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Eredi: come chiedere all’Inps la tredicesima del defunto?

11 Gennaio 2023 | Autore:
Eredi: come chiedere all’Inps la tredicesima del defunto?

Cosa devono fare i familiari superstiti per ottenere la liquidazione dei ratei maturati e non riscossi del pensionato deceduto?

Dal punto di vista giuridico la morte di una persona dà vita al fenomeno che prende il nome di “successione”, in ragione della quale uno o più soggetti (gli eredi) subentrano nel patrimonio del defunto. Ciò che non tutti sanno è che ai familiari della persona deceduta spettano anche i cosiddetti “ratei maturati e non riscossi”. Di cosa si tratta?

Come vedremo, i ratei sono quelle somme di denaro che la persona deceduta aveva diritto di incassare dall’Inps ma che, a causa della sopravvenuta morte, non ha più ricevuto. Tali importi possono essere ottenuti dagli eredi, i quali però ne devono fare specifica domanda. Con questo articolo vedremo cosa devono fare gli eredi per chiedere all’Inps la tredicesima del defunto.

Che cosa sono i ratei?

L’Inps definisce i ratei come le quote non riscosse dal pensionato (come ad esempio l’indennità di accompagnamento oppure tredicesima mensilità, per le quote maturate o la quota parte dell’ultimo mese di pensione spettante) al momento della cessazione della pensione.

Le quote di pensione maturate e non riscosse in vita dal pensionato, infatti, entrano nell’asse ereditario e sono trasmissibili agli eredi.

La tredicesima spetta agli eredi?

Anche la tredicesima spetta agli eredi in quanto rientra tra i ratei maturati e non riscossi.

Va specificato, infatti, che il periodo di maturazione della tredicesima coincide con l’anno solare (dal 1° gennaio al 31 dicembre). Ogni mese si matura un rateo di tredicesima, corrispondente a 1/12 della retribuzione lorda annua.

In altre parole, la legge prevede una suddivisione della tredicesima in tanti ratei mensili quanti sono i mesi di pensionamento trascorsi all’interno di un anno. Se il pensionato ha ricevuto la pensione da gennaio a dicembre, riceverà la tredicesima per intero.

Di conseguenza, se ad esempio il pensionato è deceduto a novembre, avrà maturato 11 mesi di ratei, i quali dovranno essere corrisposti agli eredi.

Quali eredi hanno diritto alla tredicesima?

Nello specifico, la tredicesima del pensionato deceduto spetta:

  • al coniuge superstite;
  • in mancanza del coniuge, ai figli viventi al momento della morte del pensionato;
  • in mancanza di coniuge e figli, agli altri eredi legittimi o testamentari.

Come meglio diremo nel prossimo paragrafo, bisogna però distinguere tra i diversi eredi, in quanto solamente il coniuge superstite il figlio minore cui spetta la reversibilità hanno diritto alla liquidazione automatica della tredicesima; tutti gli altri, al contrario, dovranno fare apposita domanda. Vediamo come.

Come chiedere all’Inps la tredicesima del defunto?

Come anticipato, nel caso di coniuge superstite o figlio minore cui venga liquidata la pensione di reversibilità, l’Inps liquida d’ufficio quanto dovuto a titolo di ratei maturati e non riscossi. In altre parole, questi soggetti non dovranno presentare alcuna domanda per ottenere quanto loro spetta di diritto.

Discorsi diverso va fatto per tutti gli altri eredi, ad esempio per i figli maggiorenni del pensionato defunto: questi ultimi, infatti, per ottenere la liquidazione della tredicesima maturata e non riscossa dovranno inoltrare apposita domanda all’Inps, tramite patronato o, più semplicemente, accedendo con Spid alla propria area personale (servizio “Domanda prestazione pensionistica online”, sezione “Prestazioni destinate a eredi e parenti di pensionati”; in seguito, bisogna cliccare sul riquadro “Rateo – quote di pensione e tredicesima agli eredi”).

Per richiedere i ratei di tredicesima del defunto, bisogna essere in possesso dei seguenti documenti:

  • il certificato di morte del parente,
  • una dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà che attesti i dati anagrafici degli eredi e grado di parentela;
  • la fotocopia del documento d’identità e del codice fiscale di tutti gli eredi,
  • l’atto di delega a favore di uno solo (autenticata eventualmente dal Comune) o il codice Iban di tutti gli eredi;
  • la data ed il nominativo del coniuge della persona defunta.

Come visto, gli eredi possono decidere se delegare una persona per riscuotere in un’unica soluzione tutti i ratei di tredicesima del defunto, semplificando così la procedura; in alternativa, a ciascuno verrà liquidata la propria quota. Ad esempio, se gli eredi sono 2, si otterrà una quota della tredicesima maturata del defunto pari al 50%.

Come ottenere la liquidazione dell’accompagnamento?

È appena il caso di precisare che la stessa procedura va seguita per la liquidazione di altri ratei maturati e non riscossi, come ad esempio l’indennità di accompagnamento.

Si pensi all’anziano deceduto poco prima che la Commissione medica dell’Inps gli riconoscesse l’accompagnamento: in un’ipotesi del genere gli eredi potrebbero chiedere la corresponsione della quota d’indennità maturata nelle precedenti mensilità ma non riscossa per via del sopraggiunto decesso.

Chi comunica il decesso all’Inps?

È infine il caso di precisare che non sussiste più l’obbligo, in capo agli eredi, di comunicare all’Inps il decesso del familiare: la legge ha sancito l’obbligo per i medici necroscopi di invio online all’Inps del certificato di accertamento del decesso entro 48 ore dall’evento,



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