Questo sito contribuisce alla audience di
Diritto e Fisco | Articoli

Come evitare un processo di divorzio lungo e costoso

16 Gennaio 2023 | Autore:
Come evitare un processo di divorzio lungo e costoso

Suggerimenti per affrontare una causa di separazione o divorzio senza spendere molto. 

Spesso le cause di separazione e divorzio sono lunghe e costose. E ciò perché gli ex coniugi, quando non riescono a trovare un accordo bonario che ponga fine al matrimonio, portano avanti una battaglia di principi, alimentata più dalle ferite sentimentali che da veri e propri interessi economici. Tuttavia, molte delle contese in giudizio potrebbero essere risolte con l’intervento di un mediatore familiare o, semplicemente, con il buon senso. 

Anche gli avvocati finiscono per recitare il ruolo di strenui e intransigenti difensori del proprio assistito, per assecondarne la sete di giustizia, benché spesso siano consci dell’inutilità di certe pretese. E questo perché, nella prospettiva della parte, vi è solo la vittoria incondizionata e non l’accordo. L’avvocato che spinge per una mediazione viene mal visto e perde il cliente.  

Questa premessa è d’obbligo se – al di là delle situazioni estreme, in presenza cioè di coniugi che vorrebbero sottrarsi completamente ai propri doveri – si vuole evitare un processo di divorzio lungo e costoso. Esistono infatti diversi modi per potersi dire addio senza dar fondo al portafogli. Ma procediamo con ordine.

Come si divorzia

Per separarsi e divorziare ci sono due modi: 

  • uno bonario, ossia in via consensuale, con un accordo stretto tra i coniugi;
  • uno giudiziale, ossia con l’intervento del giudice che, nel corso di una vera e propria causa, analizza le richieste delle parti, le prove da queste prodotte e prende una decisione sul conflitto.

Le procedure sono sostanzialmente identiche sia per la separazione che per il divorzio.

La separazione o il divorzio consensuale o congiunto può avvenire innanzitutto dinanzi al giudice stesso che, in una sola udienza, ratifica l’accordo precedentemente stilato dagli avvocati dei coniugi. 

Le coppie che non hanno figli minori, portatori di grave handicap o maggiorenni non ancora autosufficienti possono anche divorziare con una richiesta al Comune, senza quindi necessità di pagare un avvocato e ricorrere al tribunale.

Un terzo modo è la stipula di un accordo, alla presenza dei rispettivi avvocati, chiamato negoziazione assistita. L’accordo – il cui contenuto viene ovviamente concordato dai coniugi – viene poi depositato in tribunale e acquista l’efficacia di una sentenza.

La separazione o il divorzio giudiziale avviene invece solo in tribunale, dinanzi al giudice al quale uno dei due coniugi – non trovando l’accordo con l’altro – si sia rivolto per ottenere lo scioglimento del matrimonio. Si instaura una vera e propria causa. Le parti “si fanno guerra” con i propri avvocati: ciascuna presenta le proprie richieste, le prove e le difese alle deduzioni dell’avversario. Si tratta di un procedimento lungo, a volte della durata di più anni. 

Se la separazione è avvenuta in via consensuale, il divorzio può anche essere giudiziale o viceversa. 

In caso di separazione consensuale, il divorzio può essere richiesto dopo 6 mesi. Se la separazione è stata invece giudiziale, il divorzio può avvenire non prima di 1 anno.

Come risparmiare sul divorzio: il divorzio congiunto

Sicuramente il modo migliore per risparmiare sul divorzio è di avviare una procedura consensuale: trovare cioè un accordo tra le parti che poi deve essere siglato dinanzi al giudice. È un metodo economico visto che l’onorario degli avvocati è decisamente più ridotto rispetto a un divorzio giudiziale (che richiede maggior tempo e impegno).

Per ridurre i costi, gli ex coniugi possono anche farsi assistere da un unico difensore che difende le posizioni di entrambi, dividendo poi la relativa parcella. 

Ma quanto costa un divorzio consensuale? Oltre alle tasse da versare allo Stato (il cosiddetto contributo unificato) pari a 43 euro, c’è la tariffa dell’avvocato che può essere liberamente concordata. Gli importi variano in base alle città e al professionista: si va da un minimo di 500 euro a un massimo di 1.500 euro.

Attenzione però: non si può avere la botte piena e la moglie ubriaca. Se si vuole calcolare la strada del divorzio consensuale è necessario trovare un accordo. E l’accordo, per definizione, implica una parziale rinuncia alle rispettive pretese. Non si può quindi pretendere una conciliazione senza accettare, anche in minima parte, le altrui richieste. Insomma, per il divorzio congiunto è necessario venirsi incontro. E siccome spesso le parti non hanno la capacità per farlo, possono lasciar parlare, in propria vece, i rispettivi avvocati. Oppure ci si può rivolgere a un mediatore familiare che ha proprio il compito di trovare la giusta soluzione alla crisi familiare. 

Il più delle volte l’accordo fa bene non solo al portafogli ma anche ai successivi rapporti tra le parti e, in particolare, ai figli, in presenza dei quali gli ex coniugi dovranno continuare a relazionarsi anche dopo il distacco (ad esempio per decidere il calendario di visite e per le spese straordinarie da rimborsare, per le decisioni relative a viaggi e università, ecc.).

Come risparmiare sul divorzio in Comune

I coniugi possono anche divorziare in Comune, benché si siano separati in tribunale. Non è necessario un avvocato. Bisogna solo recarsi all’ufficio anagrafe e prendere un appuntamento con l’ufficiale di Stato civile che redigerà l’atto. La procedura è gratuita. L’accordo può prevedere la corresponsione di un assegno di mantenimento, ma non anche il trasferimento di beni mobili o immobili (per il quale sarà necessario un ulteriore e distinto atto).

Si può divorziare in Comune solo se la coppia non ha figli minori, maggiorenni non autosufficienti (o sotto i 35 anni) o comunque portatori di handicap. 

Come risparmiare sul divorzio giudiziale

Se i coniugi non trovano l’accordo, non resta che fare la causa. È la cosiddetta procedura del divorzio giudiziale. 

In questa sede nulla toglie che si possa trovare quantomeno un accordo su alcuni punti (come la collocazione dei figli presso uno dei due genitori, il loro affidamento, il calendario delle visite) e discutere invece sugli altri (ad esempio l’assegno divorzile, l’assegnazione della casa, l’addebito, ecc.).

Spesso le parti commettono dei gravi errori procrastinando un giudizio inutile. Ciò succede quando ad esempio si chiede l’affidamento esclusivo dei figli, pur dinanzi a situazioni che non lo consentirebbero. Ricordiamo che l’affidamento congiunto è la regola cui si può derogare solo in ipotesi di particolare gravità, ossia incapacità e pericolosità di uno dei due genitori. 

Un altro aspetto che allunga a volte inutilmente il giudizio è la richiesta di addebito a carico del coniuge economicamente più forte. L’eventuale accertamento delle sue responsabilità nei confronti dell’ex (si pensi a un tradimento) non cambia le carte in tavola: questi sarà infatti tenuto comunque a mantenere l’altro coniuge per via della differenza del reddito e non già per aver violato le regole del matrimonio. Così il marito più ricco della moglie che l’abbia tradita non dovrà, solo per ciò, versarle un assegno più elevato. Al contrario, se dovesse risultare che il coniuge più povero ha determinato colpevolmente la crisi del matrimonio (ad esempio andando via di casa o compiendo adulterio), allora sì che avrà ragione d’essere avanzata la richiesta di addebito: chi infatti subisce l’addebito perde il diritto al mantenimento. 

Quanto infine all’assegno di mantenimento, a volte esigere un importo troppo elevato è del tutto inutile se le condizioni dell’altro non lo consentono. E spesso ci si ritrova con un importo di poco superiore rispetto a quello che l’ex aveva offerto.

Ma quanto costa un divorzio giudiziale? Oltre alle tasse (93 euro) c’è la parcella dell’avvocato che può arrivare anche a 5.000 euro. L’unica strada per risparmiare – ma solo per chi ha un reddito non superiore a circa mille euro al mese – è di accedere al gratuito patrocinio. 



Sostieni laleggepertutti.it

Non dare per scontata la nostra esistenza. Se puoi accedere gratuitamente a queste informazioni è perché ci sono uomini, non macchine, che lavorano per te ogni giorno. Le recenti crisi hanno tuttavia affossato l’editoria online. Anche noi, con grossi sacrifici, portiamo avanti questo progetto per garantire a tutti un’informazione giuridica indipendente e trasparente. Ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di andare avanti e non chiudere come stanno facendo già numerosi siti. Se ci troverai domani online sarà anche merito tuo.Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube