata potrebbe anche decidere di soprassedere e di rinunciare a segnalare il crimine alla polizia.

La querela può essere scritta oppure orale; in quest’ultimo caso, la persona offesa dovrà recarsi in caserma o in questura e raccontare il torto che ha subito. L’ufficiale di polizia giudiziaria di turno verbalizzerà la querela e, al termine, la farà sottoscrivere alla vittima.

Se la querela è scritta, la persona offesa può delegare al deposito il proprio avvocato munito di procura speciale.

Ciò che è importante è che nella querela sia indicato il furto che è avvenuto con tutti i dettagli che possono aiutare le autorità a svolgere le indagini: data e ora del delitto, testimoni presenti, eventuale nominativo del ladro (se noto e identificato).

La procedibilità a querela di parte ha anche altre conseguenze molto importanti. La vittima, infatti, non solo può rinunciare del tutto a sporgere querela ma può perfino ritirare quella già presentata. Si parla in questi casi di remissione, che ha come effetto quella di estinguere il reato.

Ad esempio, se il ladro decide di risarcire la persona offesa, questa potrà tornare sui suoi passi e rimettere la querela, con la conseguenza che il procedimento in corso potrà terminare.

Furto aggravato: come si denuncia?

A seguito della riforma Cartabia di cui si è fatto cenno in premessa, a partire dal 2023 anche il furto aggravato è procedibile a querela di parte, con la conseguenza che, senza segnalazione proveniente direttamente dalla vittima, le autorità non potranno procedere [3].

Sono pertanto diventati procedibili a querela di parte delitti come:

  • il furto con scasso (commesso con effrazione di porte o finestre, di casseforti o di altre cose che servono da riparo o protezione);
  • il furto con destrezza (si pensi al borseggiatore sull’autobus, ad esempio);
  • il taccheggio o il furto di auto parcheggiate in un luogo pubblico e non custodito;
  • il furto di energia elettrica mediante allaccio abusivo al contatore.

La procedibilità d’ufficio è rimasta invariata solamente per particolari tipologie di furto aggravato aventi una dimensione “pubblicistica”, come ad esempio il furto di cose esistenti in uffici o stabilimenti pubblici, sottoposte a sequestro o a pignoramento, oppure su componenti metalliche o altro materiale sottratto ad infrastrutture destinate all’erogazione di energia, di servizi di trasporto, di telecomunicazioni o di altri servizi pubblici (è il caso del furto di rame, ad esempio).

Restano invece invariate le sanzioni: ogni ipotesi di furto aggravato continua ad essere punita con la reclusione da due a sei anni.

Furto in abitazione e furto con strappo: come si denunciano?

Il furto in abitazione e quello con scippo restano procedibili d’ufficio, con la conseguenza che chiunque potrà sporgere denuncia alle autorità per ottenere la punizione del responsabile [4].

Ad esempio, chi vede un ladro entrare in casa del vicino dalla finestra potrà sicuramente chiamare la polizia per chiederne l’intervento.

Lo stesso dicasi per lo scippo, che sarebbe il furto commesso strappando il bene di dosso o di mano alla vittima.

Trattandosi di procedibilità d’ufficio, anche le forze dell’ordine potranno intervenire autonomamente, senza che ci sia bisogno della segnalazione di qualcuno.

La pena prevista per il furto in abitazione e il furto con strappo è la reclusione da quattro a sette anni.

Furto commesso ai danni di persona incapace

Infine, secondo la legge, è sempre procedibile d’ufficio il furto commesso ai danni di persona incapace, per età o per malattia. Si pensi a chi, approfittando della patologia mentale della vittima, riesca a rubare facilmente del denaro.


note

[1] D. lgs. n. 150/2022.

[2] At. 624 cod. pen.

[3] At. 625 cod. pen.

[4] At. 624-bis cod. pen.

Autore immagine: depositphotos.com


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