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I bonus messi in campo contro il caro-carburanti

16 Gennaio 2023 | Autore:
I bonus messi in campo contro il caro-carburanti

Bonus carburante di 200 euro, buono per l’acquisto di abbonamenti per i mezzi pubblici, maggior controllo: ecco come il Governo vorrebbe aiutare i cittadini.

La scelta adottata dal Governo di tagliare lo sconto sulle accise dei carburanti non solo non è piaciuta praticamente a nessuno, ma nonostante i giorni passino continua ad essere al centro delle polemiche politiche, tanto che l’Esecutivo ora sta cercando in tutti i modi di arginare i danni.

Nonostante di fondi per stanziare una proroga dello sconto non ce ne siano, con il nuovo decreto sulla trasparenza dei prezzi dei carburanti pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Governo sta cercando, quantomeno, di evitare speculazioni illecite sul costo della benzina, nella speranza – probabilmente vana – che questo per il momento basti.

Per aiutare i lavoratori che quotidianamente utilizzano l’auto per andare e tornare dal lavoro torna il bonus carburante di 200 euro per i dipendenti del settore privato. Lo prevede il dl sulla trasparenza dei prezzi pubblicato oggi sulla Gazzetta ufficiale e che è entrato ufficialmente in vigore a partire dal 15 gennaio 2023. Il bonus è per l’acquisto di carburanti ceduti dai datori di lavoro privati ai lavoratori dipendenti, nel periodo dal 1° gennaio 2023 al 31 dicembre 2023. «Il valore dei buoni benzina o di analoghi titoli per l’acquisto di carburanti ceduti dai datori di lavoro privati ai lavoratori dipendenti, nel periodo dal 1° gennaio 2023 al 31 dicembre 2023, non concorre alla formazione del reddito del lavoratore, se di importo non superiore a euro 200 per lavoratore» si legge nel testo. Il governo provvede agli oneri derivanti da questa misura pari a 13,3 milioni di euro nel 2023 e a 1,2 milioni di euro nel 2024 quanto a 7,3 milioni di euro nel 2023, mediante corrispondente riduzione del Fondo per interventi strutturali di politica economica e, quanto a 6 milioni di euro nel 2023 e a 1,2 milioni di euro nel 2024, mediante corrispondente riduzione del Fondo per le esigenze indifferibili.

Un’altra soluzione proposta dal Governo per risentire di meno del caro carburanti è quello di incentivare l’utilizzo dei mezzi pubblici. Arriva un buono di 60 euro per l’acquisto di abbonamenti per i servizi di trasporto pubblico locale, regionale e interregionale ovvero per i servizi di trasporto ferroviario nazionale. Il bonus, previsto anch’esso dal decreto sulla trasparenza dei prezzi dei carburanti in Gazzetta ufficiale, è riconosciuto in favore delle persone fisiche che nel 2022 hanno conseguito un reddito complessivo non superiore a 20.000 euro, al fine di mitigare l’impatto del caro energia sulle famiglie, in particolare in relazione ai costi di trasporto per studenti e lavoratori, attraverso l’istituzione di un fondo nello stato di previsione del ministero del Lavoro e delle politiche sociali, con dotazione pari a 100 milioni di euro per l’anno 2023, finalizzato a riconoscere, nei limiti della dotazione del fondo e fino ad esaurimento delle risorse, tale buono che non costituisce reddito imponibile del beneficiario e non rileva ai fini del computo del valore dell’indicatore della situazione economica equivalente.

Il decreto pubblicato oggi in Gazzetta ufficiale prevede, tra le altre cose, anche il «rafforzamento dei poteri del garante per la sorveglianza dei prezzi», il quale «dove necessario ai fini dei propri interventi di sorveglianza sul territorio, opera in raccordo con gli osservatori e con gli uffici regionali dei prezzi, sportelli o analoga denominazione, qualora istituiti con legge regionale». Inoltre, «si avvale della collaborazione e dei dati rilevati dall’Istat che sono messi a disposizione del Garante per la sorveglianza dei prezzi su specifica istanza».

Arriva poi una nuova Commissione di allerta. «Al fine di monitorare la dinamica dei prezzi dei beni di largo consumo derivanti dall’andamento dei costi dei prodotti energetici e delle materie prime sui mercati internazionali è costituita, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, la Commissione di allerta rapida di sorveglianza dei prezzi. Il Garante – si legge nel testo del decreto – può convocare la Commissione per coordinare l’attivazione degli strumenti di monitoraggio necessari alla individuazione delle ragioni dell’anomala dinamica dei prezzi sulla filiera di mercato. Ai componenti ed ai partecipanti alle riunioni della Commissione non spettano compensi, gettoni di presenza, rimborsi di spese o altri emolumenti comunque denominati».



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