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Come ottenere un provvedimento cautelare in un arbitrato

16 Gennaio 2023 | Autore:
Come ottenere un provvedimento cautelare in un arbitrato

Sequestri e provvedimenti d’urgenza nel corso dell’arbitrato: la procedura, la richiesta, i presupposti, l’esecuzione forzata. 

La riforma del processo civile del 2022 [1] consente di ottenere un provvedimento cautelare in un arbitrato, potere questo che, sino ad oggi, era riservato al solo giudice ordinario. 

Si tratta di una tutela ulteriore per le parti che decidono di sottrarre la controversia alla giurisdizione dello Stato, rendendo molto più appetibile la “giustizia privata”. 

Cerchiamo di comprendere, più nel dettaglio, qual è la nuova procedura, quando l’arbitro può emettere provvedimenti cautelari e quali sono le novità introdotte nel codice di procedura civile.

Cos’è un provvedimento cautelare?

Spesso i tempi per decidere una causa sono talmente lunghi da compromettere – o addirittura aggravare – l’effettiva tutela della parte in causa che assume aver subito una lesione dei propri diritti. Pertanto a quest’ultima è consentito ricorrere al giudice per chiedere la concessione di una misura cautelare. Il provvedimento cautelare può avere due finalità:

  • anticipare alcuni o tutti gli effetti della sentenza assicurando in tempi brevi e anticipati, un risultato pratico analogo (misure anticipatorie);
  • conservare integra la situazione di fatto o di diritto esistente al momento della loro pronuncia, in attesa della definizione del giudizio di merito (misure conservative).

Ecco alcuni esempi di misure cautelari:

  • sequestro giudiziario: serve per consentire la conservazione o la gestione di mezzi di prova da utilizzare nel processo o di un bene la cui proprietà (o il possesso) è controversa;
  • sequestro conservativo: serve per conservare la garanzia di un credito, evitando ad esempio che il presunto debitore possa cedere un immobile o una parte del proprio patrimonio;
  • provvedimento d’urgenza ex art. 700 cod. proc. civ.: serve per evitare il rischio di un danno imminente e irreparabile a un diritto quando non è prevista un’altra misura cautelare tipica;
  • denuncia di nuova opera o di danno temuto: serve per prevenire o arrestare il danno derivante da una nuova opera di un terzo o da un edificio oppure da qualsiasi altra cosa su un bene dell’istante;
  • istruzione preventiva: serve per acquisire una prova che corre il rischio di non poter più essere raccolta oppure per accertare lo stato di luoghi oppure la qualità o quantità di cose.

Come ottenere un provvedimento cautelare?

Nel processo ordinario, quello cioè dinanzi al giudice, per ottenere un provvedimento cautelare è necessario dimostrare due elementi:

  • la verosimile e probabile esistenza del diritto che vuole tutelare in attesa del futuro eventuale accertamento nella causa di merito (è il cosiddetto fumus boni iuris);
  • il rischio che, se la misura non venisse concessa, il diritto da tutelare possa subire un pregiudizio (è il cosiddetto periculum in mora).

Il provvedimento cautelare nell’arbitrato  

Dal 1° marzo 2023, anche l’arbitro assume il potere cautelare. Ciò gli consente di pronunciare, nel corso del procedimento arbitrale, provvedimenti anticipati rispetto alla decisione finale. 

Ma come chiedere un provvedimento cautelare a un arbitro nel corso dell’arbitrato? È innanzitutto necessario che la previsione di tale potere sia stata prevista inizialmente dalle parti nella convenzione di arbitrato, ossia nella clausola compromissoria o nel compromesso, oppure con un atto scritto separato e anteriore all’inizio del giudizio (articolo 818, Codice di procedura civile).

L’arbitro emette il provvedimento cautelare con la forma dell’ordinanza. Contro tale provvedimento è possibile presentare reclamo alla Corte d’appello del distretto della sede dell’arbitrato.

Procedura per chiedere un provvedimento cautelare a un arbitro

A seconda del momento in cui viene chiesto il provvedimento cautelare, la procedura è diversa.

Se il provvedimento cautelare è richiesto prima dell’accettazione dell’arbitro unico o della costituzione del collegio arbitrale, la domanda cautelare si propone al giudice che sarebbe competente a conoscere della causa, se non vi fosse stato l’accordo d’arbitrato.

Se invece la richiesta avviene successivamente, la stessa va presentata agli arbitri stessi. 

La procedura per chiedere un provvedimento cautelare in un arbitrato è simile a quella prevista dal codice di procedura civile dinanzi all’autorità giudiziaria (articoli 669-terdecies del Codice di procedura civile). Pertanto, ai fini dell’ammissibilità del cautelare, è necessario dimostrare i due presupposti che abbiamo elencato sopra: il fumus boni iuris e il periculum in mora.

Tuttavia, a differenza di quanto previsto per il cautelare del giudice, con il reclamo si possono contestare solo la violazione dell’ordine pubblico o delle regole procedurali che comportano normalmente la nullità di un lodo e non la violazione di legge o gli errori sul fatto. Nella pratica, dovrebbero quindi essere rarissimi i casi di accoglimento di un reclamo contro un’ordinanza cautelare arbitrale.

Come attuare il provvedimento cautelare nell’arbitrato

Le maggiori difficoltà si pongono in tema di attuazione dei provvedimenti cautelari dell’arbitro. Quest’ultimo, infatti, a differenza del giudice ordinario, non è dotato di poteri coercitivi. Pertanto l’attuazione del provvedimento cautelare è affidata al tribunale nel cui circondario ha sede l’arbitrato o, se all’estero, del luogo ove la misura deve essere eseguita. L’attuazione dunque si svolge sotto il controllo del tribunale nel cui circondario è la sede dell’arbitrato o, se la sede dell’arbitrato non è in Italia, il tribunale del luogo in cui la misura cautelare deve essere attuata.

Il tribunale è competente ad assumere ogni provvedimento attuativo opportuno e si osservano le norme che rinviano all’esecuzione per consegna o rilascio in caso di sequestro o al pignoramento in caso di misure su somme di denaro; negli altri casi (consegna, rilascio, fare, non fare) è il tribunale che determina le modalità di attuazione.


note

[1] D.lgs. n. 149/2022.


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