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Assegno sociale 2023

20 Gennaio 2023 | Autore:
Assegno sociale 2023

Per il 2023 l’importo provvisorio dell’Assegno sociale è stato fissato a 503,27 euro, aumentato rispetto ai 460,28 euro del 2022.

Con l’inizio dell’anno nuovo sono state previste importanti novità per chi percepisce l’assegno sociale, il contributo economico di natura assistenziale erogato dall’Inps a chiunque si trovi in condizioni economiche disagiate. Si tratta di un sussidio elargito direttamente dall’istituto per tredici mensilità, senza che sia necessario aver versato alcun contributo e il cui importo varia ogni anno a seconda della variazione dell’indice annui dei prezzi al consumo accertati dall’Istat.

L’Inps alla fine dell’anno rende noto l’importo dell’assegno sociale per l’anno successivo (ad esempio per il 2023 si fa riferimento alla ricolare n.135/2022) adeguando in questo modo i trattamenti assistenziali e previdenziali al costo della vita (la famosa «perequazione»). Nello specifico si prende come riferimento il valore definitivo per l’anno in corso secondo l’inflazione registrata disponendo l’importo l’anno futuro in base a quella prevista.

Per il 2023 l’importo provvisorio dell’Assegno sociale è stato fissato a 503,27 euro, aumentato rispetto ai 460,28 euro del 2022, di pari passo con il tasso d’inflazione arrivato alle stelle.

La disciplina dell’assegno unico ha visto recentemente una modifica per quanto riguarda i requisiti di accesso, che sono stati chiariti in una recente circolare [1]. Per poter godere dell’assegno sociale i cittadini – italiani  o stranieri che siano – devono essere in possesso dei seguenti requisiti:

  • avere compiuto 67 anni di età;
  • essere in uno stato di reale bisogno economico;
  • essere cittadini dell’Unione europea e cittadini extracomunitari loro familiari;
  • essere in possesso dei requisiti reddituali previsti per il 2022;
  • essere cittadini della Repubblica di San Marino;
  • essere cittadini stranieri o apolidi titolari dello status di rifugiato politico o di protezione sussidiaria e rispettivi coniugi ricongiunti oppure essere cittadini extracomunitari titolari di permesso di soggiorno di lungo periodo;
  • essere cittadini svizzeri e dello Spazio Economico Europeo;
  • avere residenza effettiva in Italia da almeno 10 anni (come previsto dall’art. 20, comma 10, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112).

In base all’aumento dovuto alla perequazione, pari al +1.9%, per il 2023 i limiti reddituali sono 6.542,51 euro di reddito personale e 13.085,02 euro di reddito coniugale.  Nella pratica questo significa che avranno la possibilità di accedere all’assegno sociale nel 2023 tutti coloro che, avendo i requisiti sopracitati, o non sono sposati e hanno un reddito inferiore a 6.542,51 euro, oppure tutti coloro che sono sposati ma hanno un reddito familiare inferiore a 13.085,02 euro.

Come poco sopra accennato, nella sua misura piena l’Assegno sociale INPS ammonta a 503,27 al mese, ma l’erogazione avverrà in maniera differente a seconda del beneficiario. Nello specifico, il benefico spetta in misura piena a tutti i disoccupati non coniugati con reddito personale pari a zero e ai disoccupati coniugati con reddito familiare pari a zero. L’importo viene, invece, ridotto a seconda del reddito nel caso in cui il richiedente o il suo intero nucleo familiare abbiano dei redditi che, però, risultano comunque essere insufficienti a garantire un tenore di vita degno.

Come specificato dall’Inps nella circolare di dicembre, nel calcolo del reddito utile per percepire l’assegno non vengono contati:

  • il reddito della casa di abitazione;
  • il reddito delle pensioni di guerra;
  • l’indennizzo previsto dalla legge 25 febbraio 1992, n. 210, in favore dei soggetti danneggiati da complicanze di tipo irreversibile a causa di vaccinazioni obbligatorie, trasfusioni e somministrazioni di emoderivati;
  • l’indennità di accompagnamento;
  • l’importo aggiuntivo di 154,94 euro previsto dal comma 7 dell’articolo 70 della legge n. 388/2000;
  • i trattamenti di famiglia;
  • eventuali sussidi economici, erogati da Enti pubblici, che non abbiano carattere di continuità.

Va ricordato che, dal 1° gennaio 2001, per i titolari di pensione sociale, la legge riconosce una maggiorazione a incremento della misura che spetta solo a coloro che hanno diritto all’assegno sociale medesimo e nelle seguenti modalità:

  • età inferiore a 75 anni: è riconosciuto un aumento dell’assegno sociale di euro 12,92 per 13 mensilità;
  • età pari o superiore a 75 anni: è riconosciuto un aumento dell’assegno sociale di euro 20,66 per 13 mensilità.

La maggiorazione viene riconosciuta d’ufficio a decorre dal mese successivo al perfezionamento dei requisiti previsti dalla normativa e non è soggetta a perequazione.

Allo stesso modo, il beneficio  può essere ridotto nel caso in cui la persona titolare dell’Assegno sociale venga ricoverata in un istituto con rette a carico dello Stato o di Enti pubblici. La riduzione dell’importo dell’assegno è così applicata:

  • del 50% se la retta è totalmente a carico dello Stato;
  • del 25% se la retta versata dal beneficiario o dai suoi familiari è di un importo inferiore alla metà dell’assegno sociale;
  • l’importo resta invariato se la retta comporta una spesa superiore al 50% dell’assegno.

L’Assegno sociale INPS 2023 viene erogato su domanda ai beneficiari e secondo i limiti stabiliti dalla Legge. Il pagamento dell’assegno avviene dal primo giorno del mese successivo alla presentazione della domanda. È bene ricordare che non si tratta di un beneficio permanente ma, al contrario, l’assegno sociale ha carattere provvisorio. Annualmente, infatti, vengono verificati i requisiti socioeconomici del richiedente e, nel caso vi siano sostanziose modifiche alla situazione reddituale, il beneficio può essere perso. È il caso, ad esempio, di chi trova un lavoro.



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