Questo sito contribuisce alla audience di
Diritto e Fisco | Articoli

Come andare in pensione prima

24 Gennaio 2023 | Autore:
Come andare in pensione prima

Tutte le strade e gli scivoli per ottenere il pensionamento anticipato in deroga ai requisiti generali di età e di anzianità contributiva.

La riforma Fornero ha allontanato per molti lavoratori la possibilità di andare in pensione prima del raggiungimento della soglia di età prevista per la pensione di vecchiaia e delle quote contributive, attualmente molto onerose (41 anni e 10 mesi per le donne, un anno in più per gli uomini), necessarie per ottenere la pensione di anzianità. Nonostante ciò, esistono diverse possibilità per ottenere la pensione anticipata: alcuni vecchi istituti, come la riforma Amato per chi lavorava sin dagli anni ‘90, sono rimasti in vigore a tutt’oggi, ed altre deroghe sono state introdotte dalla legge di Bilancio del 2023, in attesa di una riforma complessiva del sistema pensionistico che non dovrebbe arrivare prima del 2024.

Vediamo, dunque, come andare in pensione prima nel 2023: ti illustreremo tutte le strade attualmente disponibili ed i requisiti necessari, iniziando dalle più battute per arrivare a quelle meno note.

Pensione di vecchiaia

La pensione di vecchiaia -che riguarda sia i lavoratori dipendenti, pubblici e privati, sia gli autonomi iscritti all’Inps – si raggiunge con almeno 67 anni di età e 20 anni (pari a 1.040 settimane) di contributi versati in una qualsiasi gestione Inps o nelle Casse di previdenza dei professionisti iscritti ad albi e ordini. Valgono anche i contributi figurativi, da riscatto, da ricongiunzione e versati all’estero in totalizzazione internazionale.

La pensione di vecchiaia “contributiva” (anziché retributiva) riguarda anche coloro che hanno iniziato a lavorare dal 1996, ma per conseguirla occorre che l’importo della pensione sia pari o superiore a 1,5 l’assegno sociale, che nel 2023 è pari a 503,27 euro mensili. Chi ha almeno 5 anni di contribuzione effettiva può ottenere la pensione di vecchiaia solo al compimento del 71° anno di età; altrimenti già a 67 anni spetta l‘assegno sociale, che però non è un trattamento previdenziale ma una prestazione assistenziale in favore di coloro che vivono in condizioni economiche disagiate e hanno redditi molto bassi.

Deroghe Amato

Le «deroghe Amato» [1] consentono ancora oggi di ottenere la pensione di vecchiaia sempre a 67 anni di età, ma con soli 15 anni di contributi, se sono maturati entro il 31 dicembre 1992. Ad esempio, un lavoratore nato nel 1956, che compirà 67 anni nel 2023, deve aver accumulato almeno 15 anni di contributi entro i 37 anni di età per poter beneficiare di questa opzione.

Rientrano nella deroga Amato anche i lavoratori che avevano chiesto l’autorizzazione al versamento dei contributi volontari entro il 31 dicembre 1992 e coloro che a tale data non arrivavano a 15 anni ma in seguito hanno versato altri contributi senza arrivare a 20 anni complessivi. Un’ulteriore possibilità è prevista per chi ha versato il primo contributo almeno 25 anni prima della domanda di pensionamento e che, pur lavorando per almeno 10 anni, non è riuscito a coprire un intero anno di anzianità contributiva, come succede ad alcuni lavoratori part-time.

Lavoratori precoci

I lavoratori precoci, cioè coloro che hanno cominciato a lavorare da minorenni, possono ottenere l’anticipo pensionistico, con “Quota 41“, a condizione che abbiano almeno 12 mesi di contribuzione effettiva prima del compimento di 19 anni di età. Inoltre devono avere almeno uno dei seguenti requisiti:

  • essere disoccupati a seguito di cessazione del rapporto per licenziamento o dimissioni per giusta causa;
  • assistere da almeno 6 mesi il coniuge o un parente di primo grado convivente con handicap grave, o un parente o affine di secondo grado convivente con genitori e coniuge che hanno compiuto i 70 anni oppure sono deceduti, mancanti o invalidi essi stessi;
  • essere invalidi con percentuale riconosciuta pari o superiore al 74%;
  • svolgere lavori usuranti (v. paragrafo successivo).

Lavori gravosi, usuranti e notturni

I lavoratori addetti a mansioni gravose possono andare in pensione anticipata con almeno 30 anni di contributi, se hanno svolto per almeno 7 anni negli ultimi 10 uno dei cosiddetti “lavori usuranti” – elencati in un’apposita tabella [2], o lavori notturni per almeno 6 ore, comprese tra la mezzanotte e le 5 del mattino, e per un numero minimo di 64 giorni lavorativi all’anno.  Altrimenti chi ha svolto attività usuranti può andare in pensione a 61 anni e 7 mesi con almeno 35 anni di contributi.

Alcune categorie di lavoratori possono conseguire l’anticipo pensionistico se rientrano in una delle attività seguenti, svolte per almeno 6 anni negli ultimi 7 di vita lavorativa:

  • operai dell’industria estrattiva e dell’edilizia;
  • lavoratori siderurgici e del vetro ad alte temperature;
  • conduttori di gru e macchinari mobili per perforazione delle costruzioni;
  • conciatori di pelli e pellicce;
  • conduttori di convogli ferroviari e personale viaggiante;
  • marittimi imbarcati a bordo e personale viaggiante dei trasporti marini;
  • infermieri ed ostetrici con lavoro organizzato in turni;
  • caregiver (addetti all’assistenza di persone non autosufficienti);
  • insegnanti della scuola d’infanzia e educatori degli asili nido;
  • operai dell’agricoltura, della pesca e della zootecnia;
  • operatori ecologici e altri raccoglitori e separatori di rifiuti;
  • pescatori di pesca costiera in acque interne o in alto mare;
  • personale non qualificato addetto ai servizi di pulizia;
  • facchini, addetti allo spostamento merci e assimilati.

Gli scivoli per l’anticipo pensionistico

Oltre alle strade che abbiamo descritto, esistono altri modi per ottenere l’anticipo pensionistico, in base alla legge di Bilancio 2023 che ha prorogato le agevolazioni già previste nel 2022. Eccole in dettaglio

Ape sociale

La manovra finanziaria ha prorogato sino al 2023 l’Ape sociale, riservata a chi ha compiuto, o compie durante l’anno, 63 anni ed ha un’anzianità contributiva di almeno 30 anni. I beneficiari devono trovarsi in condizioni di disagio economico, come i disoccupati, o assistere familiari disabili e con invalidità pari ad almeno il 74% oppure svolgere uno dei lavori gravosi che abbiamo descritto nel paragrafo precedente.

Quota 103

Nel 2023 Quota 103 sostituisce la Quota 102 che era in vigore lo scorso anno: adesso i lavoratori, privati e pubblici, possono andare in pensione di anzianità con almeno 62 anni e 41 anni di contributi. I due requisiti possono essere maturati entro il 31 dicembre 2023. C’è una “finestra” mobile di 3 mesi per i privati e di 6 mesi per i pubblici: significa che tra la domanda e il ricevimento della prima pensione deve intercorrere questo lasso di tempo.

Opzione donna

Anche la pensione con Opzione donna è stata prorogata per il 2023, ma con requisiti più stringenti rispetto al passato: adesso possono usufruirne le donne (lavoratrici dipendenti o autonome) a 60 anni di età, che scende di un anno per ciascun figlio sino a un massimo di due, quindi non prima dei 58 anni, e a condizione che si abbiano almeno 35 anni di contributi. Inoltre le lavoratrici per beneficiare di Opzione donna devono rientrare in una delle seguenti categorie: invalide almeno al 74%, caregiver o disoccupate.

Isopensione

L’isopensione è una forma di uscita incentivata dal mondo del lavoro, con 5 anni di anticipo rispetto ai tempi normali, a condizione che il datore di lavoro paghi un assegno mensile di importo pari alla pensione maturata, ma con il vantaggio di risparmiare il versamento dei contributi nei 5 anni successivi. L’isopensione è possibile solo nelle aziende private con più di 15 dipendenti e può realizzarsi solo in presenza di un apposito accordo di esodo, sottoscritto con i sindacati.


note

[1] D.Lgs. n. 503/1992.

[2] Art. 1 D.Lgs. n. 67/2011 e D.M. Lavoro 05.02.2018.


Sostieni laleggepertutti.it

Non dare per scontata la nostra esistenza. Se puoi accedere gratuitamente a queste informazioni è perché ci sono uomini, non macchine, che lavorano per te ogni giorno. Le recenti crisi hanno tuttavia affossato l’editoria online. Anche noi, con grossi sacrifici, portiamo avanti questo progetto per garantire a tutti un’informazione giuridica indipendente e trasparente. Ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di andare avanti e non chiudere come stanno facendo già numerosi siti. Se ci troverai domani online sarà anche merito tuo.Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube