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Esenzione Imu per l’immobile occupato abusivamente

18 Gennaio 2023 | Autore:
Esenzione Imu per l’immobile occupato abusivamente

La novità: per ottenere l’agevolazione fiscale e non pagare l’Imu è necessaria la denuncia o l’avvio di azione giudiziaria penale.

L’articolo 1, comma 81, della legge di Bilancio 2023 (legge 197/2022) ha introdotto, a partire dal 2023, la nuova esenzione Imu per gli immobili occupati abusivamente [1]. In tal modo il legislatore ha voluto recepire una interpretazione della giurisprudenza di primo e secondo grado che tendeva al riconoscimento di tale beneficio benché, all’epoca, non fosse espressamente prevista dalla legge.

In tal modo, chi non può entrare in casa propria a causa della presenza di abusivi non sarà tenuto a pagare le tasse sull’immobile al Comune di residenza. 

In particolare l’esenzione Imu scatta solo nel caso di «immobili non utilizzabili né disponibili» a patto che sia stata presentata denuncia all’autorità giudiziaria in relazione ai reati di «violazione di domicilio» e «invasione di terreni o edifici», o per la cui occupazione abusiva sia stata presentata denuncia o sia iniziato il processo penale.

Si comprende bene che il presupposto per l’esenzione non è quello dell’inquilino moroso che non paga il canone di affitto e per il quale sia stato avviato il procedimento di sfratto o nei confronti del quale, pur dopo l’emissione dell’ordinanza di sfratto da parte del tribunale, sia iniziata la procedura di esecuzione forzata diretta allo sgombero del locale. L’abusivo è invece da intendersi come colui che entra con la forza o l’inganno in casa altrui senza alcun contratto e vi si “barrica all’interno”.

Ma come non pagare l’Imu per l’immobile occupato abusivamente? I fruitori dell’esenzione dovranno comunicare al Comune interessato, in modalità telematiche (da definire con apposito decreto), il possesso dei previsti requisiti nonché, successivamente, l’eventuale venirne meno (a seguito di liberazione dell’immobile).

Come anticipato l’esenzione Imu è subordinata: 

  • alla presentazione della denuncia penale;
  • o all’avvio di un’azione giudiziaria penale. 

Vediamo ora da quando decorre l’esenzione. L’occupazione abusiva, ad esempio, può aver avuto inizio prima che il contribuente abbia sporto denuncia il cui termine di presentazione, in virtù dell’articolo 124 del Codice penale, è fissato in tre mesi «dal giorno della notizia del fatto che costituisce il reato».

La riforma trova origine da una sentenza storica della Commissione Tributaria Regionale della Toscana (la sentenza numero 67/2022 del 19 gennaio 2022) che appunto aveva ritenuto un contribuente non responsabile per l’omesso versamento dell’Imu per non aver potuto usufruire della propria abitazione in quanto occupata abusivamente. Per tutto il periodo durante il quale si era protratta l’occupazione, dunque, l’uomo ha potuto usufruire dell’esenzione. Tuttavia, trattandosi di una sentenza, questa aveva valore solo tra le parti e non era che un precedente a cui gli altri contribuenti avrebbero potuto richiamarsi, senza tuttavia la certezza che il giudice avrebbe sposato la medesima interpretazione. 

Il problema stava nel fatto che il pagamento dell’Imu è collegato non già alla proprietà del bene ma al suo possesso. Ebbene, il titolare di un immobile occupato abusivamente non trae alcun utile dal suo diritto di proprietà (o altro diritto reale) non potendo direttamente godere del bene, né conseguire un corrispettivo per il suo utilizzo da parte di terzi risultando impossibile l’esercizio del possesso. Con l’ulteriore conseguenza della diminuzione di valore che consegue al deterioramento del bene utilizzato abusivamente.

Simili presupposti minano il principio di capacità contributiva sancito dall’articolo 53 della Costituzione poiché, per ragioni non dipendenti dalla volontà del contribuente, viene in concreto a mancare quella capacità contributiva richiesta dalla norma costituzionale.

 


note

[1] La disposizione modifica l’articolo 1, comma 759, della legge 160/2019 aggiungendovi la lettera g-bis).


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