Questo sito contribuisce alla audience di
Diritto e Fisco | Articoli

Fattura falsa: cosa si rischia?

18 Gennaio 2023 | Autore:
Fattura falsa: cosa si rischia?

Reati tributari: fatturazione di operazioni inesistenti, quando evitare la condanna penale.

Cosa rischia chi emette una fattura falsa ossia per una operazione inesistente? Si pensi al caso di un soggetto che fatturi la vendita di una merce che, in realtà, non è mai stata ceduta o una prestazione di servizi che non è mai stata resa. Per comprenderlo dobbiamo fare marcia indietro e partire dal concetto di «evasione fiscale».

Evasione fiscale: quando è reato?

L’evasione fiscale non è sempre un reato. Lo è solo al raggiungimento di determinate soglie di denaro sottratte all’Erario ossia alle casse dello Stato. Le soglie variano a seconda del tipo di illecito tributario. Non esiste infatti un’unica figura di evasione fiscale. 

Ad esempio, l’omessa presentazione della dichiarazione dei redditi scatta a partire da 50mila euro di evasione.

Invece la dichiarazione infedele (ossia il fatto di nascondere redditi al fisco) diventa reato a partire da 100 mila euro. 

Se superati tali importi scatta la denuncia e la condanna penale, al di sotto invece non c’è alcun reato. Si resta nell’ambito degli illeciti amministrativi: in buona sostanza si subiscono solo sanzioni economiche, ossia le classiche sanzioni che si uniscono al tributo e che vengono riscosse tramite le cartelle esattoriali.

Quando scatta il reato di fatturazione falsa?

Il reato di fatturazione falsa, al contrario di tutti gli altri illeciti tributari, sussiste anche per l’emissione di una singola fattura di importo irrisorio. Non esistono cioè soglie al di sotto delle quali non ci sia il reato.

Questo significa che – tanto per fare un esempio scolastico – chi emette una singola fattura da 10 euro per una operazione che non ha mai posto in essere commette reato.

La legge punisce con la reclusione da 4 a 8 anni chiunque, quindi qualsiasi soggetto, che assume una condotta consistente nell’emettere o nel rilasciare fatture per operazioni inesistenti, il cui fine specifico è quello di consentire a terzi l’evasione dell’imposta.

Il reato scatta solo quando vengono emessi documenti fiscali ufficiali per operazioni non realmente effettuate in tutto o in parte o che indicano i corrispettivi o l’imposta sul valore aggiunto in misura superiore a quella reale, ovvero che riferiscono l’operazione a soggetti diversi da quelli effettivi.

Per aversi il reato di emissione di fatture false bisogna perseguire lo scopo di consentire a terzi l’evasione delle imposte sui redditi o sull’Iva.  

Il reato di emissione di fatture o di altri documenti per operazioni inesistenti può ritenersi consumato istantaneamente, nel momento in cui il soggetto attivo emette la singola fattura oppure l’ultima della serie, rimanendo quindi irrilevante la ricezione da parte del destinatario e la conseguente utilizzazione. È irrilevante che il contribuente abbia successivamente emesso una nota di credito per errata fatturazione, trattandosi di un fatto successivo alla consumazione del reato.

Come evitare la condanna penale per le fatture false?

È possibile, per importi modesti, ottenere l’archiviazione del procedimento penale (evitando così solo le sanzioni penali ma non quelle tributarie) per la «particolare tenuità del fatto», prevista dall’articolo 131-bis del codice penale.

Tale istituto consente l’esclusione della punibilità quando, per le modalità della condotta e l’esiguità del danno o del pericolo, l’offesa è di particolare tenuità e il comportamento risulta non abituale. Spetta poi al giudice valutare caso per caso, secondo i criteri individuati dalla legge (intensità del dolo e grado della colpa, gravità del danno eccetera) l’esclusione della punibilità.

Difatti, secondo alcuni, con la riforma Cartabia, l’emissione o la dichiarazione per importi bassi di false fatture e la fruizione di crediti di imposta inesistenti, di poco oltre i 50.000 euro, potrebbero beneficiare della causa di non punibilità per tenuità del fatto. Ma resta il problema di individuare in concreto la “tenuità” negli illeciti penali tributari.

Tale beneficio è ammesso per reati puniti con la pena detentiva non superiore nel minimo a due anni di reclusione indipendentemente dal massimo edittale. Esso dunque si può applicare a tutti i reati tributari con la sola eccezione della dichiarazione fraudolenta con utilizzazione di false fatture superiori a 100mila euro annui ed emissione di false fatture di pari importo; dichiarazione fraudolenta mediante altri artifici, occultamento o distruzione di scritture contabili.

In particolare reati tributari che possono rientrare nel beneficio della non punibilità per particolare tenuità del fatto da quando è entrata in vigore la riforma Cartabia (30 dicembre 2022), sono i seguenti:

  • emissione di documenti in tutto o in parte per operazioni inesistenti per importi annui inferiori a 100.000 euro;
  • dichiarazione fraudolenta mediante utilizzo di documenti in tutto o in parte inesistenti per importi annui inferiori a 100.000 euro;
  • indebita compensazione di crediti inesistenti per importi annui superiori a 50.000 euro;
  • omesso versamento di Iva o ritenute;
  • indebita compensazione di crediti non effettivamente spettanti;
  • infedele od omessa dichiarazione;
  • sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte.

Cosa rischia chi riceve le fatture false?

Per colui che ha beneficiato dei lavori e quindi ha ricevuto le fatture:

  • se le ha indicate in dichiarazione (si pensi al caso di un’impresa o di una persona fisica che detrae l’imposta) si configurerebbe lo speculare delitto di dichiarazione fraudolenta analogamente all’emissione (reclusione da 4 ad 8 anni);
  • se invece si tratta di persona fisica non soggetto Iva che non ha indicato in dichiarazione la fattura, si potrebbe configurare il concorso nel precedente reato di emissione commesso dall’impresa.


Sostieni laleggepertutti.it

Non dare per scontata la nostra esistenza. Se puoi accedere gratuitamente a queste informazioni è perché ci sono uomini, non macchine, che lavorano per te ogni giorno. Le recenti crisi hanno tuttavia affossato l’editoria online. Anche noi, con grossi sacrifici, portiamo avanti questo progetto per garantire a tutti un’informazione giuridica indipendente e trasparente. Ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di andare avanti e non chiudere come stanno facendo già numerosi siti. Se ci troverai domani online sarà anche merito tuo.Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube