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Sgravi fiscali: ecco chi conviene assumere nel 2023

16 Gennaio 2023 | Autore:
Sgravi fiscali: ecco chi conviene assumere nel 2023

Il Governo Meloni ha prorogato e ampliato gli sgravi fiscali per chi assume under 36, donne svantaggiate e percettori del reddito di cittadinanza.

Assumere a tempo indeterminato o stabilizzare donne svantaggiate, under 36 o percettori del reddito di cittadinanza potrebbe essere un grande vantaggio per le aziende nel 2023: grazie agli incentivi statali prorogati e rinforzati dal Governo Meloni, infatti, assumere queste categorie porta un vantaggio economico non indifferente all’azienda.

La Legge di Bilancio 2023 approvata a dicembre ha portato da 6 a 8mila euro annuali l’importo massimo degli sconti che possono essere riconosciuti ai datori di lavoro che assumono giovani under 36. Il bonus era stato introdotto per la prima volta dal 1° gennaio 2018 prevedendo uno sgravio dei contributi pari al 50% del dovuto per i datori di lavoro che assumevano a tempo indeterminato giovani fino a 35 anni per un massimo di 3mila euro all’anno. Nell’arco del biennio 2021-2022 il Governo aveva alzato la soglia fino a 6mila euro, che ora è stata ulteriormente innalzata fino a 8mila.

Per il 2023 i datori di lavoro che assumono lavoratori fino a 36 anni d’età, che non siano mai stati titolari di un contratto di lavoro a tempo indeterminato, potranno godere dello sgravio fino a 36 mesi dall’assunzione che, se avviene nelle regioni del Sud Italia, diventano 48. Lo sgravio sarà pari al 100% dei contributi dovuti per un massimo di 8mila euro all’anno.

È stato inoltre ampliata anche la platea del lavoratori che possono portare questo beneficio all’azienda: oltre agli under 36, gli sgravi verranno applicati anche per chiunque assumerà donne svantaggiate, da intendersi quali lavoratrici disoccupate da 24 mesi (che possono essere 12 se hanno almeno 50 anni), oppure residenti nel Sud Italia o impiegate in settori con forte disparità occupazionale di genere.  Questa seconda opzione era già stata prevista nel 2012 dalla Legge Fornero, che aveva disposto lo sgravio del 50% dei contributi dovuti, portato al 100% dal 2021 (per un massimo sempre fissato a 6mila euro), ora fino a 8mila euro all’anno.  In questo caso l’azienda avrà diritto all’esonero solo se l’assunzione comporterà un incremento occupazionale. Lo sgravio durerà 12 mesi per i contratti a tempo determinato, 18 per quelli a tempo indeterminato o nel caso in cui il rapporto sia stato stabilizzato partendo da un precedente contratto a termine.

Una terza categoria di persone che può risultare appetibile assumere grazie agli sgravi fiscali è quella dei percettori del reddito di cittadinanza: anche per loro è previsto un sostanzioso risparmio in termini di contributi che il datore di lavoro non dovrà versare.

Per finanziare questi incentivi all’assunzione, che non possono essere cumulabili tra loro, lo Stato ha messo a disposizione sette miliardi di euro nel 2021, ottenendo in questo modo che un’assunzione su quattro riguardasse le categorie sopracitate.

Secondo quanto emerge dalle elaborazioni effettuate dalla fondazione studi dei consulenti del Lavoro per Il Sole 24 Ore, gli sgravi messi in campo dal Governo potrebbero portare all’azienda un risparmio compreso tra i 407 e i 600 euro mensili per ciascun lavoratore, a seconda dei diversi ambiti lavorativi. Per fare un paio di esempi pratici, essendo praticamente azzerata la spesa relativa ai contributi previdenziali per i lavoratori delle categorie interessate, un operaio metalmeccanico potrebbe costare all’azienda 1.50 euro al posto che 2.631, oppure un impiegato del commercio costerebbe 1.933 euro al posto che 2.463.



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