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Inflazione: le previsioni (poco rassicuranti) della Bce

12 Gennaio 2023 | Autore:
Inflazione: le previsioni (poco rassicuranti) della Bce

Secondo la Bce l’inflazione e i prezzi alti si manterranno su un livello elevato per un periodo di tempo ancora prolungato.

Anche il 2023 si prospetta un altro anno in cui sarà necessario fare bene i conti prima di ogni acquisto, in cui difficilmente ci si potrà dare a spese pazze, in cui sarà sempre cosa buona e giusta fare la lista della spesa prima di andare al supermercato per evitare sprechi e in cui i caloriferi saranno tenuti al minimo indispensabile. Insomma: anche nel 2023 l’inflazione peserà pesantemente sul bilancio familiare.

Nel Bollettino economico la Bce evidenzia come «Nella riunione di dicembre 2022 il Consiglio direttivo ha deciso di innalzare i tassi di interesse e prevede ulteriori significativi aumenti perché l’inflazione continua a essere troppo elevata e, secondo le proiezioni, si manterrebbe su un livello superiore all’obiettivo per un periodo di tempo troppo prolungato».

Secondo la stima preliminare dell’Eurostat l’inflazione si è collocata al 10% per cento a novembre, ossia a un livello lievemente inferiore rispetto al 10,6% registrato a ottobre. «Tale calo è riconducibile principalmente all’andamento più moderato della componente energetica» aggiunge la Banca centrale europea, rilevando che «l’inflazione dei beni alimentari e le pressioni di fondo sui prezzi in tutta l’economia si sono rafforzate e si protrarranno per qualche tempo».

In un contesto di eccezionale incertezza, gli esperti dell’Eurosistema hanno rivisto significativamente al rialzo le proiezioni sull’inflazione, che si collocherebbe, in media, all’8,4% nel 2022 per poi scendere al 6,3% nel 2023 e registrare una marcata riduzione in corso d’anno, continua il Bollettino economico.

Secondo le proiezioni, l’inflazione dovrebbe segnare, in media, il 3,4% nel 2024 e il 2,3% nel 2025, mentre l’inflazione al netto della componente energetica e alimentare dovrebbe collocarsi, in media, al 3,9% nel 2022, per poi salire al 4,2% nel 2023 e quindi scendere al 2,8% nel 2024 e al 2,4 nel 2025.

«Rispetto alle proiezioni dello scorso settembre, l’inflazione complessiva è stata oggetto di una revisione al rialzo considerevole per il 2022, il 2023 e il 2024 (rispettivamente pari a 0,3, 0,8 e 1,1 punti percentuali) riflettendo dati recenti non corrispondenti alle attese, una rivalutazione dell’intensità e della persistenza delle pressioni inflazionistiche e della loro trasmissione, la più vigorosa dinamica salariale e i rincari delle materie prime alimentari» continua  la Bce.

«È importante rilevare – aggiunge – che le nuove misure di bilancio decise dopo l’esercizio previsivo di settembre 2022, per lo più volte a ridurre gli aumenti dei prezzi dell’energia nel 2023, agiscono da freno sulla revisione al rialzo dell’inflazione nel 2023 ma contribuiscono considerevolmente alla correzione verso l’alto nel 2024 in un contesto in cui si prefigura la scadenza di molti di questi provvedimenti».



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