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Come viene eletto il Presidente della Repubblica

15 gennaio 2015 | Autore:


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Con le dimissioni del Presidente della Repubblica il Parlamento è chiamato a eleggere il successore in base alle regole previste dalla Costituzione e che riepiloghiamo.

 

È notizia di queste ore che il Presidente della Repubblica in carica, Giorgio Napolitano, si è dimesso. In attesa che venga eletto il suo successore la carica viene provvisoriamente affidata al Presidente del Senato che ne esercita a tutti gli effetti le funzioni fintantoché il nuovo Presidente della Repubblica non presti giuramento dinnanzi al Parlamento in seduta comune

Nel frattempo, l’ex Presidente assume la carica di senatore a vita il Presidente della Camera dei Deputati convoca l’intero Parlamento, quindi sia i deputati che i senatori, nonché i delegati eletti per l’occasione dai Consigli Regionali per procedere all’elezione del nuovo Presidente.

In particolare, l’elezione del Capo dello Stato avviene in seduta comune dei due rami del Parlamento, integrati per l’occasione dai delegati eletti dai Consigli Regionali. Attualmente si contano 320 senatori (315 più i cinque senatori a vita a cui si aggiungerà anche il Presidente della Repubblica dimissionario) e 630 deputati a cui andranno aggiunti 58 delegati regionali.

Questi ultimi infatti sono designati in numero di tre per ogni regione (a eccezione della Valle d’Aosta che ne elegge uno solo) e la Costituzione prevede che vengano scelti in modo da assicurare la rappresentanza delle minoranze. È consuetudine quindi che i consigli regionali scelgano uno dei tre rappresentanti tra le file dei partiti di opposizione mentre gli altri due sono scelti tra le principali cariche politiche della Regione, vale a dire il Presidente, il Vicepresidente della Giunta, il Presidente del Consiglio Regionale e il Capogruppo del partito di maggioranza.

Deputati, senatori e delegati regionali convocati per eleggere il Presidente della Repubblica sono definiti “grandi elettori”, ma spesso con questo termine vengono individuati soltanto i delegati regionali.

Può essere eletto Presidente della Repubblica ogni cittadino che abbia compiuto 50 anni di età e goda dei diritti civili e politici.

Per essere eletti è necessario ottenere nei primi tre scrutini la maggioranza dei due terzi dei voti (672) mentre dalla quarta votazione basta avere la maggioranza assoluta, ossia il 50% più uno dei voti (505).

Si vota nell’aula della Camera dei Deputati a palazzo Montecitorio e il presidente dell’Assemblea è quello della Camera dei Deputati.

L’elezione avviene a scrutinio segreto, ossia ogni elettore è chiamato a indicare il nome del candidato prescelto su apposita scheda che deve essere inserita nell’urna. Per primi votano i senatori, poi i deputati e infine i delegati regionali.

Lo spoglio delle schede è condotto dal Presidente dell’Assemblea che legge ad alta voce i nomi dei candidati.

Infine alcune curiosità.

Il primato di Presidente della Repubblica più giovane all’epoca dell’elezione è detenuto da Francesco Cossiga, salito al Quirinale all’età di 57 anni. Il più anziano invece è stato Sandro Pertini, divenuto Presidente all’età di 82 anni.

Finora nessuna donna è stata mai eletta Presidente della Repubblica Italiana.

Francesco Cossiga nel 1985 e Carlo Azeglio Ciampi nel 1999 sono stati eletti alla prima votazione, mentre Giovanni Leone, nel 1971, ha dovuto attendere ben 23 scrutinii prima di ricevere l’applauso del Parlamento.

La biografia, gli interventi pubblici e molte notizie relative a tutti i Presidenti della Repubblica eletti dal 1948 ad oggi possono essere letti sul sito del Quirinale.


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1 Commento

  1. Sarebbe bello un articolo sui poteri effettivi e limiti del presidente della repubblica, cosa che la stragrande maggioranza dei cittadini ignora

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