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Come si potrebbe abbassare il costo dei carburanti

13 Gennaio 2023 | Autore:
Come si potrebbe abbassare il costo dei carburanti

Le associazioni dei consumatori hanno presentato al ministro delle Imprese, Adolfo Urso, alcune proposte per contrastare il caro carburanti.

Continua ad essere elevata l’attenzione sul tema de costo dei carburanti, schizzati alle stelle dal 1° gennaio 2023, quando è scaduto lo sconto sulle accise ed è ricominciato il rincaro. Nonostante il Governo abbia ripetutamente affermato di non avere disponibilità economica per prorogare lo sconto inserito dall’Esecutivo Draghi, ci sono alcune opzioni che potrebbero essere vagliate per ottenere dei prezzi inferiori di gasolio e benzina.

«Riduzione del carico eccessivo delle accise e lotta alla speculazione oltre che interventi per assicurare l’adozione di regole più efficaci per contenere i rialzi dei prezzi». Sono queste le richieste che le 15 Associazioni di consumatori hanno presentato nel corso dell’incontro con il Ministro delle Imprese Adolfo Urso sul caro prezzi.

«L’aumento del prezzo dei carburanti continua a pesare sulle condizioni economiche di centinaia di migliaia di famiglie. Un rialzo dei prezzi che continua ad essere principalmente dovuto al peso di accise, iva e imposte regionali, dalla volatilità del mercato, fortemente condizionato dal contesto internazionale, e dalla mancanza di regole e di sistemi di controllo efficaci», spiegano in un comunicato congiunto le Associazioni di Consumatori Udicon, Adoc, Adusbef, Adiconsum, Associazione Utenti Dei Servizi Radiotelevisivi, Assoutenti, Ctcu, Casa del Consumatore, Cittadinanzattiva, Codici, Confconsumatori, Federconsumatori, Lega Consumatori, Movimento Consumatori, Movimento Difesa Del Cittadino.

«La tassazione, che in Italia è tra le più alte d’Europa, meriterebbe di essere riformulata all’interno dell’annunciata riforma fiscale. In particolare abbiamo chiesto al Ministro di ridurre il carico eccessivo delle accise introducendo un’accisa mobile capace di ridimensionarsi proporzionalmente all’andamento delle quotazioni e dei prezzi. Inoltre, sempre nell’ambito della tassazione, abbiamo chiesto la riduzione dell’aliquota Iva, disaccoppiandola dal carico delle accise. Lo scorporo delle accise è un provvedimento a cui teniamo e che reputiamo fondamentale in questa fase emergenziale perché permetterebbe di compensare le difficoltà che stanno incontrando le fasce più deboli e i redditi fissi, impossibilitati a detrarre dal proprio reddito l’Iva pagata sui carburanti. In alternativa abbiamo proposto la sterilizzazione dell’Iva, anche in forma parziale per dare respiro ai consumatori», hanno proseguito le Associazioni.

Quanto ai fenomeni speculativi, si legge ancora nella nota, «il Governo ha adottato diverse misure di verifica e di trasparenza nel processo di vendita». In particolare le associazioni hanno richiesto di potenziare le attività di ispezione e di controllo, dotando il Garante Prezzi di maggiori poteri e risorse, con il compito di promuovere e coordinare gli Osservatori territoriali presso le Prefetture, avvalendosi anche della rete delle Associazioni dei Consumatori e delle Camere di Commercio e del supporto della GdF e delle Autorità Garanti del Mercato e di Settore.

«L’intervento dello Stato deve assicurare l’adozione di un sistema di regole più efficace, capace di contenere gli effetti negativi dell’andamento dei prezzi al consumo a partire dalla tassazione degli extraprofitti, nazionali e internazionali, che preveda anche un accordo sottoscritto dagli Stati sul modello dei grandi colossi. Ci auguriamo che queste richieste siano prese in seria considerazione dal Governo», auspicano i consumatori che apprezzano «gli sforzi fatti fino ad oggi ma c’è ancora tanto su cui lavorare».

«Il Ministro infatti, conclude la nota, ha dimostrato sensibilità e attenzione alle nostre istanze. Affrontiamo un periodo delicato per le condizioni economiche delle famiglie che ci costringe a riflettere e a chiedere provvedimenti immediati a difesa del potere di acquisto delle famiglie che risolvano una crisi che per i consumatori sembra non avere fine».



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