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Quando la moglie perde il diritto al mantenimento?

13 Gennaio 2023 | Autore:
Quando la moglie perde il diritto al mantenimento?

Tutti i casi in cui non sono più dovuti gli alimenti all’ex coniuge. 

Un nostro lettore ci chiede: quando la moglie perde il diritto al mantenimento? Ci sono una serie di condizioni che, anche a seguito della sentenza della Cassazione a Sezioni Unite emessa nel 2018, è necessario rispettare per ottenere gli alimenti in caso di separazione e divorzio: condizioni che, di certo, sono divenute molto più restrittive rispetto al passato quando bastava la semplice disparità economica tra coniugi per far scattare tale diritto. Elenchiamole dunque qui di seguito in modo schematico.

Parità di redditi

Il primo presupposto per ottenere l’assegno di mantenimento è una sostanziale disparità economica tra i due ex coniugi. Ragion per cui la moglie che abbia lo stesso reddito del marito o che, come questi, è disoccupata non può chiedere il mantenimento.

Addebito

Il secondo presupposto per ottenere il mantenimento è non aver violato i doveri del matrimonio, ossia non aver subito il cosiddetto “addebito” nel corso del giudizio di separazione o divorzio. E ciò succede ad esempio in caso di tradimento, violenze, abbandono del tetto coniugale. 

La moglie separata con addebito non ha quindi diritto agli alimenti.

Potenzialità economiche

Può ottenere il mantenimento l’ex moglie che abbia perso ogni potenzialità reddituale a causa dell’età o dello stato di salute. Nel primo caso, si ritiene che una donna con meno di 40 anni possa comunque reimpiegassi nel mondo del lavoro e debba provare a farlo, altrimenti perde l’assegno di mantenimento che magari, in prima istanza, il giudice potrebbe averle riconosciuto. A quel punto, al marito spetterà proporre, in un momento successivo, un giudizio di revisione delle condizioni di divorzio facendo notare che la donna, benché giovane e in salute, non si sta dando da fare per cercare un’occupazione.

I giudici sono sempre più propensi a negare il mantenimento alle donne giovani, specie quando il matrimonio è durato poco. 

Dimissioni volontarie

Non è possibile riconoscere gli alimenti all’ex moglie che si sia dimessa volontariamente dal lavoro al solo scopo di farsi mantenere dal marito. Al contrario, alcune sentenze stabiliscono che la donna che lavora part-time, prima di chiedere il mantenimento al marito, dovrebbe provare a chiedere al proprio datore di lavoro un’estensione del contratto in full-time. 

Mancanza di volontà di lavorare

Le Sezioni Unite della Cassazione hanno stabilito che la donna che abbia rinunciato alla propria carriera per badare alla casa, alla famiglia e ai figli ha sempre diritto al mantenimento. Ciò però a patto che tale scelta sia stata condivisa col marito. Sicché, se la donna non ha mai voluto lavorare per propria volontà, allora non potrà chiedere il mantenimento.

Moglie che va a convivere stabilmente

La donna che, dopo separata, inizia una convivenza stabile con un altro uomo, basata sugli stessi presupposti di una famiglia di fatto – e quindi sulla solidarietà reciproca anche in tema di contribuzione alle spese familiari (si pensi al pagamento delle bollette o al sostenimento dei costi per la ristrutturazione della casa) – perde il diritto all’assegno di mantenimento che il giudice le aveva precedentemente riconosciuto. 

Attenzione però: secondo le Sezioni Unite della Cassazione, l’assegno permane se la donna, pur convivendo con un altro uomo, nel corso dell’unione coniugale abbia sacrificato la propria carriera perdendo ogni legame con il mondo del lavoro.

Sopravvenuta disabilità o disoccupazione o pensionamento del marito

L’assegno di mantenimento, abbiamo detto, è dovuto solo se c’è una disparità di reddito e sempre che il coniuge obbligato possa sostenere tale spesa. Per cui se le condizioni economiche di quest’ultimo mutino sostanzialmente rispetto a quando è stata emessa la sentenza di divorzio – come nel caso di sopravvenuta disoccupazione, pensionamento o malattia invalidante – allora è possibile promuovere un giudizio di revisione delle condizioni di divorzio e chiedere la cancellazione dell’assegno periodico in favore della moglie. 



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