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Come proteggere il debitore

20 Gennaio 2023 | Autore:
Come proteggere il debitore

Azioni contro i pignoramenti: come difendersi dalle azioni esecutive dei creditori. 

Ci sono diversi modi per proteggere un debitore dalle azioni dei creditori quali, ad esempio, pignoramenti e ipoteche. 

La nostra legge, in realtà, prevede già dei limiti al pignoramento in modo da garantire al debitore un’esistenza dignitosa. Tali limiti sono ancora più stringenti nei confronti dell’Agente per la Riscossione Esattoriale il quale, ad esempio, a differenza del creditore privato, non può pignorare la prima casa.

Ciò nonostante è bene trovare, laddove possibile, una soluzione quanto più rapida ed efficace alla situazione di indebitamento al fine di ripartire, avviare nuove attività, acquisire beni e investimenti o semplicemente trasferire i propri averi agli eredi senza il timore che questi possano essere aggrediti dai creditori. 

La protezione del debitore può essere esercitata sia prima che dopo la nascita del debito. Tuttavia un intervento preventivo consente di esercitare una serie di azioni che, diversamente, non sarebbero altrettanto efficaci. Tanto per fare un esempio, una cosa è stipulare un fondo patrimoniale o un trust prima di concludere un finanziamento con la banca; un’altra è invece agire dopo la firma del mutuo, indipendentemente da quando si conclami l’inadempimento. E ciò perché il creditore potrebbe chiedere la revocatoria del fondo o del trust costituito dopo la nascita del debito, sebbene le rate vengano inizialmente onorate con regolarità.

Soluzioni per proteggere il debitore prima della nascita del debito

Prima della nascita del debito è possibile:

  • recarsi da un notaio per effettuare la separazione dei beni con il coniuge (se si è in comunione dei beni) e intestare a questi gli immobili di particolare pregio;
  • effettuare donazioni ai figli in modo da mettere al riparo auto, conti correnti, investimenti, titoli, obbligazioni, case;
  • costituire un fondo patrimoniale in cui inserire, ad esempio, la casa di proprietà;
  • stipulare polizze assicurative sulla vita che, per legge, sono impignorabili.

Soluzioni per proteggere il debitore dopo la nascita del debito

Le donazioni e i fondi patrimoniali costituiti invece dopo la nascita del debito – indipendentemente da quando si è manifestato l’inadempimento – sono revocabili entro 5 anni dall’atto notarile. Il creditore potrebbe cioè agire in tribunale per far dichiarare l’inefficacia di tali atti di discussione dei beni, sempre che dimostri che, all’esito di ciò, il debitore è rimasto privo di altri beni utilmente pignorabili. Ecco perché è sempre meglio agire prima. 

La protezione del debitore è differente a seconda del creditore il quale può essere:

  • un creditore privato (ad esempio la banca, la finanziaria, la controparte processuale in un giudizio, un fornitore, ecc.);
  • l’Agente per la riscossione esattoriale dei crediti dello Stato (Agenzia Entrate Riscossione) o delle Regioni, Province, Comuni (una delle società private con cui l’ente locale ha stretto apposita convenzione). 

Per i debiti nei confronti dei privati, ecco alcune possibili soluzioni: 

  • tentare un accordo di ristrutturazione del debito: il debitore può cioè stipulare con i creditori una rinegoziazione delle condizioni del debito, ad esempio ritardando i pagamenti. In tal caso si stipula un contratto (cosiddetta transazione con novazione del debito);
  • tentare con il creditore un saldo e stralcio: si tratta di un pagamento à forfait, di solito in un’unica soluzione, ma in misura inferiore rispetto al debito originario (anche in questo caso si stipula un nuovo contratto, detto transazione);
  • vendere beni in eccesso per saldare i debiti e nello stesso tempo proteggere i beni essenziali: si può anche decidere di vendere un immobile sottoposto a ipoteca o a pignoramento in modo da coprire, con una parte del prezzo ricevuto, il debito stesso. In tal caso il creditore deve però acconsentire alla contestuale cancellazione dell’ipoteca e all’estinzione della procedura esecutiva. Il tutto avviene alla presenza di un notaio che fa da garante all’operazione;
  • pagare i debiti più importanti per primi: il debitore può scegliere di pagare i debiti più importanti, come quelli per la casa o per l’auto, per evitare la perdita di beni essenziali. Oppure potrebbe decidere di adempiere subito alle obbligazioni più vecchie, che sono di solito quelle che danno origine al pignoramento;
  • proteggere i propri beni attraverso un fondo patrimoniale trust ma sapendo che tali atti possono essere “revocati” entro 5 anni dalla loro stipula;
  • ricorrere alla procedura di sovraindebitamento: questa procedura, che si effettua con l’ausilio di un avvocato o di un commercialista e, nello stesso tempo, rivolgendosi a un organismo di composizione della crisi, consente di chiedere al giudice del tribunale la cancellazione di tutto o una parte del debito, a condizione che si dimostri di non poter pagare e di non avere colpe nella situazione debitoria. Se i debiti derivano da attività imprenditoriale è necessario anche il consenso dei creditori che rappresentano il 60% del debito totale; se invece i debiti derivano da spese personali o familiari è solo il giudice che decide. Di solito la procedura richiede che si offra “qualcosa in cambio” al creditore (ad esempio la cessione di un quinto dello stipendio o la vendita di un immobile); ma nel caso di soggetti assolutamente nullatenenti il giudice potrebbe disporre anche la totale cancellazione del debito senza alcuna forma di controprestazione;
  • separarsi legalmente dal coniuge e intestare a questi la propria casa: come accordo per la fine del matrimonio tale atto è difficilmente revocabile se i coniugi vivono poi separatamente; inoltre non si pagano tasse.

È importante notare che ogni situazione è unica e che è sempre consigliabile consultare un avvocato o un consulente finanziario per valutare le opzioni più appropriate.

Come proteggere il debitore in caso di debiti fiscali

L’Agente della Riscossione esattoriale non può mai:

  • ipotecare un immobile se il debito è inferiore a 20mila euro: sicché, tenendo anche di poco al di sotto di tale asticella la soglia del debito non si rischia alcunché. Il debitore potrebbe quindi fare un pagamento parziale a cui l’Esattore non potrebbe rinunciare;
  • ipotecare la prima casa: ossia l’unico immobile di proprietà del debitore, a patto che sia luogo di residenza, adibito a civile abitazione e non accatastato in A/1, A/8 o A/9. Pertanto il debitore che voglia salvare la casa non deve acquisire, neanche per quote, la proprietà di altri beni, rinunciando peraltro ad eventuali donazioni o successioni;
  • pignorare il conto corrente su cui viene accreditato lo stipendio se questo è inferiore al triplo dell’assegno sociale (ad oggi l’assegno sociale è 503,27 euro, sicché il triplo è 1.509,81). Quindi un conto corrente al di sotto di 1.509,81 non può mai essere pignorato, sebbene possano essere pignorati i successivi accrediti. Per questi ultimi esistono dei limiti: il pignoramento non può mai essere superiore a 1/10 se lo stipendio o la pensione non supera 2.500 euro; a 1/7 se lo stipendio o la pensione non supera 5.000 euro; a 1/5 se supera 5.000 euro. In ogni caso l’ultima busta paga ricevuta sul conto o l’ultima pensione non possono mai essere pignorate. 


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