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Licenziamento illegittimo se è possibile ricollocare i dipendenti in altri settori

15 Gennaio 2015 | Autore:
Licenziamento illegittimo se è possibile ricollocare i dipendenti in altri settori

Licenziamento collettivo: bisogna seguire i criteri di scelta.

 

Se un’azienda riduce il personale attraverso un licenziamento collettivo, ma ben poteva invece ricollocare i dipendenti in un altro settore o unità operativa, il provvedimento espulsivo è illegittimo.

Lo ha ricordato la Cassazione in una recente sentenza [1].

Qualora il progetto di ristrutturazione aziendale riguardi un unico comparto dell’impresa, è legittimo il licenziamento collettivo che coinvolga solo i lavoratori di quel settore, non anche quelli degli altri rami d’azienda. Tuttavia – sottolinea la Suprema Corte – il datore di lavoro non può limitare la scelta dei lavoratori da licenziare al solo ramo aziendale dismesso se tali dipendenti sono in possesso di capacità e conoscenze tecniche tali da consentirgli di essere collocati in altri settori dell’azienda (cosiddetto repechage). Il possesso di professionalità diverse, acquisite negli anni, consente ai lavoratori di un comparto aziendale prossimo alla chiusura di essere reimpiegati con profitto in altri settori.

In presenza di tali circostanze, il datore di lavoro che voglia operare dei tagli del personale deve prendere in considerazione, ai fini del licenziamento, non solo i dipendenti del settore soppresso, ma a tutti i lavoratori dell’azienda.

Un licenziamento collettivo compiuto senza tenere conto di questi elementi è illegittimo, perché viola i criteri di scelta che l’imprenditore deve seguire in merito alla riduzione del personale. Tali criteri sono [2]:

– carichi di famiglia;

– anzianità;

– esigenze tecnico-produttive ed organizzative.


note

[1] Cass. sent. n. 203/15.

[2] Art. 5 l. n. 233/91.

Autore immagine: 123rf com


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