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Come funziona la flat tax 2023

11 Gennaio 2023 | Autore:
Come funziona la flat tax 2023

Chi dichiara fino a 85mila euro potrà giovarsi dell’imposta sostitutiva piatta al 15%. Fuoriuscita immediata dal regime agevolato ai 100mila euro.

La nuova legge di bilancio per il 2023 (legge 197/2022) contiene alcune interessanti modifiche alla cosiddetta flat tax, l’imposta sostitutiva per chi dichiara redditi entro una determinata soglia. Tale soglia che, precedentemente, era fissata a 65mila euro, ora è stata innalzata a 85mila euro. Ma non è l’unica novità.  Le modifiche sono contenute nel comma 54, che interviene sui commi 54 e 71 della legge 190/2014. Viene ad esempio previsto un limite di reddito oltre il quale scatta l’immediata fuoriuscita dal regime forfettario.

Vediamo dunque come funziona la flat tax 2023 e quali sono tutte le novità previste dal Governo Meloni.

Soglia flat tax 2023

La prima delle due novità contenute nella legge di bilancio 2023 è l’innalzamento della soglia di ricavi/compensi che non deve essere superata per poter applicare il regime. Come espressamente previsto dalla norma, la verifica del limite di ricavi/compensi va effettuata con riferimento all’anno precedente. Considerato che la legge di Bilancio entra in vigore il 1° gennaio 2023 e che, quindi, a decorrere da questa data nel comma 54 della legge 190/2014 viene riportata la soglia di 85mila in luogo di quella di 65mila euro, sono tre le situazioni che possono verificarsi:

  • coloro che nel 2022 hanno conseguito ricavi/compensi non superiori a 65mila applicano nel 2023 il regime forfettario e lo avrebbero applicato anche in assenza dell’innalzamento ora previsto dalla nuova Legge di Bilancio;
  • coloro che nel 2022 hanno conseguito ricavi/compensi superiori a 65mila ma inferiori a 85mila euro, possono comunque applicare il regime forfettario nel 2023 in virtù delle nuove disposizioni;
  • coloro che nel 2022 hanno, invece, superato la soglia di 85mila euro non possono applicare il regime forfettario nel 2023 e, se già lo applicavano, ne fuoriescono.

Altri requisiti per la flat tax 2023

La legge di bilancio 2023 non ha modificato gli altri requisiti di accesso al regime forfettario e le cause ostative, disciplinate, rispettivamente dai commi 54 e 57 della legge 190/2014. Ne consegue che per poter effettivamente applicare il regime forfettario nel 2023 è comunque necessario verificare il possesso delle altre condizioni di legge. In particolare non possono avvalersi del regime forfetario:

  • le persone fisiche che si avvalgono di regimi speciali ai fini dell’imposta sul valore aggiunto o di regimi forfetari di determinazione del reddito;
  • i soggetti non residenti, ad eccezione di quelli che sono residenti in uno degli Stati membri dell’Unione europea o in uno Stato aderente all’Accordo sullo Spazio economico europeo che assicuri un adeguato scambio di informazioni e che producono nel territorio dello Stato italiano redditi che costituiscono almeno il 75 per cento del reddito complessivamente prodotto;
  • i soggetti che in via esclusiva o prevalente effettuano cessioni di fabbricati o porzioni di fabbricato, di terreni edificabili di cui all’articolo 10, primo comma, numero 8), del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, e successive modificazioni, o di mezzi di trasporto nuovi di cui all’articolo 53, comma 1, del decreto-legge 30 agosto 1993, n. 331, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 ottobre 1993, n. 427;
  • gli esercenti attività d’impresa, arti o professioni che partecipano, contemporaneamente all’esercizio dell’attività, a società di persone, ad associazioni o a imprese familiari di cui all’articolo 5 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, ovvero che controllano direttamente o indirettamente società a responsabilità limitata o associazioni in partecipazione, le quali esercitano attività economiche direttamente o indirettamente riconducibili a quelle svolte dagli esercenti attività d’impresa, arti o professioni;
  • le persone fisiche la cui attività sia esercitata prevalentemente nei confronti di datori di lavoro con i quali sono in corso rapporti di lavoro o erano intercorsi rapporti di lavoro nei due precedenti periodi d’imposta, ovvero nei confronti di soggetti direttamente o indirettamente riconducibili ai suddetti datori di lavoro, ad esclusione dei soggetti che iniziano una nuova attività dopo aver svolto il periodo di pratica obbligatoria ai fini dell’esercizio di arti o professioni.

Quando si esce dalla flat tax?

L’altra novità prevista dalla legge di Bilancio 2023 al regime forfettario riguarda la previsione di una soglia che, se superata, comporta l’immediata fuoriuscita dal regime.

Fino ad ora, la legge prevedeva la perdita del regime forfettario a decorrere dall’anno successivo a quello in cui venivano meno i requisiti di accesso o sopravveniva una causa ostativa, indipendentemente dal reddito conseguito nell’anno in cui è stata applicata la flat tax. Questo comportava l’assoggettamento dei ricavi/compensi conseguiti nell’anno di perdita dei requisiti all’imposta sostitutiva del 15 o 5%, indipendentemente dal loro ammontare.

Con la nuova legge di bilancio, invece, per effetto delle modifiche al comma 71, in caso di superamento della soglia di 100mila euro di ricavi/compensi percepiti, il regime si perde subito.

Inoltre in caso di superamento del limite, l’Iva si applica sulle operazioni effettuate a decorrere da quella che determina la fuoriuscita. 

In tal modo si è voluto evitare ciò che era, invece, previsto per il vecchio regime dei minimi nel quale, in caso di perdita dei requisiti in corso d’anno era necessario applicare l’Iva sin dalla prima operazione, scorporandola dai corrispettivi incassati.

Il superamento della soglia comporta l’obbligo di emettere la fattura elettronica (sempre che già non lo si faccia), la tenuta dei registri Iva e tutti gli adempimenti Iva correlati (liquidazione, versamento, dichiarazione).

Come funziona la flat tax incrementale

Oltre all’estensione della soglia della flat tax, la legge di Bilancio introduce, per il solo anno 2023, la flat tax incrementale. Tale previsione consente ai titolari di reddito di impresa e di reddito autonomo di beneficiare di una imposta sostitutiva del 15%, per gli incrementi di reddito realizzati nel 2023 rispetto ai tre anni precedenti.

La flat tax funziona nel seguente modo: bisogna, anzitutto, assumere il reddito dell’anno 2023 e individuare il più alto dei redditi ottenuti nel triennio 2020, 2021, 2022 (è il reddito di riferimento). Se il reddito 2023 è inferiore al più alto del triennio e, quindi, non sono registrati aumenti, la flat tax non può trovare applicazione.

Una volta individuato il reddito di riferimento, questo va sottratto al reddito 2023 e l’ammontare ottenuto va ulteriormente decurtato di una “franchigia” del 5 per cento. La norma, infatti, dice espressamente che la base imponibile è pari alla differenza tra il reddito d’impresa e di lavoro autonomo determinato nel 2023 e il reddito d’impresa e di lavoro autonomo d’importo più elevato dichiarato negli anni dal 2020 al 2022, decurtata di un importo pari al 5% «di quest’ultimo ammontare».

La base imponibile così determinata non può comunque eccedere l’ammontare di 40mila euro e sulla parte eccedente si dovranno determinare l’Irpef e le addizionali con le regole ordinarie. Dovrà essere chiarito se il reddito assoggetto a flat tax concorre o meno a formare la base imponibile per la determinazione.

Come già anticipato, la flat tax si applica alle persone fisiche titolari di reddito di impresa e a quelle titolari di reddito di lavoro autonomo; per espressa previsione normativa restano esclusi i contribuenti che applicano il regime forfettario.



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