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Cosa rischia l’ex moglie che riduce le sue spese

20 Gennaio 2023 | Autore:
Cosa rischia l’ex moglie che riduce le sue spese

È lecito che l’assegno di mantenimento venga ridotto o revocato se l’ex moglie cambia casa riducendo le spese che mensilmente deve sostenere.

Che la via sia un grande insieme di novità, inaspettati cambiamenti e piani sfumati non è certo un segreto. Senza voler troppo filosofeggiare, capita spesso durante la propria esistenza di dover modificare i piani fatti per cause di forza maggiore che prescindono dalla propria volontà. Un licenziamento, un tradimento, una separazione possono capitare a tutti, dando il via a molti cambiamenti che inevitabilmente influenzano la vita.

E così come quando ci si unisce in matrimonio si stipula un contratto che, per quanto vincolante, può sempre essere rescisso, allo stesso modo durante una separazione o un divorzio possono essere stabilite delle condizioni che, in seguito a successivi eventi, possono essere a loro volta modificate. È il caso, ad esempio, di una donna che si è vista ridimensionare l’assegno di mantenimento corrisposto dal marito in virtù delle spese da lei sostenute, ridottesi nell’arco degli anni.

Il caso, sottoposto al vaglio della Corte di Cassazione, ha portato i giudici ad accogliere il ricorso avanzato dal marito, con il quale l’uomo chiedeva una riduzione dell’assegno di mantenimento che mensilmente versava alla donna in seguito al divorzio. La Corte ha ravvisato circostanze potenzialmente idonee ad alterare l’assetto economico stabilito tra gli ex coniugi al momento della pronuncia sulle condizioni del divorzio. Per questo motivo ha deciso di accogliere la richiesta di revisione dell’assegno, cui il giudice competente dovrà procedere valutando i giustificati motivi che consentono la revisione sulla base del diritto vivente, tenendo naturalmente conto anche della interpretazione giurisprudenziale precedente.

Nello specifico, il marito aveva chiesto di revocare o ridurre l’assegno di divorzio in seguito alla scelta dell’ex moglie di lasciare la casa coniugale perché avente costi di manutenzione troppo alti.

Nell’ordinanza della Corte di Cassazione viene spiegato che «la revisione dell’assegno divorzile di cui all’art. 9 della L. n. 898 del 1970 postula l’accertamento di una sopravvenuta modifica delle condizioni economiche degli ex coniugi idonea a mutare il pregresso assetto patrimoniale realizzato con il precedente provvedimento attributivo dell’assegno, secondo una valutazione comparativa delle condizioni suddette di entrambe le parti», essendo compito del giudice «verificare se, e in che misura, le circostanze, sopravvenute e provate dalle parti, abbiano alterato l’equilibrio così raggiunto e adeguare l’importo, o lo stesso obbligo della contribuzione, alla nuova situazione patrimoniale-reddituale accertata».

In sostanza, se l’ex marito paga una determinata somma alla moglie che vive in una casa il cui mantenimento è particolarmente costoso, nel momento in cui lei decide di trasferirsi in un’abitazione che mensilmente costa meno l’assegno di mantenimento può di pari passo essere ridotto o, addirittura, revocato.



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