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Rimborso buoni postali in caso di morte di un cointestatario

10 Gennaio 2023 | Autore:
Rimborso buoni postali in caso di morte di un cointestatario

Buoni fruttiferi postali con pari facoltà di rimborso: l’intestatario superstite è legittimato a ottenere il rimborso dell’intera somma presente sul titolo?

Tante persone decidono di condividere il conto in banca oppure i risparmi depositati sul libretto postale. Ciò vale anche per i buoni fruttiferi postali, cioè per quei titoli garantiti completamente dallo Stato sui quali è possibile lucrare grazie agli interessi previsti (invero modesti). Se uno degli intestatari muore, il superstite può chiedere alle poste la liquidazione dell’intera somma, oppure dovrà accontentarsi solo della sua quota?

Sul punto è tornata recentemente la Corte di Cassazione la quale, confermando l’orientamento oramai pacifico da qualche anno, ha stabilito chiaramente come funziona il rimborso dei buoni postali in caso di morte di un cointestatario, tenuto conto, tuttavia, della fondamentale presenza della clausola “pari facoltà di rimborso”. Approfondiamo la questione partendo proprio da questo aspetto.

Clausola pari facoltà di rimborso: cos’è?

Prima di vedere come funziona il rimborso dei buoni fruttiferi postali in caso di morte di un cointestatario occorre spiegare cos’è e come funziona la clausola “pari facoltà di rimborso” (pfr) presente sulla maggior parte dei titoli postali.

Si tratta di una condizione contrattuale che consente a ciascun cointestatario dello stesso buono di poter prelevare le somme che vi sono depositate, in tutto o anche solo in parte, senza bisogno del consenso degli altri cointestatari.

In pratica, la clausola pfr consente a ciascun intestatario di usare il buono come se fosse esclusivamente suo, un po’ come avviene nel conto corrente a firma disgiunta, ove ogni intestatario può disporre liberamente delle somme presenti sul conto.

Come sapere se un buono ha la clausola pari facoltà di rimborso?

Per sapere se un buono postale è munito di clausola pari facoltà di rimborso è sufficiente analizzare il titolo: se sopra vi è impressa la sigla “pfr”, vorrà dire che ogni intestatario potrà disporre delle somme indipendentemente dagli altri.

Per quanto riguarda i buoni dematerializzati (non cartacei), essi sono normalmente rimborsabili a ciascun intestatario: vale anche per loro, in altre parole, la pari facoltà di rimborso.

Per esserne assolutamente certi, però, occorrerà prendere visione delle condizioni contrattuali.

Rimborso buoni cointestati: come funziona?

La Corte di Cassazione, con la pronuncia citata in apertura [1], ha brevemente ripercorso i precedenti orientamenti della giurisprudenza di legittimità sino all’affermazione del pacifico principio secondo cui, in materia di buoni postali fruttiferi cointestati recanti la clausola “pari facoltà di rimborso”, l’intestatario superstite è legittimato a ottenere il rimborso dell’intera somma presente sul titolo.

In passato, invero, si era affermato che, in assenza di una previsione specifica, al rimborso dei buoni postali fruttiferi cointestati fosse applicabile per analogia la disciplina relativa ai libretti di risparmio postale, per cui, nel caso di decesso di uno degli intestatari, il rimborso andava eseguito solo con quietanza di tutti gli aventi diritto [2].

In seguito, la Suprema Corte [3] ha affermato il principio di diritto secondo cui, in materia di buoni postali fruttiferi cointestati recanti la clausola “pari facoltà di rimborso”, in caso di morte di uno dei cointestatari ciascun cointestatario superstite è legittimato a ottenere il rimborso dell’intera somma portata dal documento, non trovando applicazione la norma che, in tema di libretti di risparmio, impone la necessaria quietanza di tutti gli aventi diritto, atteso che i buoni fruttiferi circolano “a vista” e tale diversa natura impedisce l’applicazione analogica della citata disciplina.

Insomma: la clausola, presente praticamente su tutti i buoni fruttiferi postali, che attribuisce a ogni intestatario la facoltà di chiedere il rimborso integrale delle somme presenti sul titolo continua a operare anche nell’ipotesi di decesso del cointestatario.

Per ulteriori approfondimenti, si legga l’articolo dal titolo Come riscuotere buoni fruttiferi postali se muore l’intestatario.

Rimborso bfp senza clausola pari facoltà di rimborso: come funziona?

Diverso è invece il discorso nell’ipotesi di rimborso di un buono fruttifero postale senza clausola “pari facoltà di rimborso”: in questa ipotesi, il decesso di uno degli intestatari impedisce al superstite di ottenere il rimborso delle somme.

In assenza di clausola “pfr”, i buoni possono essere riscossi solo con il consenso di tutti gli intestatari, i quali devono quindi recarsi presso un ufficio postale per riscuotere le somme. In questo caso, al verificarsi della morte di uno dei titolari, le sue veci saranno fatte dagli eredi di costui.


In caso di buoni postali fruttiferi cointestati recanti la clausola “pari facoltà di rimborso”, l’intestatario superstite è legittimato a ottenere il rimborso dell’intera somma presente sul titolo

note

[1] Cass., ord. n. 38114 del 29 dicembre 2022.

[2] Cfr. Cass., sent. n. 11137 del 10 giugno 2020.

[3] Cass., sent. n. 24639 del 13 settembre 2021.

Autore immagine: depositphotos


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