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Quali guerre potrebbero scoppiare nel 2023.

9 Gennaio 2023 | Autore:
Quali guerre potrebbero scoppiare nel 2023.

Tensioni internazionali e scenari che potrebbero portare alla terza guerra mondiale.

Le cose belle si apprezzano solo quando vengono a mancare. Non solo la salute, il lavoro o la serenità, ma anche la pace. Dopo decenni in cui gran parte del mondo ha goduto di questo inestimabile valore (salvo alcuni focolai che, seppur numerosi, sono confinati a ristretti ambiti territoriali), l’attacco della Russia all’Ucraina ha riportato la parola “guerra” al centro del vecchio continente e delle dichiarazioni dei leader mondiali. Nulla è più scontato, nulla è più come prima. Si è riaperta la frattura tra le tre grandi super potenze; la stessa globalizzazione è rimessa in discussione e, al suo posto, si parla ora di una mini-globalizzazione per aree geografiche di influenza. 

Un report redatto dagli analisti di 19FortyFive indica quali guerre potrebbero scoppiare nel 2023. Non si tratta di un becero allarmismo clickbait da web. Le ragioni alla base delle previsioni sono più che fondate, per quanto non si possa mai dare nulla per scontato nella politica internazionale. Ce ne siamo accorti proprio con l’arrivo di Trump e la sua dialettica d’assalto con la Corea del Nord, per poi essere riproposta tra Biden e Putin. Una cosa, infatti, è ciò che dicono pubblicamente i capi di Stato, le cui dichiarazioni sono spesso di natura politica e propagandistica, caratterizzate quindi da una forte enfasi; un’altra cosa è ciò che fanno le amministrazioni, che mantengono colloqui informali e molto più prudenti, spesso condotti dalla stessa intelligence: un lavoro sottotraccia per evitare cataclismi nucleari. Si pensi alle dichiarazioni di Biden quando definì Putin un criminale di guerra, subito ridimensionate dai suoi collaboratori più stretti per evitare gravi incidenti diplomatici.

Ciò nonostante non c’è dubbio che la guerra tra Russa e Ucraina abbia innescato un meccanismo a catena a livello globale. Non pochi Stati stanno approfittando della distrazione internazionale delle due più grandi superpotenze per riaprire le vecchie rivendicazioni territoriali che sembravano ormai sopite, come quella della Cina su Taiwan.

Secondo gli analisti di 19FortyFive, ci sono quattro scenari in cui potrebbero nascere nuovi conflitti di grandi dimensioni nel 2023. Una sorta di preludio, se non addirittura una giustificazione, alla terza guerra mondiale.

Guerra tra Cina, Taiwan, Usa e Giappone

La guerra più probabile, ma anche più pericolosa, è l’invasione di Taiwan da parte della Cina. Un’azione bellica di questo tipo potrebbero portare gli Stati Uniti a fare quanto hanno già fatto in favore dell’Ucraina, se non addirittura di più. Gli interessi economici degli americani sono infatti più spostati sul versante asiatico che su quello centro europeo, ragion per cui non consentiranno mai a Xí Jìnpíng di prendersi l’isola di Formosa. 

Cosa ci fa pensare che, nel 2023, potrebbe scoppiare la guerra a Taiwan? Innanzitutto il fatto che mai in passato, come negli ultimi mesi, Pechino ha violato così tante volte lo spazio aereo dell’isola. Dall’altro lato c’è la posizione netta assunta dagli Usa, con la visita di Pelosi: un sostegno dichiarato a favore di quelli che invece i cinesi definiscono dei ribelli indipendentisti. La postura statunitense mantiene quindi alto il rischio di una escalation che vedrebbe coinvolto anche il Giappone: un vero e proprio scontro diretto tra superpotenze. C’è chi pensa che lo scenario potrebbe complicarsi con l’intervento della Corea del Nord in sostegno di Pechino e la Corea del Sud in favore del Giappone e degli Usa.

È anche vero però che la Cina sta affrontando seri problemi interni, con la crisi del Covid-19 che ha di nuovo messo in ginocchio la sua economia. Le fabbriche stanno di nuovo chiudendo, le commesse provenienti dal resto del mondo sono bloccate, così come sono bloccati i container nei porti. Insomma, se non si può parlare di recessione, si deve comunque ammettere che Xí Jìnpíng non può permettersi di innescare embarghi e sanzioni economiche da parte dell’Occidente. 

Guerra tra Grecia e Turchia

Da sempre Grecia e Turchia non hanno avuto particolari simpatie l’una per l’altra. In alcune zone del Sud, dinanzi a qualcosa di spaventoso, si dice ancora «Mamma li turchi».

Oggi i rapporti tra Grecia e Turchia sono forse una delle più gravi problematiche all’interno della Nato. E di recente le tensioni sono cresciute soprattutto a causa dell’atteggiamento dispositivo del regime di Erdogan e dell’aumento di influenza che la Turchia vuol esercitare sull’area, anche tramite l’appoggio indiretto della Russia. 

I rapporti tra Atene e Ankara sono peggiorati anche per colpa della crisi migratoria e dell’esplorazione energetica nel mar Egeo, dove esiste una disputa territoriale lunga decenni.

Appare comunque improbabile che due alleati della Nato si facciano guerra aperta, anche se nulla può essere scontato quando ci sono in mezzo dei dittatori, in grado di sovvertire da un giorno all’altro le regole e le conquiste democratiche. 

Qualsiasi tipo di scontro tra Turchia e Grecia coinvolgerebbe immediatamente la Nato e, quasi certamente, comporterebbe anche un intervento opportunistico da parte della Russia.

Guerra tra Serbia e Kosovo

La crisi tra Serbia e Kosovo può diventare tassello della terza Guerra mondiale. Sappiamo che, nelle ultime settimane, la Serbia ha posizionato cannoni e truppe sul confine. Il presidente ha messo le forze armate in stato di massima allerta. Altrettanto minacciosa la disposizione militare del Kosovo. Si sono alzate barricate a Mitrovica per separare la minoranza serba della città dalla maggioranza albanese.

Di recente si sono verificati numerosi incidenti, per fortuna senza morti, si sono sentiti diversi spari in aria. Ci sono stati scontri tra poliziotti della minoranza serba del Kosovo e poliziotti della maggioranza albanese. In tutto questo Putin vorrebbe alimentare le tensioni per aprire un secondo fronte anti occidentale in Europa.

Guerra tra Corea del Sud e Corea del Nord

Da quando Kim Jong-un si è messo in testa di far considerare, dalla comunità internazionale, Pyongyang come una potenza internazionale, i test missilistici e le esercitazioni militari hanno messo in stato di massima allerta i confinanti della Corea del Sud. Il tutto, ancora una volta, con l’ombra incombente di una Russia che vuole aprire un conflitto tra le parti, per tenere occupati gli Stati Uniti ed espandere la propria influenza in Europa, non solo in Ucraina ma anche sui Balcani. 

Di recente le provocazioni nordcoreane sono state più frequenti, arrivando a produrre il maggior numero di test missilistici mai fatti e andando addirittura a violare lo spazio aereo di Seul per la prima volta dopo cinque anni.

Pyongyang potrebbe pensare di sfruttare l’occasione della guerra in Ucraina per avere campo libero e Seul potrebbe facilmente perdere la pazienza nei confronti del suo vicino autoritario. Se dovesse scoppiare una guerra tra i due paesi, diventerebbe presto molto più distruttiva di quella in Ucraina e non è detto che Pyongyang non sia abbastanza folle da usare degli ordigni nucleari, nel caso ne sia davvero in possesso. Da questo scenario ne discenderebbero a catena l’intervento della Russia, della Cina, degli Stati Uniti e probabilmente del Giappone. Pechino potrebbe sfruttare l’occasione per invadere immediatamente Taiwan.

Guerra tra Cina e India

Ai confini dell’Himalaya continua lo scontro tra Cina e India. Fino ad oggi le due potenze hanno solo giocato alla guerra mandando a scontrarsi militari armati praticamente con sassi e bastoni, per controllare piccole porzioni di territorio montuoso. Ma nessuna delle due ha accettato di arretrare dal confine.

Né il presidente cinese né quello indiano ha trovato la soluzione a conflitto. E visto che per entrambi si profilano ancora molti lunghi anni di governo, questo potrebbe essere un problema. Se indiani o cinesi dovessero decidere di risolvere il problema con un’escalation, sarà difficile evitare l’innesco di un conflitto molto più grande e distruttivo.



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