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Via libera del Senato per nuove armi all’Ucraina

11 Gennaio 2023 | Autore:
Via libera del Senato per nuove armi all’Ucraina

È arrivato questa mattina l’ok definitivo del Senato per il rifornimento di armi all’Ucraina, con 125 voti favorevoli, 28 contrari e 2 astenuti.

L’Italia continuerà a inviare armi all’Ucraina almeno fino alla fine dell’anno appena iniziato. Così come era stato anticipato, oggi il Senato ha dato il via libera  alla proroga dei rifornimenti a Kiev. Il Governo Meloni ha sempre dichiarato la propria vicinanza al popolo ucraino e la stessa premier in più occasioni a ribadito l’impegno a fornire armi e supporto per la difesa, anche nella recente telefonata intercorsa con il presidente Volodymyr Zelensky.

Il Senato ha approvato la conversione del decreto che proroga fino al 31 dicembre 2023 la cessione di mezzi, materiali ed equipaggiamenti militari alle autorità governative ucraine. Sono stati 125 i voti favorevoli, 28 quelli contrari e 2 gli astenuti. Il decreto passa ora alla Camera per l’approvazione definitiva.

Si sono registrati anche due no e due astenuti nelle file del Pd alla conversione in Senato del decreto. Hanno votato contro i senatori del Partito democratico Andrea Giorgis e Valeria Valente. Si sono astenuti le senatrici Pd Susanna Camusso e Vincenza Rando. Tre no arrivano anche dal gruppo Misto: Peppe De Cristofaro, Aurora Floridia e Celestino Magni. Oltre al no di 23 senatori del Movimento cinque stelle.

«L’Italia continuerà a fare la sua parte in Ucraina e siamo pronti a inviare altre armi con l’obiettivo di arrivare a una pace giusta che riconosca l’indipendenza di Kiev». Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani intervistato da Radio Capital e sottolineando che «stiamo facendo tutto quello che possiamo, abbiamo aumentato di 10 milioni i contributi economici, inviato oltre 50 tonnellate di materiale elettrico per la ricostruzione della rete elettrica del Paese distrutta dagli attacchi russi». Tajani ha quindi aggiunto che «continuiamo a sostenere l’Ucraina anche con altre armi, lo ha deciso il Parlamento, ora si voterà al Senato». Il titolare della Farnesina ha precisato che «prima di inviare altre armi sarà informato il Parlamento».

In ogni caso, ha aggiunto il titolare della Farnesina, «l’Italia continuerà a fare la sua parte insieme agli alleati, a fornire armi per quanto possibile, e stiamo discutendo con i francesi per i sistemi di difesa aerea».



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