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Come i Ros hanno trovato il boss Matteo Messina Denaro

16 Gennaio 2023 | Autore:
Come i Ros hanno trovato il boss Matteo Messina Denaro

30 anni di indagini, di indizi e di inseguimenti hanno portato gli inquirenti a scoprire lo pseudonimo di uno degli uomini più ricercati d’Italia.

Oggi che lo Stato ha finalmente vinto, riuscendo a catturare l’ultimo superlatitante della mafia vecchio stampo degli attentati, degli esplosivi e dei sequestri, tutti apprendendo della notizia hanno pensato che dopo 30 anni di fughe qualcuno lo abbia tradito.

Invece no: non c’è stata nessuna soffiata, nessun collaboratore. La cattura del boss Matteo Messina Denaro è stato il risultato di una indagine tradizionale coordinata dalla Procura di Palermo, da pochi mesi guidata da Maurizio de Lucia. I Carabinieri del Ros e gli uomini del Gis si sono presentati questa mattina poco prima delle otto alla clinica Maddalena di Palermo in attesa che arrivasse un paziente oncologico di nome ‘Andrea Bonafede’. L’uomo che usava quel nome e cognome, occhiali scuri e cappellino bianco di lana, si è presentato puntuale per fare il tampone prima di eseguire la seduta di chemioterapia. Ma come sono arrivati gli investigatori a quell’uomo che in realtà era Matteo Messina Denaro? Da circa tre mesi gli inquirenti avevano capito che il boss stava usando quello pseudonimo per curarsi. Dalle intercettazioni di amici e parenti gli inquirenti hanno avuto la conferma che Messina Denaro era gravemente ammalato, tanto da avere subito due interventi importanti.

A quel punto, sono iniziate le indagini sui pazienti oncologici con un’età compatibile con quella di Messina Denaro. E tra i nomi sospettati c’era proprio quello di Messina Denaro, alias Andrea Bonafede, nipote di un fedelissimo originario di Campobello di Mazara. Ed ecco che però gli inquirenti hanno trovato l’inghippo. Il giorno fissato per l’intervento, quel Bonafede non era in clinica. Ecco la conferma che a usare il suo nome era un’altra persona. Forse Messina Denaro? Da qui sono iniziate indagini ancora più serrate. Quando gli investigatori del Ros e del Gis hanno saputo che Bonafede si sarebbe dovuto presentare oggi per la chemioterapia si sono presentati alla Maddalena. Lo hanno atteso e quando è arrivato, dopo il tampone, lo hanno fermato. Dopo un iniziale tentennamento e unaa breve fuga durata pochi minuti, Matteo Messina, messo ormai alle strette, si è lasciato catturare. «Scusi, lei è Matteo Messina Denaro?» « Sono io Matteo Messina Denaro». Finisce così, 30 anni dopo la sua fuga, la latitanza della primula rossa.



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