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L’Europa contro i mali dello sport: partite truccate e violenza negli stadi

13 Febbraio 2012 | Autore:
L’Europa contro i mali dello sport: partite truccate e violenza negli stadi

Risoluzione del Parlamento europeo contro i mali dello sport, soprattutto calcistico: partite truccate,  violenza negli stadi, doping, discriminazione dei giocatori.

Pochi giorni fa, il Parlamento europeo ha adottato una risoluzione sulla “Dimensione europea dello sport” [1], in cui ha esaltato la necessità di tutelare lo sport sano e corretto contro tutti quei fenomeni che attualmente ne minacciano il corretto svolgimento e l’autentica espressione: partite truccate, doping, violenza, discriminazioni.

Il settore maggiormente affetto (ma non l’unico) da questi “mali” è quello calcistico. Difatti il presidente Uefa, Michel Platini, ha accolto con entusiasmo la suddetta risoluzione affermando: “Il Parlamento europeo capisce le sfide che attendono il calcio europeo. Sono impressionato dal testo e dallo sforzo fatto per arrivarci. L’Uefa riafferma il suo impegno per continuare a lavorare con il Parlamento e con le altre istituzioni europee per mettere in pratica le soluzioni a tali sfide”.

Per comprenderne la rilevanza, si riportano qui i punti principali della risoluzione:

Contro le scommesse e le partite truccate:

Le scommesse sportive costituiscono una forma di “sfruttamento commerciale delle partite” ed è quindi opportuno proteggerle da qualsiasi attività non autorizzata, dagli operatori abusivi e dai sospetti delle patite truccate.

I suggerimenti agli Stati membri sono:

– riconoscere agli organizzatori di gare sportive i diritti di proprietà intellettuale su di esse;

– tutelare l’integrità delle competizioni, con particolare riferimento all’educazione degli atleti;

– combattere la corruzione e promuovere l’etica nello sport con misure sanzionatorie, ma anche preventive, come la previsione di rigorosi controlli finanziari delle società sportive;

– instaurare una collaborazione tra associazioni sportive e organi preposti all’applicazione della legge, in modo da garantire lo scambio di informazioni rilevanti e denunciare le partite truccate o altre frodi sportive;

– vietare agli operatori di scommesse di detenere il controllo di una società che organizza competizioni o che vi partecipa;

-sanzionare le attività illecite che compromettono l’integrità dello sport; in  particolare esse dovrebbero essere punite come reati penali ogni qual volta siano correlate alle scommesse (cioè “implichino il condizionamento intenzionale e fraudolento dei risultati di una competizione sportiva, o di una sua fase, allo scopo di ottenere un vantaggio che non sia basato unicamente sulla normale pratica sportiva o sull’incertezza ad essa associata”);

– per combattere il riciclaggio di denaro che, come denunciato dal presidente Uefa, si nasconde dietro le partite truccate, occorre assicurare una maggiore trasparenza nelle transazioni finanziarie nell’ambito dei trasferimenti dei giocatori e nell’attività degli agenti.

Disposizioni per responsabilizzare gli agenti sportivi:

Secondo il Parlamento europeo, gli agenti sportivi devono possedere una qualifica ufficiale adeguata, avere (per ragioni di trasparenza) la residenza fiscale sul territorio europeo e ricevere un compenso non legato al trasferimento del giocatore, ma alla durata del contratto.

Inoltre viene proposto alle federazioni sportive di istituire un registro europeo non pubblico degli agenti sportivi,  in cui inserire i nominativi dei giocatori da essi rappresentati; in questo modo gli atleti (specialmente minorenni) potranno essere tutelati dal rischio di possibili conflitti di interesse.

Lotta contro la violenza negli stadi:

Si invitano gli Stati membri, in stretta consultazione con le federazioni interessate, a:

vietare l’accesso agli stadi ai tifosi che hanno dato prova di comportamenti violenti e discriminatori;

– instaurare strategie comuni per la definizione a applicazione di sanzioni nei loro confronti;

– creare una banca dati europea per condividere informazioni e rafforzare la cooperazione mediante un sistema di allerta avanzato per gli incontri ad alto rischio;

– stabilire norme minime di sicurezza negli stadi a tutela di giocatori e tifosi.

Lotta contro il doping:

Per contrastare il doping si suggerisce di sensibilizzare gli atleti, soprattutto i giovani, con campagne di informazione e prevenzione. Inoltre si invitano gli Stati a considerare l’uso di sostanze dopanti nel mondo dello sport alla stregua del traffico di droghe illegali, prevedendo la stessa disciplina e le stesse sanzioni penali.

Lotta contro le discriminazioni:

Gli Stati e gli organi direttivi del settore sportivo sono chiamati a contrastare le discriminazioni razziali, religiose e sessuali, attuando anche le politiche antidiscriminatorie contro l’omofobia e la transfobia.

Non devono esserci discriminazioni di genere; occorre garantire alle donne gli stessi diritti degli uomini in termini di accesso a qualsiasi sport e alle cariche direttive delle federazioni sportive (in proporzione al numero delle iscritte, incentivando così la presenza rosa nello sport).

Tutela dei giocatori:

I giocatori hanno diritto, oltre alla formazione sportiva, anche ad un’adeguata istruzione e formazione professionale; a tal fine si possono creare apposite strutture specializzate che equilibrino formazione e allenamento.

Inoltre gli Stati devono migliorare le strutture per il reinserimento degli ex sportivi nel mercato del lavoro ed esaminare modalità per ridurre l’onere finanziario sui professionisti sportivi meno remunerati, le cui carriere sono brevi e instabili.

Infine il Parlamento insiste sulla necessità di rafforzare la protezione dei minori nell’ambito delle trasferte internazionali; esse, infatti, sono potenzialmente pericolose per i giovani atleti che, avendo precocemente abbandonato la loro famiglia e il loro paese, sono vulnerabili e dovrebbero quindi ricevere un’attenzione costante da parte delle organizzazioni sportive.



note

[1] Risoluzione del 2 febbraio 2012.


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