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Termini di prescrizione per cartelle esattoriali

17 Gennaio 2023 | Autore:
Termini di prescrizione per cartelle esattoriali

Quando decadono le cartelle di pagamento di Agenzia Entrate Riscossione: termini di prescrizione di Irpef, Iva, Imu, Tari, multe stradali, bollo auto.

Una volta che l’Agente per la Riscossione esattoriale ha notificato al contribuente la cartella esattoriale, da quella stessa data iniziano a decorrere i termini di prescrizione: termini che sono diversi a seconda del tipo di tributo di cui si chiede il pagamento. 

Per conoscere dunque i termini di prescrizione delle cartelle esattoriali bisogna innanzitutto verificare il dettaglio della cartella stessa per comprendere l’origine del debito. E in presenza di debiti di natura diversa (cosa che succede, ad esempio, quando con la stessa cartella si chiede il pagamento di Irpef e Imu), la prescrizione di ciascun importo seguirà le proprie regole.

Vediamo dunque quali sono i termini di prescrizione delle cartelle esattoriali.

I termini di prescrizione delle cartelle esattoriali

Nessuna legge stabilisce quale sia la prescrizione delle cartelle esattoriali. Tuttavia, secondo l’orientamento più accreditato della Cassazione, bisogna far riferimento al termine di prescrizione per la tassa, l’imposta o la sanzione che nella cartella stessa viene richiesta in pagamento.

Prima di entrare nello specifico, possiamo già tracciare una regola generale che servirà per orientarsi nell’individuare i termini di prescrizione dei debiti con l’Agenzia Entrate Riscossione e con le varie società di recupero dei crediti degli enti locali.

Tutte le imposte dovute allo Stato – come Iva e Irpef – si prescrivono in 10 anni. 

Le somme dovute a Inps e Inail si prescrivono in 5 anni.

Le imposte dovute agli enti locali, come Comuni, Regioni e Province, si prescrivono in 5 anni, con l’unica eccezione del bollo auto che invece si prescrive in 3 anni.

Le sanzioni, di qualsiasi tipo esse siano – quindi tanto quelle amministrative, quanto quelle tributarie e penali – si prescrivono sempre in 5 anni.

Le condanne contenute in sentenze si prescrivono in 10 anni, indipendentemente dal tributo su cui verteva il giudizio. Tanto per fare un esempio, chi faccia ricorso contro il bollo auto e lo perde, avrà un debito con la Regione – che trae origine non più dall’accertamento fiscale ma dalla sentenza di condanna – che si prescrive in 10 anni.

Vediamo ora, più nel dettaglio, i singoli termini di prescrizione delle cartelle esattoriali.

Quali sono i termini di prescrizione della cartella per Irpef?

La prescrizione dell’Irpef è di 10 anni, ragion per cui anche la cartella esattoriale che ne chiede il versamento si prescrive in 10 anni.

Esiste un orientamento minoritario – tuttavia sposato in passato anche dalla Cassazione – secondo cui l’Irpef si prescriverebbe in 5 anni. E ciò perché il codice civile stabilisce in 5 anni la prescrizione di tutti gli importi che devono essere pagati almeno una volta all’anno. Ora, è vero che l’imposta sui redditi va versata annualmente, ma è anche vero che cambia sempre il presupposto d’imposta, ossia la base imponibile. È infatti ben possibile che un contribuente, che per un anno non abbia lavorato, non debba pagare nulla all’erario.

La tesi principale resta sempre quella secondo cui la prescrizione delle imposte sui redditi è di 10 anni. E quindi ciò vale anche per le relative cartelle.

Quali sono i termini di prescrizione delle cartelle per Iva?

Come per l’Irpef, anche l’Iva si prescrive in 10 anni; lo stesso quindi vale per la relativa cartella. 

Ma anche in questo caso esiste un orientamento contrario secondo cui – trattandosi di un’imposta versata annualmente – la prescrizione sarebbe di 5 anni. Come anticipato, si tratta di un’interpretazione tutt’altro che pacifica, su cui è bene non fare troppo affidamento.

Quali sono i termini di prescrizione delle cartelle per Imu?

Come tutte le imposte dovute ai Comuni, anche l’Imu si prescrive in 5 anni e quindi lo stesso vale per la cartella esattoriale. 

Quali sono i termini di prescrizione delle cartelle per Tari?

L’imposta sulla spazzatura e la relativa cartella esattoriale si prescrive in 5 anni. Anch’essa è infatti un’imposta dovuta agli enti locali.

Quali sono i termini di prescrizione delle cartelle per bollo auto?

Come anticipato, il bollo auto si prescrive in 3 anni (che decorrono dal 1° gennaio dell’anno successivo a quello in cui l’imposta andava versata). Anche la cartella si prescrive in 3 anni, a partire dal giorno successivo alla notifica della cartella stessa.

Quali sono i termini di prescrizione delle cartelle per multe stradali?

Come tutte le sanzioni amministrative, anche le multe stradali si prescrivono in 5 anni. Quindi anche la cartella per violazioni del codice della strada ha una prescrizione di 5 anni.

Quali sono i termini di prescrizione delle cartelle per sanzioni tributarie?

Spesso, la cartella che chiede il pagamento di un tributo accompagna, oltre al debito dovuto per la tassa o l’imposta, anche le sanzioni. Tuttavia, se il tributo – come visto – può avere una prescrizione variabile dai 3 ai 10 anni, le relative sanzioni per l’omesso o irregolare pagamento sono sempre di 5 anni. Quindi ben è possibile, ad esempio, che una cartella che chieda il pagamento dell’Irpef si prescriva in 10 anni per quanto riguarda l’imposta principale e solo in 5 – e quindi prima – per quanto invece riguarda le sanzioni.

Quali sono i termini di prescrizione delle cartelle per sanzioni penali?

Anche le sanzioni penali si prescrivono in 5 anni e quindi, con esse, le relative cartelle.

Quali sono i termini di prescrizione delle cartelle per contributi Inps e Inail?

Contributi previdenziali dovuti all’Inps e contributi assistenziali dovuti all’Inail si prescrivono sempre in 5 anni. Quindi anche le cartelle notificate a chi non ha versato tali importi seguono lo stesso termine di prescrizione.

Quando si interrompono i termini di prescrizione delle cartelle esattoriali?

Il termine di prescrizione può essere interrotto dall’Agente della riscossione tramite l’invio di una semplice intimazione di pagamento, ossia una sorta di nuova cartella esattoriale, che dà al contribuente un termine (non più di 60 ma) di 5 giorni per pagare. Anche il preavviso di un fermo amministrativo o di una ipoteca, così come un pignoramento interromperebbe il termine di prescrizione.

Come cancellare una cartella esattoriale prescritta?

Una volta caduta in prescrizione una cartella il contribuente può presentare un’istanza in autotutela all’Agente per la riscossione per chiederne la cancellazione dal ruolo. Tuttavia, se questi non dovesse rispondere – come spesso succede – non è possibile fare ricorso al giudice (atteso che i termini per l’impugnazione della cartella, ossia 60 giorni dalla sua notifica, sono scaduti). Pertanto il contribuente potrà solo attendere un eventuale ulteriore sollecito o un’azione esecutiva dell’esattore per poi, in quella sede, far valere la prescrizione. Tanto per fare un esempio, se un contribuente si accorge di avere un estratto di ruolo con cartelle cadute in prescrizione, deve attendere il pignoramento dello stipendio o il preavviso di ipoteca per fare opposizione e far valere la prescrizione. 



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