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Voto ai fuori sede: la proposta approda in Parlamento

12 Gennaio 2023 | Autore:
Voto ai fuori sede: la proposta approda in Parlamento

Il Pd ha presentato un’iniziativa per consentire il voto ai fuori sede tramite il sistema del voto anticipato presidiato.

Quello dei fuori sede e della difficoltà che ad ogni votazione riscontrano per poter godere del proprio diritto al voto è un tema ricorrente, che torna solitamente a farsi sentire in prossimità del voto, quando è ormai troppo tardi per trovare una soluzione. Per questo, con estremo anticipo, il Partito Democratico ha proposto una Pdl e un Ddl, presentati in contemporanea alla Camera e al Senato, «per rimuovere gli ostacoli che rendono difficile la partecipazione politica, come dice la Costituzione». L’obiettivo è quello di consentire il voto ai fuorisede, tramite il sistema del voto anticipato presidiato.

«Una iniziativa sostenuta da tutto il Pd, a dimostrazione di una volontà politica di tutto il partito, che ha raccolto una domanda che viene dal basso», ha spiegato il senatore dem Andrea Giorgis in una conferenza stampa alla Camera cui hanno preso parte anche i rappresentati del comitato ‘Voto dove vivo’.

«Un testo molto semplice che muove da una idea, nella Costituzione è scritto che compito della Repubblica è quello di rimuovere tutti gli ostacoli che impediscono l’esercizio dei diritti fondamentali. Noi, anche sul terreno dei diritti politici, abbiamo preso sul serio l’articolo 3 della Costituzione e abbiamo cercato di trovare una soluzione», ha aggiunto Giorgis.

«Il collettivo ‘Voto dove vivo’ ha dimostrato che c’era una esigenza forte. Già nella scorsa legislatura avevamo cercato di intervenire con un fronte largo, eravamo a un passo dalla soluzione ma poi non è stato possibile -ha detto la deputata dem Chiara Gribaudo-. Anche altre forze politiche hanno presentato questa Pdl e noi cercheremo di coinvolgere tutti, perchè è il risultato che a noi interessa».

La Gribaudo, tra l’altro, ha sottolineato: «Si tratta di 5 milioni di persone che devono avere cittadinanza, è il 12% circa dell’elettorato. Per questo abbiamo chiesto che la Pdl venga calendarizzata già da febbraio». La legge prevede, all’articolo 1, la fattispecie di «coloro che, per motivi di studio, di lavoro o di cura, hanno temporaneamente domicilio in un comune situato in una regione diversa da quella in cui si trova il comune nelle cui liste elettorali risultano iscritti possono esercitare il diritto di voto nel comune in cui sono domiciliati».

Quindi, «gli elettori che intendono avvalersi della possibilità di esercitare il diritto di voto, ai sensi del comma 1, in un comune diverso da quello di residenza devono presentare domanda per via telematica, tramite identificazione mediante il sistema pubblico per la gestione dell’identità digitale di cittadini e imprese (SPID), almeno quarantacinque giorni prima della data prevista per lo svolgimento della votazione».



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