Questo sito contribuisce alla audience di
Diritto e Fisco | Articoli

Come opporsi a un fermo amministrativo?

16 Gennaio 2023 | Autore:
Come opporsi a un fermo amministrativo?

Termini e condizioni per fare ricorso contro il fermo auto a seguito di una cartella esattoriale.

Quando non si paga una cartella esattoriale si rischia il fermo auto. Ci sono dei termini minimi e massimi entro cui è possibile iscrivere il fermo la cui violazione implica la nullità del fermo stesso. Vedremo, qui di seguito, come opporsi a un fermo amministrativo, entro quanto tempo lo si può fare, quali sono i motivi di contestazione e presso quale giudice va proposto il ricorso. Ma procediamo con ordine.

Quando arriva il fermo amministrativo?

Il fermo auto può arrivare solo quando non si paga una cartella esattoriale. Non può quindi dipendere da debiti diversi, come quelli con finanziarie, banche, società fornitrici di utenze domestiche e altri creditori privati.

Il fermo dunque può dipendente dal mancato pagamento di tasse e imposte, da sanzioni amministrative, penali o tributarie, da multe stradali. Ragion per cui a disporre il fermo può essere solo l’Agente per la Riscossione esattoriale ossia: Agenzia Entrate Riscossione, per le imposte dovute allo Stato; per le imposte dovute agli enti locali, le società private con cui gli enti hanno stipulato apposita convenzione.

Non è possibile disporre il fermo auto se prima non viene notificata la cartella e, prima di questa, l’atto di accertamento fiscale o di contestazione dell’infrazione. 

Dalla notifica della cartella devono decorrere almeno 60 giorni per dare il tempo al contribuente di pagare o di chiedere la rateazione (che impedisce il fermo).

Dal sessantunesimo giorno in poi è, in teoria, possibile attivare la procedura di iscrizione del fermo, sebbene a volte l’agente per la riscossione lasci decorrere mesi, se non anni.

Prima tuttavia di iscrivere il fermo, l’Esattore deve notificare al contribuente il preavviso di fermo dandogli 30 giorni di tempo per pagare o per chiedere una dilazione di pagamento.

Chi non può subire il fermo?

Non può subire il fermo amministrativo chi è titolare di un’auto acquistata con i benefici della legge 104 del 1992. Si tratta cioè delle auto destinate al trasporto dei disabili.

Inoltre non può subire il fermo chi riesce a dimostrare che il veicolo è indispensabile per l’esercizio dell’attività professionale o imprenditoriale. Si deve dunque trattare di un mezzo strumentale all’attività lavorativa e non semplicemente destinato al trasporto personale. Ragion per cui deve essere iscritto nel registro dei beni ammortizzabili. È pertanto da escludere la possibilità che un lavoratore dipendente – per quanto utilizzi l’auto per andare al lavoro – possa avvalersi di questo beneficio. 

Chi intende evitare il fermo sul veicolo aziendale o destinato alla professione deve farlo presente all’Agente di riscossione non appena riceve il preavviso di fermo (ossia nei 30 giorni di tempo che gli vengono dati dal preavviso medesimo). Tuttavia, secondo un’altra interpretazione, tale possibilità non trova termini di decadenza e può quindi essere fatta valere in qualsiasi momento, anche a fermo già iscritto. 

Quando opporsi al fermo amministrativo? 

Ci sono varie ragioni che possono consentire di opporsi al fermo amministrativo. 

La prima è quella relativa a un difetto del procedimento. Ciò succede, ad esempio, quando il fermo viene iscritto in assenza del preavviso di fermo o senza che sia stata regolarmente notificata la cartella esattoriale.

Un altro tipico motivo di contestazione è la prescrizione della pretesa del creditore. Ricordiamo che: 

  • se il fermo si riferisce a multe stradali o ad altre sanzioni amministrative, la prescrizione è di 5 anni;
  • se il fermo si riferisce a imposte dovute al Comune, come Imu e Tari, la prescrizione è di 5 anni;
  • se il fermo si riferisce a imposte dovute allo Stato (Iva, Irpef, bollo, ecc.), la prescrizione è di 10 anni;
  • se il fermo si riferisce al bollo auto, la prescrizione è di 5 anni;
  • se il fermo si riferisce a contributi Inps o Inail, la prescrizione è di 5 anni.

Ci si può opporre al fermo se il pagamento che ha dato origine a tale misura è stato già effettuato o quando è stato sospeso su ricorso al giudice.

Come e entro quanto tempo opporsi al fermo?

Tutte le volte in cui il fermo ha ad oggetto la prescrizione del debito o la mancata notifica della cartella esattoriale, l’opposizione al fermo può essere fatta senza limiti di tempo. Si tratta infatti di un’opposizione all’esecuzione che, ai sensi dell’articolo 615 del codice di procedura civile, può essere proposta senza rispetto di termini di decadenza. Questo è l’orientamento della Cassazione [1].

Quanto alla competenza del giudice, il riparto della giurisdizione segue queste regole:

  • l’opposizione al fermo per multe stradali va proposta al Giudice di pace;
  • l’opposizione al fermo per imposte e tributi va proposta alla Corte di Giustizia Tributaria di primo grado;
  • l’opposizione al fermo per contributi Inps e Inail va proposta al Tribunale ordinario, sezione lavoro e previdenza. 

note

[1] Cass. sent. n. 36728/2022. L’opposizione al fermo amministrativo deve essere considerata recuperatoria quando contesta i presupposti della formazione del titolo esecutivo: in tal caso deve essere proposte nelle forme e nei modi indicati dagli articoli 6 e 7 del dlgs 150/11; ha invece natura preventiva, ai sensi dell’articolo 615 Cpc, quando sono contesti fatti impeditivi, modificativi o estintivi del credito sopravvenuti alla formazione del titolo esecutivo. Nella specie non si contesta solo la decadenza ex articolo 201 Cds che si può invocare solo con l’impugnazione ex articoli 7 dlgs 150/11 e 204 bis Cds, ma anche la prescrizione della sanzione per il decorso del termine di cinque anni dall’illecito contestato ex articoli 209 Cds e 28 della legge 689/81: ecco perché l’inquadramento corretto è opposizione all’esecuzione ex articolo 615 Cpc. L’opposizione proposta ha natura di ordinaria azione di accertamento negativo della pretesa creditoria vantata dalla pubblica amministrazione: segue quindi le regole generali del rito ordinario di cognizione e risulta impugnabile nei limiti dei termini generali di prescrizione dell’azione.

Autore immagine: depositphotos


Sostieni laleggepertutti.it

Non dare per scontata la nostra esistenza. Se puoi accedere gratuitamente a queste informazioni è perché ci sono uomini, non macchine, che lavorano per te ogni giorno. Le recenti crisi hanno tuttavia affossato l’editoria online. Anche noi, con grossi sacrifici, portiamo avanti questo progetto per garantire a tutti un’informazione giuridica indipendente e trasparente. Ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di andare avanti e non chiudere come stanno facendo già numerosi siti. Se ci troverai domani online sarà anche merito tuo.Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube